Diario giapponese

Rivedi le puntate

Martedì 26 novembre alle 19.30, ultima puntata – Diario giapponese una serie di documentari di 5 puntate realizzati dai registi Davide Demichelis e Alessandro Rocca sulle tradizioni e culture del Giappone.

 

PUNTATA 1 – LA SOBA E IL TEMPIO

Il sole fa capolino fra le lanterne e l’incensiera del tempio Zenkoji di Nagano. Da 1400 anni chiunque voglia pregare trova ospitalità fra i monaci buddisti che tutte le mattine alle 5,30 pregano con canti, suoni di tamburi e della bonsho, la grande campana. Sei milioni di persone all’anno visitano questo luogo di culto, noto in tutto il Giappone. Da secoli i pellegrini che arrivano stremati dopo giorni e giorni di cammino, trovano al tempio un piatto povero ma nutriente: la soba, gli spaghetti giapponesi fatti con il grano saraceno. Dal tempio prende spunto un viaggio che ci porta a spaziare dal bianco dei campi di soba al verde delle coltivazioni di wasabi, un altro ingrediente caratteristico della cucina giapponese, in continua evoluzione. Così come Matteo Alberti, che vive da qualche anno a Kanazawa, una cittadina di provincia affacciata sul Mar del Giappone. Qui sta conducendo un esperimento di successo: proporre piatti italiani, con ingredienti giapponesi.

 

PUNTATA 2 – FRA THE E SAMURAI

Le pareti di legno della sala del the si riflettono su uno stagno del parco Kenrokuen di Kanazawa. Il maestro Hisashi Sokiu Nara entra e si muove con passo felpato sul tatami, dove lo aspetta la sua ospite. Inizia così il rito del thé, uno dei più caratteristici del Giappone. Questa cerimonia esprime un condensato di tradizione e cultura zen che si tramanda da cinque secoli. Da questa sala, inizia il viaggio in un Paese che con questo rito esprime una cultura millenaria. Tre oggetti ci guidano nel percorso: un elegante vassoio in legno laccato, un colorato biscotto da the e una tazza in porcellana riccamente decorata. Guidati dal maestro del the entriamo in botteghe e laboratori dove vengono prodotti questi oggetti. Qui emerge il fascino estetico, la ricchezza culturale e spirituale che portano alla realizzazione di questi oggetti.

 

PUNTATA 3 – LA MONTAGNA INCANTATA

Il monte Tateyama è una delle tre vette sacre del Giappone, con il monte Fuji e il monte Haku. Dall’alto dei suoi 3015 metri, domina gli spiriti dei defunti. Salire sulla cima di questa montagna comporta una sorta di purificazione, il passaggio dall’inferno al paradiso, un tempo riservato ai soli uomini. Oggi è Sakai Megumi a condurci alla scoperta di queste montagne, la prima guida alpina donna dei monti sacri giapponesi. Dalle pendici di questa montagna è nata una corrente religiosa che imponeva di non mangiare carni. In pianura invece, la cucina tradizionale giapponese prende il sopravvento, in particolare il Sushi. Nel Mar del Giappone, di fronte alla città di Toyama, si pesca il gambero bianco, tanto raro quanto prelibato. Seguiamo un pescatore, Wamamoto, da quando prega in casa alle 3 del mattino, prima di uscire in mare, a quando rientra col pesce. Wamamoto ama il sushi, in particolare il gambero bianco, però lo gusta solo di rado, al ristorante: è molto buono, ma anche assai costoso.

 

PUNTATA 4 – IL NETTARE DEGLI DEI

Immense distese di campi di riso, affacciate sul mare, a ridosso delle città e fra sterminate campagne. L’alimento base della cucina giapponese, definito “il cibo degli dei”, dà origine ad una bevanda che si trova non solo nei bar e ristoranti, ma anche in tutti i templi shintoisti del Giappone: il sakè, “il nettare degli dei”. Dai campi di riso alle cantine dove la bevanda viene prodotta, dai locali di Tokyo dove si può degustare, ai templi dove segna la fine dei riti religiosi, il sakè segna un percorso che ci conduce alla scoperta di miti e riti del Giappone. Non solo fra i meravigliosi paesaggi disegnati dalle risaie, ma anche nei villaggi di montagna dove ogni occasione è buona per consumare la bevanda più caratteristica dell’isola.

 

PUNTATA 5 – IL GIAPPONE IN CUCINA

Fra tradizione e innovazione, dalle campagne alle città, il Giappone è in continua evoluzione e così la sua cucina, gli ingredienti che si usano e il modo in cui vengono preparati i piatti. Un viaggio che parte da Kanazawa dove Matteo e Silvia hanno deciso di vivere e aprire il loro ristorante di cucina fusion, a chilometro zero. Passando per Tokyo e i suoi antichi vicoli, che hanno resistito ai bombardamenti della seconda guerra mondiale e dove è possibile gustare specialità locali con un buon sakè. Arrivando ai piccoli mercati che ormai stanno scomparendo, come quello di Wajima, dove campeggiano ancora il pesce secco e le verdure fresche, per andare a quella che è considerata la borsa mondiale del tonno rosso, il mercato ittico di Tokyo, la capitale del sol levante con i suoi mille ristoranti di sushi. Per poi arrivare sulle montagne, dove Alessio, un sardo tenace ha aperto la sua pizzeria conquistando i suoi concittadini con la classica margherita.