{"id":17676,"date":"2018-12-30T09:20:00","date_gmt":"2018-12-30T08:20:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/?p=17676"},"modified":"2019-01-04T13:26:46","modified_gmt":"2019-01-04T12:26:46","slug":"santa-famiglia-di-gesu-maria-e-giuseppe-30-dicembre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/2018\/12\/30\/santa-famiglia-di-gesu-maria-e-giuseppe-30-dicembre\/","title":{"rendered":"Santa Famiglia di Ges\u00f9, Maria e Giuseppe, 30 dicembre"},"content":{"rendered":"<p><em><img class=\"aligncenter size-full wp-image-17677\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe.jpg\" alt=\"\" width=\"654\" height=\"384\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe.jpg 654w, https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe-300x176.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe-46x27.jpg 46w, https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe-280x164.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/prega-con-noi\/wp-content\/uploads\/sites\/23\/2019\/01\/Santa-Famiglia-di-Ges\u00f9-Maria-e-Giuseppe-650x382.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 654px) 100vw, 654px\" \/>Il dono di un figlio<\/em><br \/>\nNella prima lettura ascoltiamo come Anna, una donna sterile, divenga feconda. Colei che soffriva per la sua condizione, sperimenta la gioia della maternit\u00e0. Anna diviene madre non per un diritto, ma per un dono che proviene da Dio. La sua vicenda \u00e8 esemplare per ogni maternit\u00e0, cos\u00ec come per tutte le relazioni familiari: esse restano sempre un dono, non un diritto, anche quando sono ragionevolmente prevedibili e calcolabili secondo le leggi biologiche, anche quando sono regolate ed esigibili in base alle leggi umane e alla legge di Dio. Il genitore ha un diritto sul figlio: ma il figlio resta un dono, non una sua propriet\u00e0. Marito e moglie possono aspettarsi reciprocamente rispetto e attenzione, ma nello stesso tempo scoprono quotidianamente che si tratta di realt\u00e0 che appartengono alla sfera del dono, non dello scambio.<\/p>\n<p><em>Possibilit\u00e0 del dono<\/em><br \/>\nAnna riceve una grazia da Dio, sperimenta la sua misericordia. Ma in che cosa consiste il dono da lei ricevuto? A ben vedere, esso non \u00e8 altro che la possibilit\u00e0 di donare a sua volta: Anna pu\u00f2 esercitare la misericordia come madre. Il dono consiste nella possibilit\u00e0 di donare. Ma nello stesso tempo il dono della maternit\u00e0 comporta una obbligazione, un dovere: una volta divenuta madre, Anna deve donarsi al figlio, con tutta s\u00e9 stessa. Il desiderio viscerale della maternit\u00e0, che si traduce poi in amore viscerale per il figlio, \u00e8 chiamato a diventare consapevole, solido, fedele, realistico: altrimenti non \u00e8 vero amore, ma un impulso indistinto che potr\u00e0 facilmente rovesciarsi nel suo contrario.<\/p>\n<p><em>L\u2019esplosione del dono<\/em><br \/>\nAnna ridona il bambino al tempio, perch\u00e9 possa aiutare il suo popolo. Il bambino, ricevuto per grazia di Dio, viene consacrato a lui. Non \u00e8 un atto dovuto: \u00e8 un dono che nasce dal profondo, una scelta meditata e consapevole. Anna, nella sua esperienza di sofferenza e desiderio, ha compreso che tutto nasce dal dono di Dio, e perci\u00f2 tutto deve ritornare a lui. Una volta entrata nel circolo del dono, Anna non ne esce: il piccolo Samuele, richiesto a Dio e ridonato a lui, diventer\u00e0 il giudice e il salvatore del suo popolo. Riceve il dono della chiamata profetica, e lo esercita&nbsp; come un ministero per il bene di tutti. Se proseguiamo la lettura del racconto biblico, troveremo a un certo punto, quasi di sfuggita, l\u2019affermazione che \u201ci figli di lui non camminavano sulle sue orme\u201d (1 Samuele 8,4). La circolazione del dono si \u00e8 interrotta. Pu\u00f2 accadere anche oggi: i figli non camminano sulle orme dei padri e delle madri che li hanno generati alla vita e introdotti alla fede. Il dono ricevuto pu\u00f2 non essere accolto. O pu\u00f2 non essere rimesso in circolo: a lungo andare per\u00f2 se ne vedranno le conseguenze.<\/p>\n<p><em>Educare un figlio<\/em><br \/>\nPer quanto sia limpido lo sforzo educativo, l\u2019esempio profuso da figure autorevoli, il desiderio di genitori illuminati, \u00e8 sempre possibile che i figli rifiutino la fede in cui sono stati educati. A volte per un breve periodo di tempo, a volte per tempi molto pi\u00f9 lunghi.<br \/>\nPi\u00f9 spesso accade per\u00f2 che nel processo educativo emergano i vuoti dei genitori. Un attento discernimento rivela che esiste un istinto materno, un desiderio di paternit\u00e0, una tensione romantica alla relazione di coppia che non arrivano al vero amore: materno, paterno, sponsale\u2026 ci si ferma all\u2019aspetto immediato, istintivo, a volte anche superficiale, senza arrivare alla completezza e alla consapevolezza. Non possiamo giudicare semplicisticamente, solo per condannare. La prova dell\u2019educazione finir\u00e0 sempre per rivelare i limiti e le manchevolezze anche del miglior padre, della miglior madre possibile. Probabilmente non \u00e8 un male: al contrario, \u00e8 il passaggio decisivo. Come avviene nel brano evangelico, per Maria e Giuseppe.<\/p>\n<p><em>Al di l\u00e0 dei limiti, la presenza del Padre<\/em><br \/>\nMaria e Giuseppe scoprono il loro limite di genitori: si illudono forse di poter educare Ges\u00f9 secondo le loro consuetudini, immaginano che egli si lasci semplicemente trascinare nella carovana dei parenti e conoscenti. Ma esiste un segreto, una profondit\u00e0, in Ges\u00f9, che non si lascia ingabbiare nelle loro consuetudini, nella pur buona usanza di recarsi a Gerusalemme per le feste principali. Il suo posto \u00e8 nel tempio, a dialogare con gli esperti della Legge, ad occuparsi delle cose del Padre. Maria e Giuseppe non lo immaginavano: la loro genuina, viscerale angoscia (che \u00e8 propria di una buona coppia di genitori che hanno smarrito il figlio) si incontra con una consapevolezza superiore. Ma cos\u00ec accade ad ogni genitore: il segreto, il mistero del figlio supera ogni pensiero, ogni manipolazione che si \u00e8 tentati di imporre. In questo caso addirittura il segreto di Ges\u00f9, perduto e ritrovato dopo tre giorni, \u00e8 gi\u00e0 il mistero pasquale. Per dare compimento alla Legge, per compiere totalmente la volont\u00e0 del Padre, Ges\u00f9 dovr\u00e0 morire e poi risorgere. Maria e Giuseppe non capiscono: da educatori, divengono discepoli.<\/p>\n<p><em>Il ritorno a casa<\/em><br \/>\nPerch\u00e9 allora Ges\u00f9 ritorna a casa? Che senso ha la sua presenza a Nazaret, quando si \u00e8 gi\u00e0 aperta la possibilit\u00e0 di affermarsi a Gerusalemme? Seguendo la grande intuizione di Charles de Foucauld, possiamo considerare la vita nascosta a Nazaret come fondamentale educazione di Ges\u00f9. A Nazaret Ges\u00f9 impara quello che non pu\u00f2 apprendere dai dottori della Legge, nello studio al tempio. Luca dice che \u201cstava loro sottomesso\u201d. Proprio nella sottomissione di Ges\u00f9 sta il segreto di Nazaret: Ges\u00f9 non solo impara, ma per trent\u2019anni circa vive sulla sua pelle il \u201cfarsi piccolo\u201d, l\u2019obbedienza, il confronto con una realt\u00e0 fatta di cose, non di libri.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: www.chiesacattolica.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il dono di un figlio Nella prima lettura ascoltiamo come Anna, una donna sterile, divenga feconda. Colei che soffriva per la sua condizione, sperimenta la gioia della maternit\u00e0. Anna diviene madre non per un diritto, ma per un dono che proviene da Dio. 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