“Il cielo sopra Kibera – Il Teatro che salva”

Martedì 25 e mercoledì 26 in seconda serata

“Il cielo sopra Kibera – Il Teatro che salva” è il titolo della 2ª puntata di Retroscena Memory in onda martedì 25 giugno su Tv2000. Questa settimana il programma di Michele Sciancalepore ha realizzato un appuntamento speciale con un esclusivo reportage dal Kenya e dallo slum Kibera, baraccopoli alle porte di Nairobi dove vivono poco meno di un milione di persone.

Ma cosa c’entra il teatro con la seconda bidonville più grande dell’Africa? C’entra perché l’ong Avsi ha portato nella “selva oscura” di Kibera un progetto realizzato con la Compagnia delle Albe e assieme a 200 tra ragazzi e bambini che hanno animato e colorato la baraccopoli recitando l’Inferno di Dante. «Il teatro è fascino, gioia, aggregazione, antidoto all’abbandono scolastico, svolta assoluta nella capacità espressiva e relazionale, stimolo nello studio», secondo il coro unanime di tutti i presidi delle scuole dell’Avsi, le uniche in cui i bambini vengono accolti, istruiti, amati e non picchiati come invece avviene di prassi nelle scuole pubbliche del Kenya.

Per realizzare questa impresa i volontari dell’Avsi hanno coinvolto Marco Martinelli del Teatro delle Albe, la realtà ravennate d’eccellenza che da 30 anni in tutto il mondo crea eventi artistici con la filosofia della “Non-scuola”, ovvero un processo pedagogico-maieutico che estrae e valorizza i talenti insiti nei giovani. Martinelli, coadiuvato da Laura Redaelli, decide così di calare la Divina Commedia sulla realtà dei ragazzi della baraccopoli. «Dante è ognuno di noi – chiarisce subito il regista delle Albe – è perso nella selva oscura ma con una fame di luce che ci attraversa. La Divina Commedia è un archetipo narrativo universale, è un classico che rivive sulla pelle e nel sangue di questi ragazzi oggi, qui a Kibera». E quella vissuta in questo lembo del mondo è stata una piccola, meravigliosa presa di potere della bellezza che ha spodestato per un frammento della giornata la tirannia del degrado, una straordinaria visione paradisiaca nell’inferno di questo “slum” in cui sopravvivono ammassati in baracche di lamiera due metri per tre settecentomila anime in una sorta di “malebolge” suburbane.

In conclusione, come sempre, la nostra “sand artist” Gabriella Compagnone con la sua appassionante creazione artistica sulla sabbia

 

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