{"id":81,"date":"2016-07-15T16:57:54","date_gmt":"2016-07-15T14:57:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/?p=81"},"modified":"2016-07-15T18:09:29","modified_gmt":"2016-07-15T16:09:29","slug":"claudio-magris-a-soul","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/2016\/07\/15\/claudio-magris-a-soul\/","title":{"rendered":"Claudio Magris: non ho mai capito perch\u00e9, come si pensa oggi in Francia, non si dovrebbero mostrare i presepi per non offendere i musulmani"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_86\" aria-describedby=\"caption-attachment-86\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-86 size-medium\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-300x225.jpg\" alt=\"Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-280x210.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Claudio-Magris-con-le-braccia-unite-attende-linizio-dellintervista-1024x768-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-86\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Magris e Monica Mondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un torinese di Trieste. O un triestino di Torino, sospeso su due citt\u00e0 al confine.<br \/>\n\u201cSono le due citt\u00e0 della mia vita, non ne scelgo nessuna, come non scelgo tra i miei due figli \u201ddice Claudio Magris, ospite di Soul sabato 16 luglio.<\/p>\n<p>Il nostro pi\u00f9 grande germanista, maestro di letteratura, pena frenetica e di rara potenza espressiva, nei romanzi, negli articoli.<\/p>\n<p>Senatore della Repubblica, per un solo biennio.<\/p>\n<figure id=\"attachment_84\" aria-describedby=\"caption-attachment-84\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-84 size-medium\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-300x225.jpg\" alt=\"Magris con Monica\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-280x210.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-650x488.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/Magris-con-Monica-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-84\" class=\"wp-caption-text\">Claudio Magris durante l&#8217;intervista con Monica Mondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u201cQuel periodo per varie ragioni ha coinciso con il periodo pi\u00f9 difficile della mia vita personale. L\u2019ho fatto con passione, credendo e pensando di doverlo fare, ma contro la mia natura: io non sono fatto per rappresentare, la mia era una scelta soltanto morale, e quindi aveva un qualcosa di terribile. Shakespeare ha detto: qualunque cosa facciate fatelo sempre secondo la vostra natura, e non \u00e8 questa la mia natura. Poi ho fatto quello che potevo, sono grato di aver imparato in quei due anni quello che ho imparato, e non attribuisco al mondo le mie d\u00e9faillances; posso essere non scontento di me se penso alle enormi difficolt\u00e0 soggettive che avevo. E poi ci sono stati anche aspetti umoristici, perch\u00e9 formalmente al Senato rappresentavo un movimento in cui ero l\u2019unico iscritto, una lista di diverse formazioni che andavano dai liberali ai cattolici, e ho vinto solo perch\u00e9 la destra si era spaccata in due. Quando c\u2019erano le crisi di governo il Presidente della Repubblica, che allora era Scalfaro, doveva convocarmi, perch\u00e9 io ero il mio capogruppo&#8221;.<br \/>\nL\u2019hanno candidato al Nobel, e lui ci scherza, come scherza spesso per sprezzatura, parrebbe, per mitigare uno sguardo tragico sulla realt\u00e0, nonostante l\u2019apparenza cos\u00ec leggera e ironica, appunto. Qualcuno dei brokers a Londra scommette su di me, e gliene sono grato, ma \u00e8 una cosa che non esiste..\u201d<\/p>\n<p>Ogni suo libro \u00e8 il libro dell\u2019anno, e ce lo invidiano in mezzo mondo. Magris, nato il 9 aprile, ma che diceva a tutti il 10, data, nel 1863, della fine della guerra d\u2019indipendenza americana, cio\u00e8 dello schiavismo. Non a caso il suo cane, compagno di passeggiate all\u2019alba, si chiama Jackson. \u201cUn cane a cui devo la fama. L\u2019altro giorno ero al mare a Triste con questo grifoncino, una signora mi si \u00e8 avvicinata e io banalmente credevo mi chiedesse l\u2019autografo. Invece mi fa: L\u2019\u00e8 suo sto can? S\u00ec, rispondo, Allora lei deve essere Magris\u201d.<br \/>\nC\u2019\u00e8 anche il grido di dolore dei neri d\u2019America in questo romanzo Garzanti, Non luogo a procedere, che come una matrioska raccoglie tante storie, che si aprono l\u2019una dentro l\u2019altra, e compongono una polifonia d storie. C\u2019\u00e8 anzitutto un professore, realmente esistito, ossessionato dalle armi e deciso a realizzare un museo della guerra, raccogliendo fucili e archi, veleni e divise, elmetti e carriarmati, vessilli, \u2026perch\u00e8 ama la pace e vuole ricordare l\u2019orrore. Cos\u00ec diventa testimone di una verit\u00e0 scomoda, terribile, dei tradimenti che portarono ai forni tanti concittadini nella atroce risiera di San Sabba. E muore, in circostanze misteriose, in un rogo del magazzino dove dormiva con questi oggetti insensati che aveva raccolto. Un dito nelle ferite della storia.<\/p>\n<p>\u201cMi interessava che quest\u2019uomo cercasse scritte sui muri del lager, non dei carnefici, ma di quei complici passivi, quelli della zona grigia, avrebbe detto Primo Levi. Poi ogni oggetto del museo diventa un po\u2019 come la lampada di Aladino, che strofinati raccontano storie\u201d.<br \/>\nDue voci narranti, il collezionista detective e una donna, Luisa, figlia di una donna ebrea coinvolta in modo torbido nella Shoa e di un sergente afroamericano arrivato con l\u2019esercito alleato nel 45. \u201cSono i due popoli che possono cantare l\u2019esilio, goli ebrei e i neri, dicendo \u201ccome possiamo cantare in terra straniera\u2026\u201d Lo storico accerta i fatti la letteratura cerca di capire come gli uomini li hanno vissuti.\u201d<\/p>\n<p>Siamo di nuovo in tempo di guerra, anche se fingiamo che non ci riguardi. Qualche volta guerre necessarie.<br \/>\n\u201cOggi non siamo come spesso si dice nella terza guerra mondiale, ma nella quarta. La terza l\u2019ha vinta l\u2019occidente e l\u2019ha persa il mondo sovietico, la cosiddetta guerra fredda. Che ha avuto, ricordiamoci, quarantacinque milioni di morti fra il 1945 e l\u2019ottantanove o il novantuno, per nostra fortuna non sulle nostre teste ma in altri luoghi. La differenza adesso \u00e8 che c\u2019\u00e8 una guerra, ma non si sa di chi e contro chi, non si sa chi \u00e8 alleato e chi \u00e8 nemico. All\u2019orrore della guerra si somma il caos. La guerra poi ha questo terribile potere di seduzione, si pensa sempre che sia l\u2019ultima. Che poi qualche volta sia necessario farla c\u2019\u00e8 poco da dire: la seconda guerra mondiale si sarebbe potuta evitare prima, ma nel 39 entrare in guerra contro la Germania nazista era necessario. Le democrazie potevano scegliere il disonore o la guerra, aveva ragione Churchill, scelsero il disonore, ma non per questo evitarono la guerra.\u201d<\/p>\n<p>Adesso stiamo accentrandosi sui problemi del Pil\u2026?<br \/>\n\u201cAbbiamo una marea di informazioni, ma ad esempio , di quel che succede veramente in Afghanistan , dove la guerra sta durando tre volte la seconda guerra mondiale, non sappiamo nulla, chi governa, chi muore, chi controlla al governo e contro il governo\u2026Bisogna essere naturalmente ottimisti con la volont\u00e0, ma temo che tra dci anni il mondo sar\u00e0 peggiore\u201d.<\/p>\n<p>Il passato per\u00f2 non \u00e8 stato migliore, e Dio non ama meno questo tempo di quelli che l\u2019hanno preceduto.<br \/>\n\u201cNessuna nostalgia del passato, basti pensare a quante categorie di persone sono state misconosciute, offese nella storia. Il passato \u00e8 stato persecutorio, pieno di pregiudizi e violenza. C\u2019era il cabarettista, maestro di di Brecht che diceva, il futuro una volta era migliore, cio\u00e8 la speranza di poter creare un futuro di pace.<\/p>\n<p>Sei riconosciuto unanimenmente come il pi\u00f9 grande studioso di cultura mitteleuropea. Cosa significa Europa oggi? Apertura, col rischio che ti tolgano del tuo? In quest\u2019Europa dove aumentano i suicidi per il non senso del vivere o per le banche.<br \/>\n\u201cIo sogno un momento in cui possa esistere uno Stato europeo, perch\u00e9 credo che dovremmo vivere le nostre identit\u00e0 come matrioske. Cos\u00ec come sono triestino o torinese e questo non \u00e8 in contraddizione col mio essere italiano, cos\u00ec essere italiani \u00e8 essere europei. Sogno uno Stato decentrato, federale, ma con delle leggi cogenti per tutti, esattamente come oggi le regioni rispetto allo Stato italiano. Che hanno autonomia, competenza legislativa, per\u00f2 non possono fare leggi che, per esempio, dicano che le donne non possono andare a scuola. Credo, e lo dico contraddicendo quello che ho scritto tutta una vita, che sarebbe stato meglio costruire un vero Stato dove io, tu, possiamo votare per un presidente del consiglio che si chiami Rossi, Weber, Dupont, sulla base dell\u2019idea primaria degli stati fondatori, e una volta costituito questo Stato ben preciso accogliere poi gli altri stati che vogliano liberamente aderirvi Quando Einaudi fonda una casa editrice nel 33,non scende in piazza a chiedere alla gente come la volete, di gialli, di romanzi rosa\u2026C\u2019\u00e8 un progetto, cui si uniscono coloro che lo condividono. Bisognerebbe poi far sparire l\u2019unanimit\u00e0, che non \u00e8 mai democratica ma \u00e8 sempre quella falsa, finta, dei regimi totalitari.\u201d<\/p>\n<p>Questa Europa orientale accusata oggi di chiusure e razzismo, tu la conosci bene.<br \/>\n\u201cIo credo che atteggiamenti di chiusura come il filo spinato in Ungheria o tra Slovenia e Croazia fanno impressione, tanto pi\u00f9 a chi come me \u00e8 cresciuto con il confine invalicabile, a pochi chilometri da Trieste, e di l\u00e0 c\u2019era la cortina di ferro. Per\u00f2 credo che una ragione ci sia: questi paesi che per lunghi anni sono stati congelati nel mondo sovietico forse sono ancora troppo presi dai propri problemi per potersi veramente interessare a quelli di questi dannati della terra che arrivano. Non \u00e8 una giustificazione, ma credo che possa essere una spiegazione.<br \/>\nNel problema dell\u2019immigrazione si riscontrano poi due aspetti: uno \u00e8 il rifiuto razzista intollerabile e odioso, gretto, poi ce ne pu\u00f2 essere un altro, che riguarda i numeri di questa odissea, che la rende drammatica e tragica, perch\u00e9 se tutti i dannati della terra, che hanno esattamente il diritto di vivere come noi, vengono qui da noi non c\u2019\u00e8 materialmente il posto. Proprio per questo non bisogna aggiungere ai tremendi problemi reali dei pregiudizi cretini, ma nemmeno cadere nel buonismo: non ho mai capito perch\u00e9, come si pensa oggi in Francia, non si dovrebbero mostrare i presepi per non offendere i musulmani e invece bisognava permettere a Charlie Hebdo, pace all\u2019anima sua, di poter offendere tutti disegnando quelle sconcezze sulla Madonna.\u201d<br \/>\nTu sei sempre stato un intellettuale di sinistra, poco organico alla sinistra che ha dominato la cultura italiana per cinquant\u2019anni. Hai avuto il coraggio di prese di posizione molto nette, penso contro la legge sull\u2019aborto.<\/p>\n<p>\u201cCome Norberto Bobbio ho scritto editoriali contro la legge sull\u2019aborto, semplicemente in difesa della vita dell\u2019individuo, e questo \u00e8 un principio generalizzato che non dovrebbe avere a che fare con convinzioni religiose. Quanto alla supremazia presunta di una certa area culturale, ricordiamo che Mondadori, Rizzoli, Bompiani, Garzanti non erano di sinistra, nemmeno i grandi giornali, o chi comandava nelle universit\u00e0\u2026 C\u2019\u00e8 stata una debolezza di altra parte culturale che ha permesso di colmare gli spazi. Cos\u00ec come prima c\u2019era un\u2019egemonia crociana. Sarebbe interessante capire il perch\u00e9.\u201d<br \/>\nE\u2019 vero che ti sei sempre definito un lettore appassionato delle Scritture e della teologia. Per un interesse culturale?<br \/>\n\u201cNon mi interessa la storia della teologia, mi interessa il fatto che sono i testi che ti aiutano a capire veramente la vita. Credo veramente che la teologia e l\u2019economia siano le due scienze che prendono alla gola la vita e i suoi aspetti essenziali: il rapporto con gli altri, il coraggio e la paura di morire, l\u2019amore, l\u2019eros, il dolore, il piacere.<br \/>\nMi \u00e8 sempre spiaciuto che spesso la Chiesa, che \u00e8 sempre a un livello altissimo dell\u2019esposizione del suo pensiero, sia debole nell\u2019esposizione media, nella divulgazione, che invece \u00e8 importantissima. Ho sempre creduto molto nei Bignami: la nostra cultura, tranne quella piccolissima parte che possiamo eventualmente studiare direttamente, \u00e8 fatta di cose di seconda o terza mano. \u00c8 importante perci\u00f2 che io abbia letto dei libri di divulgazione buoni, che mi diano, anche se in maniera superficiale, il senso delle cose. E purtroppo la Chiesa, che avrebbe un enorme potenziale liberatorio, non riesce a mutuarlo. Pochissimi sanno ad esempio che la Chiesa considera una cosa negativa avere rispetti umani, cio\u00e8 essere intimiditi. E\u2019 un potenziale liberatorio, rispetto a quello che i hanno sempre insegnato, ci hanno tramandato a scuola eccetera. \u201c<\/p>\n<p>Tu per rispetto umano dunque non rinunceresti a fare il presepe.<br \/>\n\u201cMai, perch\u00e9 il presepe non offende nessuno, esattamente come non offende nessuno la donna con il capo coperto da un velo. C\u2019\u00e8 una legge che chiede di poter essere riconosciuti, ma vale anche se io domattina andassi in giro vestito e mascherato da clown.<\/p>\n<p>Come diceva Chesterton, il problema di chi non crede in Dio non \u00e8 che non crede a niente, che sarebbe per certi versi anche un bene, ma che si finisce per credere a tutto.\u201d<\/p>\n<p>Ho capito che ti piace la parola met\u00e0noia, una parola dolce, che non \u00e8 uno sforzo volontaristico, per\u00f2.<br \/>\n\u201cAmo, cerco il cambiamento, che non significa rinnegare, diventare un altro. Non \u00e8 una metamorfosi, \u00e8 riuscire ad essere quello che sei, ma in modo libero, non da schiavo\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAspettiamo sempre qualcosa\u201d, e nel tuo romanzo il senso dell\u2019attesa \u00e8 fortissimo, non solo di quello che succede giorno per giorno, ma di quello che potr\u00e0 divenire il domani. Si aspetta per avere o per trovare?<br \/>\n\u201cSai, mi trovo in una condizione privilegiata, non sono costretto a procurarmi affannosamente il pane per me e la mia famiglia, e portato quindi pi\u00f9 facilmente ad abbrutirmi, a castrarmi nelle domande della vita. Ma vorrei aggiungere una cosa<br \/>\nC\u2019\u00e8 una piccolissima cosa che mi ha conquistato di Papa Francesco, non certo l\u2019unica: una volta ho ricevuto da una casa editrice spagnola le bozze di un libro di Bergoglio, un commento agli esercizi spirituali di Sant\u2019Ignazio da Loyola. Quello che mi ha colpito \u00e8 che nella prima pagina, dove di solito ognuno aggiunge una dedica o una frase che gli piace, lui mette due frasi: una \u00e8 una strofa di una canzone gitana, l\u2019altra una citazione da un celebre canto alpino: \u201cL\u2019ultimo pezzo alle montagne che lo ricoprano di rose e fior\u201d.<br \/>\nTristissimo canto alpino.<br \/>\n\u201cS\u00ec, per\u00f2 gagliardo, e questa umanit\u00e0 a volte passa poco, raramente \u00e8 unita al messaggio cristiano. \u00c8 l\u2019amore alla vita, al gioco, ai fiori, al bicchiere di vino. L\u2019amore di vivere.<br \/>\nE poi, sar\u00e0 per ragioni di et\u00e0, il versetto che mi torna alla mente pi\u00f9 spesso \u00e8 il penultimo versetto del Vangelo di Giovani, quando Ges\u00f9 dice a Pietro, \u2018Quando eri giovane ti vestivi da solo la cintura e andavi dove volevi\u2026\u2019 Come sempre, qualcosa si perde e qualcosa si guadagna, sempre attendendo.,<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&nbsp; Un torinese di Trieste. O un triestino di Torino, sospeso su due citt\u00e0 al confine. \u201cSono le due citt\u00e0 della mia vita, non ne scelgo nessuna, come non scelgo tra i miei due figli \u201ddice Claudio Magris, ospite di Soul sabato 16 luglio. 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