{"id":1479,"date":"2017-01-18T13:50:40","date_gmt":"2017-01-18T12:50:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=1479"},"modified":"2017-01-18T14:04:08","modified_gmt":"2017-01-18T13:04:08","slug":"anche-un-pirandello-minore-ha-sprazzi-di-vertigine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2017\/01\/18\/anche-un-pirandello-minore-ha-sprazzi-di-vertigine\/","title":{"rendered":"Anche un Pirandello minore ha sprazzi di vertigine"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-1481\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-1024x683.jpg\" alt=\"calenda pirandello\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/01\/calenda-pirandello-650x433.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Centocinquanta anni e non sentirli. Sempreverde, sempre illuminante e rivelatore delle nostre contemporanee miserie, nonostante ci accingiamo a celebrare ormai un secolo e mezzo dalla sua nascita, il 28 giugno del 1867, nonostante questa sua opera in particolare, <strong><em>Il piacere dell&#8217;onest\u00e0<\/em><\/strong>, in scena fino a domenica al <strong>Teatro Mercadante di Napoli<\/strong>, sia a tratti verbosa e concettosa e avvitata su se stessa, nonostante un allestimento di <strong>Antonio Calenda<\/strong> non sempre ispirato e bench\u00e9 chi frequenta Luigi Pirandello sa bene in partenza di correre il rischio di annaspare tra i vortici della danza macabra fra pazzia e finzione ed \u00e8 perfettamente consapevole che dovr\u00e0 imbattersi inevitabilmente nei rovelli, dannatamente cari al drammaturgo di Girgenti, quali il tradimento, il perbenismo e l&#8217;eterna aspra dialettica fra maschera e identit\u00e0, forma e sostanza. Eppure <em>Il piacere dell&#8217;onest\u00e0<\/em>, composta nel 1917 e ispirata alla novella Tirocinio (1905), pur non sottraendosi a nessuna di quelle prevedibili tipicit\u00e0, pur accusando uno sviluppo drammaturgico che a volte segna il passo, fa davvero rabbrividire per la sua dimensione profetica che getta una luce sinistra e penetrante sulle attuali dinamiche alla base delle nostre meschine ruberie, deprimenti corruzioni ed esteriori convenzioni. L&#8217;incipit narrativo \u00e8 semplice, al limite del banale: bisogna porre rimedio per evitare uno scandalo coniugale, metterci una pezza per &#8220;salvare l&#8217;apparenza&#8221;. Le conseguenze del fallace rammendo sono invece vertiginose e degne di un ribaltamento da tragedia greca.<\/p>\n<p>\u00c8 la storia di Angelo Baldovino, un uomo dal passato poco onorevole, fallimentare e dissoluto, una mezza figura disincantata e disillusa, senza spiccate qualit\u00e0 ma con una <em>forma mentis<\/em> cartesiana e argutamente filosofica, il quale accetta, in cambio di denaro, di prendere in moglie Agata, una giovane donna ingravidata dal marchese Fabio Colli, regolarmente coniugato e icona di un&#8217;aristocrazia decadente, ipocrita e inetta. Un matrimonio dunque di facciata per evitare l&#8217;onta, per imbastire un&#8217;onest\u00e0 di superficie e consentire a tutti, sotto l&#8217;ombrello di una unione vuota ma legittima, di continuare a coltivare i propri interessi. Calcoli frutto di una morale gretta e conformista che non tengono conto per\u00f2 del moto d&#8217;orgoglio dell&#8217;omino Baldovino il quale \u00absposa per finta una donna, ma sul serio l&#8217;onest\u00e0\u00bb e scopre invece il senso di una missione salvifica che potr\u00e0 riabilitare e riscattare la sua dignit\u00e0. Decide dunque di divenire un paladino dell&#8217;onest\u00e0, adamantino nei suoi comportamenti, rispettoso e premuroso con la giovane mamma, abile nel rispedire al mittente una trappola che il marchese gli aveva teso, ormai indispettito dal suo rigore assoluto e da Agata a sua volta non pi\u00f9 disposta a concedersi furtivamente e colpevolmente ma sempre pi\u00f9 affascinata e contagiata dalla purezza del marito e desiderosa di una vita cristallina e senza sotterfugi. Alla fine il matrimonio nato per finta diverr\u00e0 l&#8217;unica cosa vera e autentica in quel microcosmo di falsit\u00e0 e una volta tanto la sembianza aderir\u00e0 alla sostanza, l&#8217;apparenza all&#8217;essenza.<\/p>\n<p>Sembra una favola fluida e gradevole ma va ribadito che il testo \u00e8 arduo e ripetitivo, la regia di Calenda poco dinamica (<em>chapeau<\/em> per\u00f2 a una scenografia affascinante ed elegante), la recitazione complessivamente accademica. Ma il genio di Pirandello e l&#8217;interpretazione da Oscar del teatro del navigato <strong>Pippo Pattavina<\/strong>, superbo protagonista, danno senso alle due ore trascorse in platea.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Centocinquanta anni e non sentirli. 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