L’avventura di Pinocchio – Ottava puntata

Come fare quando l’ultima speranza sembra svanita? L’avventura di Pinocchio questa volta comincia con l’annuncio della morte della Fatina coi capelli turchini, l’unica che insieme a Geppetto ha saputo dare un po’ di tenerezza a Pinocchio. Oltre a commentare i capitoli 24, 25 e 26 della favola di Collodi, Franco Nembrini si fa aiutare da un altro autore, per scavare a fondo della questione: Thomas Eliot con la sua opera I Cori della Rocca. Il libro dello scrittore americano, in particolare l’ottavo coro, parlano dell’uomo che ha dimenticato Dio e così anche la Chiesa: “La Chiesa ripudiata, la torre abbattuta, le campane capovolte, cosa possiamo fare se non restare con le mani vuote e le palme aperte rivolte verso l’alto in un’età che avanza all’indietro progressivamente?” si chiede l’autore, così come si chiede Pinocchio. “O Fatina mia, perchè sei morta?” Nembrini ci ricorda che la Fata è colei che per Pinocchio rimanda al Padre, così come fa la Chiesa che è “sacramento di Dio”: senza di lei non esiste antidoto alla paura della morte. Per fortuna come accade per il burattino anche quando la Chiesa sembra morta, torna a sostenerci, sa mostrare il suo volto, perché la Chiesa non può morire. La Fata dunque rivive e riaccoglie Pinocchio, lo accudisce e gli propone di cambiare vita. Stavolta l’amore accende nel burattino la voglia di essere grande e finalmente lo spinge a riavviarsi verso la via buona. Ma ancora è lunga la strada da percorre per rendere concreta la decisione e tanti sono gli ostacoli.

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