Il giovane criminale con Striano e le Metamorfosi di Tarasco

martedì 23 luglio

È dedicata al teatro necessario, quello che salva la vita dalla criminalità e propone il bisogno di relazioni vere e profonde senza intermediari elettronici, la 6ª puntata di Retroscena Memory in onda martedì 23 luglio su Tv2000. Questa settimana il programma di Michele Sciancalepore ospita Salvatore Striano, detto “Sasà”, che racconta la sua parabola da malvivente a uomo libero grazie al teatro con il monologo autobiografico “Il giovane criminale”. A seguire dietro le quinte di uno studio in chiave contemporanea delle “Metamorfosi” di Ovidio, per la regia di Matteo Tarasco, in cui ancora una volta l’arte di Dioniso dimostra la sua necessità all’interno di un mondo in cui i rapporti sono alienati dalle nuove tecnologie.

La puntata si apre con l’intervista a Salvatore Striano che con il monologo “Il giovane criminale” ispirato all’opera dello scrittore francese Jean Genet, racconta il suo percorso di redenzione da ragazzo divenuto violento per difendersi dalla camorra ad attore, grazie all’incontro nel carcere di Rebibbia col teatro. Salvatore, per tutti Sasà, comincia a leggere le opere di Edoardo De Filippo e di Shakespeare, che mette in scena con la compagnia di teatro del carcere, e la sua esistenza non è più la stessa. “Quando ho incontrato Shakespeare ho visto davanti agli occhi il film della mia vita, e ho deciso di cambiare il finale” racconta l’attore di “Gomorra” e di “Cesare deve morire”.  

Dalla trasformazione di Salvatore Striano a quella visionaria di “Metamorfosi” lo studio della drammaturga Katia Colica che, ispirandosi all’opera di Ovidio, ha scelto di far riflettere le storie dei miti nella contemporaneità, usando il punto di vista della devastazione tecnologica che invade le nostre vite. Una sorta di “smartphone show” dove allo spettatore è permesso di tenere acceso il proprio cellulare e dove gli attori non riescono a dialogare tra loro se non attraverso l’uso di un apparecchio elettronico. “Riusciamo a vivere una vita autentica senza uno strumento che ci moltiplichi? Sembra proprio di no” sostiene il regista dello spettacolo Matteo Tarasco. 

In conclusione, come sempre, la “sand artist” Gabriella Compagnone con la sua appassionante creazione artistica sulla sabbia.

 

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