‘Ave Maria’ con Papa Francesco. Rivedi la quinta puntata: “Santa Maria”

“La santità è lasciare fare a Dio. Non dobbiamo dimenticare che uno dei nemici della santità è lo spirito pelagiano, ‘Voglio fare io, faccio io, io’. È Dio che fa tutto, perché Dio viene sempre prima”. Lo afferma Papa Francesco, nella quinta puntata del programma ‘Ave Maria’, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, andata in onda su Tv2000 martedì 13 novembre.

Rivedi la quinta puntata:

 

Ospiti della quinta puntata Carlo Mocellin marito di Maria Cristina Cella, la Serva di Dio morta a 26 anni per aver rifiutato la chemioterapia per salvare la terza gravidanza e due suore di Carità dell’Assunzione di Trieste, suor Viviana Terragni e suor Chiara Cabrini.

“La santità di Maria – prosegue Francesco – è facile dirla: magari non così facile da capire, ma da dire sì. È la pienezza dello Spirito Santo in sé. Maria è ciò che è proprio per il fatto di essere colma dello Spirito Santo”. Il Pontefice interviene anche sul concetto della “classe media della santità”. “Non è mia. L’ho rubata a uno scrittore francese, Joseph Malègue. È lui che ha osato dire: ‘Lo scandalo e la difficoltà non è capire se Dio esiste, ma capire che Dio si è fatto Cristo’. Questo è lo scandalo. E la Madonna è al centro di questo scandalo. La santità è al centro di questo scandalo. Non possiamo capire la santità senza capire questo scandalo: che Dio si è fatto Cristo, cioè uomo come noi”. 

“Non mi sono mai accorto che stessi vivendo con una santa, perché comunque Cristina viveva la sua normalità”. Lo racconta Carlo Mocellin ospite nella puntata. Mocellin è il marito di Maria Cristina Cella, la serva di Dio morta a 26 anni. Per non mettere in pericolo la terza gravidanza, Cristina ha rifiutato il trattamento chemioterapico necessario a combattere il tumore all’inguine che l’aveva colpita. Il 22 ottobre 1995 si è spenta all’ospedale civile di Bassano del Grappa.

“Cucinava, faceva la lavatrice, puliva i panni – ricorda Mocellin – e anche il sederino dei figli perché ne abbiamo avuti uno dietro l’altro, piccoli e ci arrabbiavamo e anche in maniera tosta perché Cristina era bella carica tosta, anch’io, poi capitava che neanche ci ricordavamo il motivo per cui ci si era arrabbiati. Lei comunque era una persona di preghiera, non me lo faceva pesare, lei non mi ha mai fatto pesare la sua Fede perché era convinta che la Fede va vissuta, non va chiacchierata. Lei pregava per me, l’ha detto anche in una lettera ‘soffro un po’ perché non preghiamo insieme ma io prego comunque sempre per te’”.

“Voleva diventare suora – rivela Mocellin – E ha combattuto col Padreterno. Diceva: ‘Perché mi metti davanti questa persona (il marito, ndr) che non mi è indifferente, anzi la sento forte nel mio cuore ?’”.

RIVEDI TUTTE LE PUNTATE