{"id":93,"date":"2016-07-15T18:18:15","date_gmt":"2016-07-15T16:18:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/?p=93"},"modified":"2016-07-15T18:18:54","modified_gmt":"2016-07-15T16:18:54","slug":"davide-van-de-sfroos-da-sempre-cerchiamo-tutti-la-password-di-dio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/2016\/07\/15\/davide-van-de-sfroos-da-sempre-cerchiamo-tutti-la-password-di-dio\/","title":{"rendered":"Davide Van de Sfroos: da sempre cerchiamo tutti la password di Dio"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_94\" aria-describedby=\"caption-attachment-94\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignright\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-94 size-medium\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-300x123.jpg\" alt=\"vande\" width=\"300\" height=\"123\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-300x123.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-768x314.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-66x27.jpg 66w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-280x114.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande-650x266.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/ilmondodimonica\/wp-content\/uploads\/sites\/35\/2016\/07\/vande.jpg 984w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-94\" class=\"wp-caption-text\">Davide Van De Sfroos<\/figcaption><\/figure>\n<p>Domenica 17 luglio a\u00a0Soul\u00a0\u00a0\u00a0un grande artista, un cantautore, un poeta, erroneamente definito \u201cdialettale\u201d: perch\u00e9 Davide Bernasconi, in arte\u00a0 van de Sfroos, canta in una lingua antica, quella del suo lago di Como di manzoniana memoria. Lingua di pescatori, di operai ed emigranti. E perch\u00e9 non\u00a0 canta solo in lumbard, ma come dice il suo nome, \u201cva di frodo\u201d, \u00e8\u00a0 \u00a0dal punto di vista musicale un contrabbandiere, un rapinatore di suoni, parole, storie. Un abbattitore di\u00a0 alcune frontiere, di dogane che molte volte si possono incontrare nella vita di tutti i giorni. Il suo ultimo lavoro, l\u2019ennesimo successo, di critica e pubblico: e un atto di coraggio, trasformare nella sua <em>Synfuniia<\/em>,\u00a0 raccolta e concerti in tour, i suoi pezzi storici\u00a0 folk di chitarra e voce, in una prova d\u2019orchestra, per un concerto di armonie nuove.<\/p>\n<p><strong>\u201c<\/strong><em>Lagh\u00e9e<\/em> \u00e8 il termine dialettale per dire \u201clacustre: il ramo del lago di con i suoi lati selvaggi , a pochi passi dal confine svizzero. In passato una persona veniva chiamata col termine <em>lagh\u00e9e <\/em>\u00a0in modo dispregiativo, per indicare quei musicisti che venivano dalle colline e suonavano con la salopette e l\u2019armonica a bocca quasi come l\u2019<em>hillybilly <\/em>americano.<\/p>\n<p>Io sento moltissimo\u00a0 e con orgoglio quest\u2019appartenenza. Sono nato a Monza, ma all\u2019et\u00e0 di tre anni ero gi\u00e0 sul lago. Mamma era lariana e, quindi,<em> lagh\u00e9\u00e8, <\/em>mentre mio padre comasco. Mi sono subito radicato a questo territorio, ho preso tanto dalle sue acque e montagne, ma soprattutto dalle sue ombre\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<em>Synfuniia:<\/em> \u00e8 stata un\u2019esperienza molto bella per la quale ringrazio l\u2019intervento del Maestro Vito Lo Re , giovane compositore, direttore d\u2019orchestra che, da fan, ha voluto prendere una rosa di quattordici canzoni per arrangiarle in chiave sinfonica. Canzoni nate dall\u2019osteria o in riva al lago tutto d\u2019un tratto sono diventate sinfoniche. Non si tratta di musica classica, ma di un arrangiamento realizzato usando tutte le sfumature delle colonne sonore del cinema. Si \u00e8 permesso alla musica di andare alla ricerca di se stessa, di cambiare, di evolversi, di sperimentare. Se non le si permette tutto questo la si uccide. \u00c8 come se si impedisse al figlio di uscire di casa perch\u00e9 poi, magari, potrebbe tornare cambiato\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201cHo cercato ovunque le storie da raccontare. Sono uscito dalla Lombardia, dall\u2019Italia. Come un antropologo sono andato alla ricerca di altri ritmi, altri usi e costumi, altre religioni e credenze perch\u00e9 credo che la visione del falco, quella globale e panoramica, permetta di scendere meglio nel dettaglio di quello che \u00e8 il propri io\u201d.<\/p>\n<p>\u201cNelle mie storie c\u2019\u00e8 sempre un po\u2019 di malinconia perch\u00e9 credo faccia parte del mio carattere, del carattere delle persone che, costantemente, sono costrette a specchiarsi davanti a un lago che in superficie pu\u00f2 sembrare anche piuttosto liscio, non sempre ondoso, ma che \u00e8 uno dei pi\u00f9 profondi\u00a0 d\u2019Italia e quindi porta a compiere un viaggio nell\u2019anima, che mette in contatto con eventi passati, con i cambiamenti con la memoria di\u00a0 quello che non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Non posso e non devo permettermi di descrivere il\u00a0 lariano come un maniaco depressivo, ma ci sono sicuramente delle ombre, delle onde che lo attraversano costantemente.<\/p>\n<p>La natura aiuta molto. Con me ha sempre giocato il ruolo di madre. Attraverso i luoghi e ritrovo anche quello che sono stato da bambino\u201d.<\/p>\n<p>\u201cAltro che leghista, come qualcuno continua a definirmi\u2026io canto alle feste della lega come a quelle dell\u2019Unit\u00e0, canto dove mi chiamano. Sono stato sempre molto anarchico e non sono mai riuscito a convertirmi alla politica anche se l\u2019ho incontrata e conosciuta da ragazzino. Cantavo, con lo stemma dei <em>The Clash <\/em>sulla maglietta, per il fronte di liberazione Farabundo Mart\u00ec, senza sapere neanche cosa fosse realmente. Andando avanti il mio ateismo politico, purtroppo, \u00e8 diventato sempre pi\u00f9 forte\u201d.<\/p>\n<p>\u201cIn questi tempi parliamo sempre di password, di codici. Non ci rendiamo conto che da sempre cerchiamo tutti <strong>la password di Dio<\/strong>. Le divinit\u00e0 di ogni religione sono espressione della stessa e unica ricerca atavica dell\u2019uomo, che ha bisogno assolutamente di sentirsi in contatto con una presenza superiore. Non so quanto un dio abbia bisogno dell\u2019uomo, ma so quanto l\u2019uomo abbia bisogno di pregare. Ci sono preghiere che non rientrano nei canoni che conosciamo e magari sono anche recitate con la disperazione, la bestemmia, ma sono comunque dei richiami verso un\u2019energia che va oltre. L\u2019anima \u00e8 un baratro necessario, una profondit\u00e0 necessaria che noi conteniamo, \u00a0che lo si voglia o meno, che lo si riconosca o no.\u201d<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<strong>Sono di fede cattolica,<\/strong> la condivido con mia moglie, cerco di educare nella fede i miei figli. \u00c8 una tradizione non solo familiare, ma \u00a0proprio del mio paese di provenienza. Da bambino vedevo tanti uomini- orchi con le rughe, sfiancati dal lavoro, \u00a0a volte capitava persino che bestemmiassero o si ubriacassero. Ricordo, per\u00f2, che non nascondevano una loro spiritualit\u00e0. Quando arrivava la domenica indossavano tutti il vestito della festa, c\u2019era una ricerca costante di spiritualit\u00e0 non del tutto dichiarata. \u00a0\u00a0Quando guardavano un tramonto ringraziavano \u00a0con uno sguardo il creato e lo fanno tuttora. Quando arrivava e arriva una tempesta di una certa portata, che sul lago pu\u00f2 essere molto spaventosa, c\u2019era l\u2019imprecazione o il timore, il cosiddetto timore di Dio. La campana della Madonna del Soccorso aveva una funzione specifica, quella di suonare contro le forze del male o, appunto,\u00a0 contro le tempeste\u201d.<\/p>\n<p>\u201c<strong>Ho sempre vissuto in costante ricerca<\/strong>. Ci sono maestri in tutti i campi. A volte non sono maestri, ma illusioni. Molte volte abbiamo anche dei maestri del male. Il male \u00e8 quel vuoto che si crea e pu\u00f2 trascinarti in fondo. Ho conosciuto l\u2019ansia, il panico, la <strong>depressione.<\/strong> Le persone sensibili hanno molta probabilit\u00e0 di cadere in problemi del genere. Il momento pi\u00f9 duro non era tanto quello dell\u2019attacco di panico che, senza dubbio, spaventa, quanto quello in cui non provavo pi\u00f9 emozione per nessuna cosa. Non c\u2019era pi\u00f9 amore, non c\u2019era pi\u00f9 odio. Mi sentivo completamente svuotato, inutile. Ero come una foglia destinata a cadere in una pozzanghera per poi essere travolta da un autobus. In quei momenti ho capito cose significhi essere illuminati dal miracolo presente, che non \u00e8 altro che il vivere stesso. Bisogna chiedere aiuto e avere il coraggio di imparare da un bambino, da una persona che ha avuto delle difficolt\u00e0 maggiori, da un disabile, da chiunque \u00a0sia stata colpita duramente, dal reduce, dal poverissimo. Bisogna imparare da loro, dalla luce che riescono a trasmettere pur essendo stati molto maltrattati dalle macine del tempo e della vita\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u201cPapa Francesco \u00e8 come se fosse un inviato dei reparti speciali di Dio<\/strong>, un commando dall\u2019alto. Si \u00e8 reso conto che oggi il linguaggio doveva assolutamente cambiare rispetto a determinate formule importanti, sacre e sante, ma anche pericolose perch\u00e9 capaci di far relegare tutto dentro una scatola dorata che qualcuno non riesce ad aprire. Papa Francesco, dal primo giorno in cui ha preso in mano un microfono e si \u00e8 rivolto alla gente, ha dimostrato che sarebbe sceso direttamente in campo, che non si sarebbe nascosto dietro ad una formula o a un vestito. Ha cercato di abbattere determinate barriere, che sono quelle che facevano insospettire di pi\u00f9 il popolo nei confronti de Vaticano e della Chiesa stessa. Quando una persona ti abbraccia cos\u00ec eludendo la propria sicurezza ti rendi conto che non sta barando. \u00c8 un bravo <strong>innestatore di una miccia<\/strong> che si spera che un giorno possa far esplodere sempre pi\u00f9 persone\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Domenica 17 luglio a\u00a0Soul\u00a0\u00a0\u00a0un grande artista, un cantautore, un poeta, erroneamente definito \u201cdialettale\u201d: perch\u00e9 Davide Bernasconi, in arte\u00a0 van de Sfroos, canta in una lingua antica, quella del suo lago di Como di manzoniana memoria. Lingua di pescatori, di operai ed emigranti. 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