I militi ignoti della fede

Seconda edizione di una serie che riporta alla luce le storie di uomini perseguitati a causa del proprio credo religioso durante il regime sovietico. In 28 puntate da un’ora il racconto di persecuzioni estenuanti, di eroiche resistenze, spesso finite in martirio, di uomini e donne i cui nomi sono emersi solo a distanza di anni dall’oblio dei gulag. Le storie svelate in questa seconda edizione arrivano da Russia, Yugoslavia, Albania, Bulgaria, Lituania, Lettonia e Slovenia.
Di Pupi Avati.

i militi ignoti della fede«Al termine del secondo millennio, la Chiesa è diventata nuovamente Chiesa di martiri», scrisse Giovanni Paolo II nella Tertio Millennio Adveniente. Il Novecento quindi non è solo il secolo delle due guerre mondiali, ma è anche il secolo del martirio, della fede vissuta nella sofferenza perché questo, come disse il martire russo Pavel Florenskij, ucciso alle Isole Solovki, è «il destino della grandezza». L’Europa orientale, dalla seconda guerra mondiale alla caduta del muro di Berlino, è stata teatro di una persecuzione di massa, di cui rimangono rare tracce nei libri di storia. Un capitolo rimosso, o forse neppure mai scritto, che si intreccia con il pontificato di Wojtyla e l’azione diplomatica, l’Ostpolitik, condotta dal cardinale Agostino Casaroli, che agiva all’interno degli equilibri tra Stati Uniti e Unione Sovietica, negli anni della “guerra fredda”. L’azione della Chiesa ha contribuito a erodere lentamente, ma gradualmente, il corso della Storia fino a determinare il crollo del muro di Berlino, per il quale se decisiva è stata la spinta propulsiva di Giovanni Paolo II e l’opera sotterranea della diplomazia vaticana, fondamentale è stata anche l’opposizione interna dei cardinali Beran, Mindszenty e Wyszynski, guide spirituali delle chiese cecoslovacca, polacca e ungherese, per citare i principali antagonisti dei regimi comunisti. Colossi della fede, costretti, per la loro posizione, a subire una persecuzione estenuante e quotidiana, volta ad assecondare i tentativi di assoggettare l’episcopato a Mosca, anziché a Roma. La loro resistenza, spesso associata a una difficile opera di necessaria mediazione, si accompagna al martirio di sacerdoti, i cui nomi solo a distanza di anni sono emersi dall’oblio dei gulag o di tragici, quanto oscuri, decessi.
È oggi possibile, grazie al lavoro della Commissione per i nuovi martiri, costituita per il Giubileo del 2000, alle pubblicazioni che si sono succedute negli ultimi anni e soprattutto al velo che si è squarciato nei paesi dell’ex blocco sovietico, raccontare le loro storie, riportare alla luce le loro sofferenze, porre a modello universale la loro irriducibile fede. Ed è possibile raccogliere le testimonianze di chi ha vissuto quel lungo periodo oscuro. Molti di questi testimoni, come Ján Chryzostom Korec e Miloslav Vlk, sono stati elevati a cardinale anche in virtù del loro sacrificio personale.

Le puntate: (vedile tutte su You Tube)

I militi ignoti della fede. Ritorno alle solovki, le isole del martirio:

I militi ignoti della fede. Croazia: le isole del sacrificio:

I militi ignoti della fede. Fino all’ultimo giorno. La rivoluzione di Padre Men:

I militi ignoti della fede. Le ragione del bene, le ragioni del male. Mosca – Russia:

I militi ignoti della fede. Notturno sloveno:

I militi ignoti della fede. Le ragione del bene, le ragioni del male. Mosca – Russia

I militi ignoti della fede. Bulgaria: il martirio del Beato Bossilkov

I militi ignoti della fede. Croazia, il vescovo e il regime

I militi ignoti della fede. Lettonia, dove cantano i suiti

I militi ignoti della fede. I martiri di San Pietroburgo (Russia)

I militi ignoti della fede. Bosnia Erzegovina e Croazia: tra persecuzione e speranza

I militi ignoti della fede. Lituania, eroi di Vilnius

I militi ignoti della fede. L’altra Lituania

I militi ignoti della fede. Viva Cristo re! Viva l’Albania – Prima parte

I militi ignoti della fede.Viva Cristo re! Viva l’Albania – Seconda parte

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