‘Ave Maria’ con Papa Francesco. Rivedi la prima puntata: “Ave Maria, piena di grazia”

“Dio saluta una donna e la saluta con una verità grande: io ti ho fatto piena del mio amore, piena di me e così come tu sarai piena di me, sarai piena del mio Figlio e poi piena di tutti i figli della Chiesa. La Madonna è una ragazza normale, è una ragazza di oggi, una ragazza non posso dire di città perché lei non era nella città, ma di un paesino, normale, educata normalmente, aperta a sposarsi, a fare una famiglia”. E ancora: “C’è una cosa della Madonna che immagino  conosceva le scritture, aveva fatto la catechesi ma dal cuore”.

Così Papa Francesco nella prima puntata di Ave Maria, il programma di don Marco Pozza e Andrea Salvadore, andata in onda su Tv2000  il 16 ottobre 2018.

 

“Qualsiasi donna di questo mondo – afferma Papa Francesco – può dire ‘ma io posso imitare Maria’, perché è normale. Anche il suo matrimonio verginale, casto, è stato un matrimonio normale: lavoro, fare le spese, fare le cose della casa, educare il figlio, aiutare il marito”.

“C’è una parola che mi piace dire – sottolinea il Papa – è ante nata, è nata ante di Eva. Non è vero cronologicamente ma mi piace pensare questo. È nata prima di quel momento nel quale Eva è stata ingannata, sedotta; ma è anche nata dopo perché nella mentalità della Chiesa che non sbaglia, il popolo di Dio non sbaglia, è più importante della creazione la re-creazione. La creazione è cominciata con Adamo e poi Eva e tutti e due insieme sono a immagine e somiglianza di Dio. La re-creazione è cominciata con Maria, una donna sola. Incomincia questa storia sola, poi con Giuseppe fanno la famiglia e vanno avanti. Ma all’inizio la re-creazione è il dialogo tra Dio e una donna sola”.

“Dio è Dio delle sorprese – conclude il Papa – Oggi una virtù che non si trova nel mercato è lo stupore. Dico virtù umana. Prendi un bambino fagli vedere qualcosa che gli attiri l’attenzione, si stupisce subito, è la virtù dei bambini, ma se noi perdiamo questo perdiamo la capacità di stupore. Per capire Maria bisogna andare indietro, farsi bambini con lo stupore dei bambini e dire ‘Ave Maria’ come un bambino, col cuore di bambino, con lo stupore che noi in questa cultura abbiamo perso abbastanza. Non è una categoria usuale lo stupore, dobbiamo ritrovarla nella vita della Chiesa”.

Ospiti della puntata l’attrice Sonia Bergamasco e la mamma di don Marco, la signora Ivette Capozzo Pozza. “Le madri italiane – sottolinea l’attrice parlando del modello di maternità – possono ancora trasformarsi. La nostra letteratura in materia è ancorata a una cultura troppo maschile. Le madri italiane sono ancorate a quel modello che santifica il maschio e questa cosa non mi piace. Oggi viviamo episodi quotidiani di violenza sul femminile. Le madri devono essere in grado di criticare: la madre perdona, e io amo questo; ma deve anche essere in grado di dire no. Non è perché è tuo figlio va bene tutto”.

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