‘Ave Maria’ con Papa Francesco. Rivedi la nona puntata: “Magnificat, prima parte”


 

“Ci sono delle esagerazioni sulle apparizioni, la Chiesa è sempre molto prudente. Non mette mai la fede radicata sulle apparizioni. La fede è radicata sul Vangelo, sulla rivelazione, sulla tradizione della rivelazione”. Lo afferma Papa Francesco, nella nona puntata del programma ‘Ave Maria’ dedicata al Magnificat, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova.

“Il problema delle apparizioni – aggiunge il Papa – è quando ci sono dei veggenti o quelli che trasmettono le apparizioni e dicono: ‘Maria è così’. Maria indica Gesù ma se rimani a guardare il dito di Maria e non Gesù non agisci secondo il cuore di Maria. Vuol dire che qualcosa in quell’apparizione non va”.

“Maria – prosegue Papa Francesco – non fa mai la protagonista. E quando nei santuari o nelle apparizioni tu vedi una pastorale di Maria protagonista che non segnala il Figlio, non ha un buon odore. Maria non ha mai fatto la protagonista”.

Il programma, nato dalla collaborazione tra il Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede e Tv2000, è strutturato in undici puntate, nel corso delle quali don Marco conversa con il Papa sulla preghiera più conosciuta al mondo e incontra noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo. Ospiti della nona puntata la filosofa Luisa Muraro, la scrittrice israeliana Manuela Dviri e l’insegnante arabo-israeliana, Mary Bitar.

Nel commentare il cantico del Magnificat il Papa sottolinea che “Maria loda Dio e noi cristiani tante volte dimentichiamo la preghiera di lode e la preghiera di adorazione. Maria adorava Dio e lodava Dio. Il Magnificat è quello. Viene da lode, pregare lodando Dio”.

Papa Francesco parla infine della devozione dei musulmani a Maria: “Mi raccontava un vescovo di un Paese africano, dove vivono in pace cristiani e musulmani che nell’anno del Giubileo tutto il giorno c’era una coda per entrare nella cattedrale. Quando la gente entrava, alcuni si accostavano ai confessionali, altri si mettevano a pregare, ma la maggioranza andava avanti all’altare della Madonna ed erano i musulmani. E il vescovo ha chiesto tante volte a loro: ‘Ma perché voi venite qui?’. E loro: ‘Il Giubileo è anche per noi’. Andavano dalla Madonna perché Maria è vicina al popolo musulmano”.

 

Luisa Muraro: “Femminismo vero mi ha restituito la voglia di fare filosofia. Papa Francesco ha le idee giuste sulle donne”

Roma, 10 dicembre 2018. “Ho incontrato un femminismo che non è quello dei mass media, è un femminismo più vero. Ho incontrato donne femministe che mi hanno restituito la possibilità e la voglia di fare filosofia, di pensare filosoficamente”. Lo dice la filosofa Luisa Muraro, nata a Montecchio Maggiore in Veneto, nella nona puntata del programma ‘Ave Maria’ con Papa Francesco, condotto da don Marco Pozza, teologo e cappellano del carcere di Padova, in onda su Tv2000 martedì 11 dicembre alle ore 21.05.

“Io avevo studiato bene filosofia – aggiunge la Muraro – il mio professore Bontadini mi ha voluta come assistente perché insisteva che ero portata alla filosofia, ma poi con la filosofia degli uomini non mi trovavo e forse con gli stessi uomini”.
“La Chiesa e il cristianesimo – sottolinea la Muraro – hanno il grandissimo merito di averci trasmesso proprio l’inizio del mistero divino, che sono le donne: Maria, Elisabetta e non dimentichiamo Anna, la madre di Maria, non dimentichiamo questa importantissima coppia femminile. La Chiesa ha il merito soprattutto con l’arte sacra e la liturgia, di averci trasmesso questo, ma per il resto ha sempre cercato di addomesticare le donne. La stessa Teresa d’Avila un giorno è sbottata, si è rivolta al Signore e ha detto: ‘Ma sono tutti uomini questi e non ci lasciano fare quello che vorremmo’”.

Con l’elezione di Papa Francesco, la Muraro evidenzia “un miglioramento” e nell’ultimo discorso in cui è “andato in profondità sulla tratta e la prostituzione l’ho molto ammirato perché lui ha fatto la cosa giusta: ha messo e puntato il dito dalla parte maschile. Non ha puntato il dito verso le donne, ha puntato il dito verso gli uomini per imputare a loro e per chiedere loro di dare una risposta risolutiva a questa sofferenza femminile. Ha visto le donne che si prostituiscono, le ha viste come sofferenti e non come peccatrici. Questo Papa ha delle idee giuste sulle donne”.