L’uomo venuto dal Kremlino

Mercoledì 8 gennaio alle 21.05 su Tv2000 – L’uomo venuto dal Kremlino (The Shoes of the Fisherman) è un film del 1968 diretto da Michael Anderson, e ispirato al romanzo Nei panni di Pietro (The Shoes of the Fisherman) di Morris West del 1963.

Trama

Dopo vent’anni di prigionia in un gulag della Siberia il metropolita Kiril Lakota, arcivescovo di Leopoli, viene liberato grazie a un accordo tra la Santa Sede e l’Unione Sovietica cui deve giocoforza adeguarsi. A prelevarlo da Mosca è padre David Telemond, un teologo nei guai col Sant’Uffizio per le sue dottrine eterodosse, col quale stringe durante il viaggio una sincera amicizia. Prima di lasciarlo andare Piotr Ilyich Kamenev, il leader russo, gli fa un quadro della difficile situazione in cui si trova la Cina, ormai prossima a una grande carestia, il cui leader Peng è pronto a scatenare una guerra pur di sfamare il suo popolo.

A Roma Lakota viene subito ricevuto dal Papa, che lo destina a lavorare nella Segreteria di Stato per l’avvio di rapporti diplomatici coi sovietici e lo crea cardinale prete del titolo di Sant’Atanasio. Lontano dalle privazioni della prigionia stringe sempre più i suoi rapporti con padre Telemond, il quale deve presentarsi all’esame di una speciale commissione presieduta dal cardinale Leone, chiamata a dare un giudizio sulle sue opinioni.

Durante la seduta arriva la notizia che il Papa ha avuto un collasso cardiocircolatorio, cui segue dopo qualche ora la sua morte. La sede vacante giunge improvvisa col sacro collegio impreparato al conclave, in cui entrano pochi cardinali di età e formazione ritenuti idonei all’elezione. Dopo sette scrutini andati a vuoto il cardinale Rinaldi, sorpreso dai suoi sentimenti dopo due decenni di prigionia, annuncia al conclave che al card. Lakota dichiara la propria obbedienza e il proprio voto, proponendone l’elezione per acclamazione.

Gli altri cardinali approvano la proposta, e nonostante gli appelli contrari dell’interessato, raggiungono il numero di voti sufficiente per l’elezione del pontefice. Alla richiesta del cardinale decano accetta l’elezione e dichiara di volersi chiamare col proprio nome, perché Kyril è il santo che per primo ha portato il vangelo nelle sue terre di origine. Due giorni dopo gli arriva un messaggio di Kamenev: per scongiurare la guerra tra Russia e Cina gli chiede di parlare all’occidente a nome dei cinesi e ai cinesi a nome dell’occidente.

Nonostante le titubanze dei cardinali il Papa accetta e parte in abiti borghesi per l’incontro con Kamenev e Peng. Messo di fronte alle difficoltà del leader cinese, che rischia di essere rinnegato e ucciso dai suoi per aver accettato l’incontro e che gli chiede quale sia il rischio che corre il Papa, questi promette un gesto eclatante. Tornato a Roma sfida l’intero collegio cardinalizio e nel giorno della sua incoronazione si toglie la tiara e annuncia di mettere a disposizione tutte le ricchezze della Chiesa per risolvere il problema della fame nel mondo. Ciò a condizione che chi ha più del necessario divida con chi ha poco o nulla per sopravvivere.