Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Incontro storico al Quirinale

Impegno comune per lavoro, migranti e custodia del Creato. E’ quanto emerge dall’incontro al Quirinale tra Papa Francesco e il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “Non abdichiamo ad accordi di Parigi sul clima” ha sottolineato nel suo discorso il Capo dello Stato . Poi ha aggiunto:”L’azione della Chiesa contribuirà a rafforzare il senso di comunità che nel nostro Paese è radicato e forte”. (guarda la fotogallery)

I giovani, le politiche per la famiglie, i migranti e il terrorismo internazionali sono stati i temi cruciali toccati da Papa Francesco nel suo discorso al Quirinale. “Guardo all’Italia con speranza. Una speranza che è radicata nella memoria grata verso i padri e i nonni, che sono anche i miei, perché le mie radici sono in questo Paese” ha esordito il Santo Padre. “Memoria grata verso le generazioni che ci hanno preceduto e che, con l’aiuto di Dio, hanno portato avanti i valori fondamentali: la dignità della persona, la famiglia, il lavoro… E questi valori li hanno posti anche al centro della Costituzione repubblicana, che ha offerto e offre uno stabile quadro di riferimento…”

Il Santo Padre e il Presidente Mattarella, dopo lo scambio di doni nella sala degli Arazzi di Lilla, hanno raggiunto la Cappella dell’Annunziata dove si sono raccolti in preghiera. Un momento intenso e molto significativo della visita.

Al termine dell’incontro Papa Francesco accompagnato dal Presidente della Repubblica Mattarella nei giardini del Quirinale ha incontrato trecento bambini provenienti dai luoghi colpiti dal terremoto in Centro Italia. Il pontefice si è è rivolto ad essi a braccio dicendo:”Andate sempre avanti, con coraggio. Sempre su!”.

Tg2000 ha seguito lo storico incontro con un lungo speciale condotto da Nicola Ferrante. In studio il vaticanista Fabio Zavattaro e  il presidente della Fondazione Trentina Alcide De Gasperi, Giuseppe Tognon. In collegamento dal Quirinale la vaticanista Cristiana Caricato mentre da Palazzo Madama padre Francesco Occhetta, gesuita e redattore de “La Civiltà Cattolica”.

“Al Papa riconosco la sua capacità di vedere nella scuola un punto fondamentale di accoglienza, inclusione e non discriminazione. Il messaggio di Francesco è la pratica che stiamo cercando di mettere in atto nella scuola italiana. Con lui c’è una profonda convergenza di obiettivi ma anche di metodi”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ai microfoni di Tv2000, all’interno del Salone dei Corazzieri al Quirinale.
“Quando il Papa dice che a nessuno si deve dire ‘no’, – ha aggiunto il ministro – è esattamente quello che noi vogliamo. Ogni differenza deve essere presa come elemento positivo all’interno della scuola. Includere significa rispettare le diverse differenze di origine, sesso, religione, politica. L’essere umano deve essere al centro. Ogni volta che incontro il Papa parliamo proprio di questi temi. Lo ringrazio per le parole ma soprattutto per le sue azioni che danno molto forza alla scuola italiana”.

“Tra Mattarella e il Papa mi ha colpita la conciliazione e la convergenza di vedute su temi reali che interessano il Paese: l’occupazione, il lavoro ma anche lo sviluppo di tecnologie che rispettino il Creato, come ha detto il Santo Padre, e il Pianeta”. ha commentato il sindaco di Roma Virginia Raggi nell’intervista di Cristiana Caricato. “Vedere che si riescono a trovare – ha aggiunto il sindaco di Roma – molti punti d’incontro su elementi reali che coincidono con gli interessi e i bisogni del Paese è fondamentale per riuscire a costruire una politica di rispetto e collaborazione che guardi veramente al futuro”.
“Sono fortemente convinta – ha concluso la Raggi – che per troppi anni la politica si sia parlata addosso e chiusa nelle stanze. Ritengo che sia importante ascoltare i cittadini e fare una politica che sia a contatto quotidianamente con il territorio. Questo è quello che auspichiamo tutti. Sono molto fiduciosa”.

“Dal Papa e Mattarella due discorsi di grande lucidità e speranza che confortano e confermano il ruolo fondamentale che la Chiesa esercita nel nostro Paese. Ribadiscono il senso e la forza del magistero di Francesco” ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando a margine dell’incontro tra il Pontefice e il Capo dello Stato.
“Dal Papa – ha aggiunto Orlando – è arrivato un messaggio fondamentale per l’Italia. In un’epoca di forte individualismo e frammentazione sociale l’idea di tornare ad una dimensione collettiva per affrontare i problemi è la via maestra”.
“Sul tema delle carceri – ha concluso Orlando – ho avuto il piacere d’incontrare il Papa e cerco sempre di tenerlo informato sui progressi dell’Italia per evitare le situazioni più difficili e drammatiche che si determinano nell’ambito del sistema penitenziario”.

“Il Papa ha fatto un discorso straordinario richiamando tutti ad una visione dell’Italia che, in prospettiva futura, ridia fiducia ai nostri cittadini attraverso la ricostruzione del rapporto con le istituzioni” è invece il commento del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin:“Questo rapporto tra istituzioni e cittadini – ha aggiunto la Lorenzin – si è logorato negli ultimi quindici anni comportando uno sfaldamento della società. E’ necessario che le istituzioni si umanizzino sempre di più, senza dimenticare la propria vocazione, cercando di risolvere i problemi concreti che attanagliano i cittadini. La famiglia e il lavoro sono due elementi che si tengono insieme l’uno con l’altro. E’ necessario dunque sostenere le famiglie con politiche attive e aiutarle ad avere fiducia nella società in cui vivono”.

Un tempo, è noto, il quirinale era residenza dei papi, che una volta spodestati dal colle più alto della città eterna, per lunghi avvelenati decenni non misero piede fuori del Vaticano. Da quando poi Regno d’Italia e Santa Sede si riappacificarono ufficialmente, per 10 volte il Papa ha visitato il palazzo sede ora del Presidente della repubblica.
Quando nel 39’ Pio XII attraversò il Tevere diretto al Quirinale, erano ancora i tempi della monarchia dei Savoia. Passata la bufera della guerra, instaurata la Repubblica, fu il successore Giovanni XXIII a far visita l’11 maggio ’63 ad Antonio Segni. Poi toccò a Paolo VI, all’inizio del pontificato, compiere lo stesso tragitto per essere accolto il 1 gennaio ’64 ancora da Segni e il 21 marzo ‘66 da Giuseppe Saragat.
Poi vennero i lunghi ventisette anni di pontificato di san Giovanni Paolo II, coincisi con quasi quattro mandati interi di altrettanti presidenti. Sandro Pertini, cui fu legato da un’amicizia particolarmente cordiale, lo accolse al Quirinale il 2 giugno ’84. Poi fu la volta di Francesco Cossiga,. Il 18 gennaio ’86, e di Oscar Luigi Scalfaro, 20 ottobre 1998.
Il successivo incontro tra un Papa e un presidente al Quirinale è del 24 giugno 2005, tra il neoeletto papa Ratzinger e Carlo Azeglio Ciampi. Il successore Giorgio Napolitano, infine, ricevette due volte un Papa in visita: Benedetto XVI, il 4 ottobre 2008, poi durante il suo secondo mandato anche Francesco, il 14 novembre 2013.
Anche i presidenti, a loro volta, sono stati spesso ospiti in Vaticano, l’ultimo Mattarella, il 18 aprile 2015; visita cortesemente ricambiata oggi da Francesco, undicesima volta che un Papa entra nella sua vecchia casa.

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