‘Ave Maria’ con Papa Francesco. Rivedi la decima puntata: “Magnificat, seconda parte”


 

“Quando Dio è entrato nel mondo per Maria, è entrato in pazienza”. Lo afferma Papa Francesco, nella decima puntata del programma ‘Ave Maria’ dedicata al Magnificat, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 18 dicembre alle ore 21.05.
“Quando vedo il popolo cristiano paziente (gli ammalati che accettano la malattia, le mamme di famiglia, gli anziani soli che tollerano di esserlo, i detenuti e i tanti che sopportano il dolore con pazienza) – aggiunge il Papa – penso che chi patisce con pazienza si collega alla passione di Dio in Cristo. Ecco, quando penso ai segni di speranza, la parola che mi vien in mente è proprio pazienza”.

Il programma, nato dalla collaborazione tra il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in undici puntate, nel corso delle quali don Marco conversa con il Papa sulla preghiera più conosciuta al mondo e incontra noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Ospiti della decima puntata la cantante Noa e la giornalista Federica Angeli.
“Entrare in pazienza – prosegue il Papa – è la capacità di portare sulle spalle le cose della vita ma portarle con una speranza, portarle guardando avanti. Solo un appassionato è capace di pazienza. Chi non ha l’esperienza della passione cristiana, di essere appassionato, al massimo può arrivare alla tolleranza”.
Papa Francesco ribadisce poi che “la Chiesa è donna, la Chiesa non è maschio, non è ‘il’ Chiesa. Noi chierici siamo maschi, ma noi non siamo la Chiesa. La Chiesa è donna perché è sposa. Maria è donna, è sposa di Giuseppe, pienamente accogliente dello Spirito Santo e dunque Madre di Cristo e della Chiesa. Quest’ultima è la sposa di Cristo. C’è una percezione della ‘maternalità’ della Chiesa che viene dalla ‘maternalità’ di Maria, della tenerezza della Chiesa che viene dalla tenerezza di Maria”.
Dall’incontro, dalle parole e dalle risposte del Papa a don Marco è stato realizzato anche il libro ‘Ave Maria’ di Papa Francesco edito dalla Rizzoli e dalla Libreria Editrice Vaticana.

 

Noa: “Futuro di Gerusalemme è essere capitale Israele, Palestina e della pace mondiale. Da ebrea penso che Maria sia la purezza. Papa Francesco unico leader umile”

Roma, 17 dicembre 2018. “Oggi Gerusalemme è diventata un campo di battaglia per estremisti, una zona di guerra per tutti gli estremisti ed è la cosa peggiore che possa succedere per Gerusalemme. Gerusalemme deve essere una città di pace, per tutte le persone. Secondo me il futuro di Gerusalemme è essere la capitale di Israele, la capitale della Palestina e la capitale della pace mondiale”. Lo dice Noa nella decima puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 18 dicembre alle ore 21.05.
“In questo periodo, quando penso a Gerusalemme – prosegue Noa – voglio piangere. Sono molto turbata da quello che sta succedendo a Gerusalemme. Gerusalemme per me è una città meravigliosa, bellissima, quando sono venuta in Israele ho vissuto a Gerusalemme ed è stato l’inizio del mio amore, con mio marito. È una città meravigliosa con molti misteri e storie”.
“Verso i 20 anni – ricorda Noa – ho iniziato a capire la situazione politica in Israele, perché, francamente, non ero connessa, sai come un adolescente, ero un soldato, non conoscevo la situazione dei palestinesi, non sapevo niente sull’occupazione. Quando ho iniziato a conoscere le cose ho detto ‘oh mio Dio abbiamo un problema, dobbiamo risolverlo, dobbiamo fare qualcosa per questo’. Ho realizzato che c’era un problema e ho sentito qualcuno che cercava di risolverlo, parlando con i palestinesi, cercando di creare due Stati per due popoli che poi, secondo me, è l’unico modo possibile”. Noa sostiene inoltre che “c’è un prezzo da pagare per parlare apertamente di qualcosa. Il prezzo del parlare è alto, ma il prezzo del silenzio è più alto, e il prezzo del silenzio sarà pagato dai nostri bambini. So che se parlo di pace alcune persone della destra, degli estremisti non mi ameranno ma so che sto facendo la cosa giusta e se non la faccio può essere una catastrofe qui nel mio Paese e i miei figli pagheranno il prezzo del mio silenzio e del mio comportamento codardo e non lo farò”.
La cantante israeliana si sofferma anche sulla figura di Maria: “Parlo da estranea al cristianesimo o al cattolicesimo perché sono ebrea. Quindi la mia percezione di Maria non arriva dall’interno, dalla conoscenza della lettura, ma davvero come una cantante, da estranea. Quando penso a Maria penso alla purezza, penso all’onestà, penso alla bellezza, penso alla maternità, penso alla femminilità nel senso più alto e penso all’inclusività dell’abbraccio che circonda tutti senza lasciare nessuno fuori, penso al miracolo e penso che senza miracoli la vita sarebbe orribile. Dobbiamo credere nei miracoli e penso che la vita stessa sia un miracolo”.
Infine un pensiero a Papa Francesco: “Sono una grande sostenitrice dell’umiltà. Forse l’unico leader che vedo oggi che la ha, è Papa Francesco ed è per questo penso che sia così grande. È una persona che davanti a milioni di persone lo guardano è umile, gentile, sempre aperto. Questo significa che forse dovremmo guardare le cose in modo diverso, che forse dovremmo evolvere, che forse ci siamo sbagliati”.

 

Federica Angeli: “Per i miei bimbi ho trasformato la vita sotto scorta in un gioco come nel film ‘La Vita è bella’”

Roma, 17 dicembre 2018. “Ho spiegato ai miei bambini la fortuna nella sfortuna sin da quando erano piccolini, perché quando sono stata messa sotto scorta avevano 8, 5 e 4 anni, quindi erano veramente piccolini. Con mio marito abbiamo trasformato questo guaio che ci stava capitando in un gioco”. Lo dice Federica Angeli nella decima puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 18 dicembre alle ore 21.05. La Angeli dal 17 luglio 2013 è sotto scorta per le minacce ricevute in seguito alle sue inchieste sulla mafia romana e in particolare nella zona di Ostia.
“Sulla falsariga de ‘La vita è bella’- racconta Federica Angeli – nel giro di sei ore, la vita si è stravolta, non ho nemmeno metabolizzato, non mi sono neanche potuta confrontare con qualcuno, su come dirlo ai bambini. Sono andata con l’istinto materno e ho raccontato loro che la mamma aveva fatto un articolo bellissimo per cui per premiarmi il giornale mi aveva dato degli autisti. Naturalmente i bimbi erano felicissimi. Mi vengono a prendere tutte le mattine sul pianerottolo, giriamo su una macchina blindata. Che significa blindata? Significa che anche con le cannonate non succede niente. Con i bambini ho introdotto un concetto alla volta, e poi via via su questa falsariga ogni volta che accadeva qualcosa come la benzina sotto la porta di casa che diventava il gioco dell’acchiappa-liquido, per cui perdeva chi si bagnava i piedi per primo. Ho detti ai bimbi che questi burloni ci facevano degli scherzi, erano una comitiva di persone dispettose, non era ovviamente una segnale della mafia”.
“Un giornalista – sottolinea la Angeli – deve far guardare là dove la gente non vuole vedere. Ero riuscita a mettere le mani sul sistema di concessioni, come venivano assegnati gli stabilimenti di Ostia e soprattutto a chi e la corruzione presente. Arrivo quindi ad occuparmi di uno dei lidi più belli di Ostia che era stato dato a una famiglia malavitosa ma che soltanto oggi possiamo chiamare mafia, io lo facevo già nel 2013. Ho messo gli occhi su quello stabilimento, dal quel momento è scoppiato l’inferno”.
Federica Angeli rivela infine un suo aspetto privato della vita, il rapporto con Dio e la religione: “Sono tre mesi che mi sono riavvicinata tantissimo alla religione, mi sono successe delle cose che veramente non si può credere. Sono tre mesi che ho fatto pace io con Dio e lui ovviamente mi ha sempre voluto bene”.