‘Ave Maria’ con Papa Francesco. Rivedi la seconda puntata: “il Signore è con te”

Nel seconda puntata di Ave Maria, Papa Francesco si sofferma sulle mamme di Plaza de Mayo. Durante la lunga conversazione avuta con don Marco Pozza, conduttore della trasmissione, il Pontefice sottolinea: “A una mamma che ha sofferto quello che hanno sofferto le mamme di Plaza de Mayo io permetto tutto. Le permetto di dire tutto, perché non si può capire qual è il dolore di una mamma. Alle volte tu senti ‘ma io almeno io vorrei vedere il corpo del mio figlio, avere le ossa, sapere dove è stato sepolto’… Le è stato strappato il figlio e buttato; è un’esperienza molto forte, quando a una donna le strappano il figlio. 

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C’è una memoria che io chiamo memoria materna che è anche fisica, è una memoria di carne e ossa. Anche in questa memoria si può spiegare l’angoscia. Tante volte dicono ‘ma dov’ era la Chiesa che in quel momento non ci ha difeso’. Io sto zitto, le accompagno. La disperazione di una mamma di Plaza de Mayo è terribile. Dobbiamo accompagnare e rispettare il dolore, prenderle per mano”.

Nel corso della puntata, Don Marco Pozza incontra anche Vera Vigevani Jarach, 90 anni, una delle madri di Plaza de Mayo. In Argentina negli anni della dittatura militare di Videla sua figlia Franca fu imprigionata e uccisa, vittima di un “volo della morte”. 

“Quando i miei genitori si sono separati, aspettavo che mio padre mi venisse a prendere; lui mi dava appuntamento ma poiché l’alcol purtroppo ti annebbia tutto, si dimenticava. Allora io stavo ore e ore con lo zaino ad aspettare che tornasse papà, e lo difendevo contro tutti”. Lo afferma Michelle Hunziker nel corso della puntata. “Mia mamma mi diceva: ‘tuo padre non ce la fa, è alcolizzato’. – prosegue la Hunziker – Io non lo volevo ammettere e mi sono sempre più arrabbiata con lui, perché pensavo che lui amasse l’alcol più di me”.

“Da piccolo – sottolinea la Hunziker – non hai la possibilità di comprendere i tuoi genitori. Da piccolo non è neanche giusto che i bambini debbano giustificare i problemi dei genitori. Io ad un certo punto mi sono resa conto che nonostante io sentissi veramente l’amore di mio padre quando era sobrio, quando invece beveva spaccava tutto”.

“Quando sei mamma a 20 anni – ricorda la Hunziker – non hai esperienza di vita e quindi ti aggrappi alle regole, cercando di fare del tuo meglio. Essendo svizzera, le regole per me sono state fondamentali: mi hanno aiutato a educare Aurora ed è venuta su molto bene; però lei dice sempre che ero un generale. Quando cresci e maturi, sei più flessibile, hai più esperienza e quindi un altro approccio; ti godi di più anche la prima infanzia del bambino perché riesci anche a sorridere di alcune cose che magari al primo figlio ti preoccupavano”.

La Hunziker racconta a Tv2000 anche gli anni vissuti all’interno di una setta: “È come se ti abbracciassero, ti dessero questo amore totale, apparentemente totale – diciamolo sempre perché è importante – e poi quando tu sei già bello cotto, quando sei convinto che sei l’eletto d’amore, loro iniziano a parlarti ovviamente di Dio, a dirti che questo è un cammino spirituale, che tu sei una persona speciale, quindi tu ti senti importante per loro ma anche per Dio. E lì praticamente ti hanno incastrato e da lì iniziano ad esercitare il controllo su di te. Quando sei proprio bello cotto a puntino iniziano ad allontanarti, a darti delle punizioni, delle missioni, ti dicono che devi essere il messaggio, però se non fai quello che dicono loro ti puniscono e ti fanno vivere un vuoto e una solitudine”.

Infine il rapporto con la figura di Maria: “Ho un rapporto bellissimo soprattutto adesso, perché da bambina lei – come una mamma – c’è sempre stata ma io non l’ho considerata tanto perché noi figli siam così: pretendiamo la presenza dei genitori per ignorarli, no? E lo facciamo anche con Maria, con Gesù e con Dio; pretendiamo che loro ci siano però li ignoriamo. Però quando cresci ti rendi conto che è bello dedicargli del tempo anche quando non ne hai bisogno”.

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