{"id":1541,"date":"2017-02-22T14:20:19","date_gmt":"2017-02-22T13:20:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=1541"},"modified":"2017-02-22T14:34:21","modified_gmt":"2017-02-22T13:34:21","slug":"la-speranza-sul-palco-e-la-follia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2017\/02\/22\/la-speranza-sul-palco-e-la-follia\/","title":{"rendered":"La speranza sul palco? \u00c8 la follia"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1542\" aria-describedby=\"caption-attachment-1542\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1542 size-full\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1.jpg\" alt=\"fotopatologico_1\" width=\"960\" height=\"577\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1.jpg 960w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1-768x462.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1-45x27.jpg 45w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1-280x168.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/02\/fotopatologico_1-650x391.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1542\" class=\"wp-caption-text\">L\u2019attore e regista Dario D\u2019Ambrosi con gli artisti del Teatro Patologico<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abLa follia non viene mai ascoltata per ci\u00f2 che dice o che vorrebbe dire\u00bb. Parole eloquenti scritte nel 1982 da Franco Basaglia, lo psichiatra, fondatore della concezione moderna della salute psichica che rivoluzion\u00f2 o tent\u00f2 di riformare l&#8217;idea della malattia mentale e di quelli che fino agli anni &#8217;70 erano i manicomi con la famosa legge 180 che prese anche il suo nome. Le cose, in realt\u00e0, non andarono proprio come lui avrebbe voluto ma il suo invito ad \u00abascoltare\u00bb la follia fu accolto da molti. Tra questi di certo figura un artista classe 1962 il quale afferma che senza i malati di mente non potrebbe vivere, che 30 anni fa fonda un genere e una realt\u00e0 pi\u00f9 unica che rara, il <strong>Teatro Patologico<\/strong>, e che in questi giorni ha dato vita al primo corso universitario al mondo di <strong>Teatro Integrato dell&#8217;Emozione<\/strong> rivolto a persone con disabilit\u00e0 fisica e psichica, in collaborazione con l&#8217;<strong>Universit\u00e0 degli Studi di Roma Tor Vergata<\/strong>. Bastano questi due cenni biografici per caratterizzare la pazzesca, caparbia furia creatrice e sognatrice di<strong> Dario D&#8217;Ambrosi<\/strong>, il primo in Italia e non solo a sdoganare la follia, coniugandola con l&#8217;arte teatrale, esaltandola con la libert\u00e0 espressiva per farla tracimare sul palcoscenico. Gioisce, esulta, abbraccia i suoi malati di mente come un fanciullo mentre gioca con loro a fare teatro, nella sede romana di via Cassia cos\u00ec come in tourn\u00e9e in tutto il mondo, perch\u00e9 sa che i suoi \u00abmattacchioni\u00bb sono come i bambini, innocenti e come tali in grado di darsi in scena totalmente, senza remore, n\u00e9 riserve. E da cattolico fervente \u00e8 convinto che anche \u00absul palco come nel regno dei cieli si pu\u00f2 accedere solo con un cuore di bambino!\u00bb. E lui, che ha lavorato a fianco di Anthony Hopkins nel film Titus, ha interpretato il ruolo del flagellatore di Cristo in The Passion di Mel Gibson, \u00e8 stato uno dei protagonisti della celebre fiction Romanzo Criminale, ha esordito a teatro a 20 anni a New York nel mitico Caff\u00e8 La Mama di Ellen Steward, l&#8217;off Broadway per eccellenza, con il monologo Tutti non ci sono (la scritta apparsa sul manicomio di Aversa dopo la legge Basaglia) incantando tra gli altri De Niro, Lou Reed, Pina Bausch ed Andy Warhol; lui, che in quasi 30 anni di Teatro Patologico ha ospitato 5217 attori, 328 spettacoli, 347 autori e 338 registi, asserisce con altrettanta profonda convinzione che i suoi \u00abpazzi\u00bb hanno molto da insegnare alla stragrande maggioranza degli attori \u00abnormodotati\u00bb, anzi, rincara cos\u00ec la dose: \u00abL&#8217;esperienza che ho avuto lavorando con persone disabili mi ha fatto scoprire come gli stati d&#8217;animo, i ritmi dei grandi attori, siano simili a quelli delle persone affette da un disagio psichico. Anthony Hopkins, Mel Gibson quando recitano hanno quei tempi anticonvenzionali che io ritrovo nei miei ragazzi che durante i dialoghi in scena vivono pienamente il presente, cercano di capirne il sapore e pertanto reagiscono con una tempistica originale, autentica e spiazzante. Io credo &#8211; chiosa D&#8217;Ambrosi &#8211; che lo stato emotivo della persona affetta da un disagio psichico offra la possibilit\u00e0 di una nuova formazione drammaturgica per l&#8217;attore futuro\u00bb.<\/p>\n<p>Teoria balzana? Analisi farneticante? Difficile trarre certezze scientifiche da una materia cos\u00ec onirica e impalpabile; facile per\u00f2 evincere la concretezza inoppugnabile della frenetica e febbrile attivit\u00e0 sia del suo festival, giunto alla ventiseiesima edizione, che accoglier\u00e0 <strong>dal 24 febbraio al 26 marzo<\/strong> nel Teatro Patologico di via Cassia a Roma, 11 spettacoli tutti incentrati su tematiche etico-sociali, sia del suo corso di Teatro Integrato dell&#8217;Emozione che, attraverso la pratica di dieci materie (tra cui danceability, drammaturgia, musicoterapia, regia, recitazione, scenografia), offre agli utenti disabili psichici e fisici una preziosa possibilit\u00e0 di espressione artistico-terapeutica e di integrazione a livello sociale e professionale. C&#8217;\u00e8 del &#8220;patologico&#8221; in tutto ci\u00f2, ovvero una logica del pathos, una razionalit\u00e0 feconda che illumina la sofferenza, un raziocinio che dischiude il sentimento. E c&#8217;\u00e8 del &#8220;patologico&#8221; anche in Dario D&#8217;Ambrosi che, proveniente da un&#8217;umile famiglia meridionale trapiantata al nord, prima trova nel calcio l&#8217;opportunit\u00e0 di salvarsi dalla violenza di San Giuliano Milanese e dalle frequentazioni di amici poco raccomandabili fra cui Renato Vallanzasca (D&#8217;Ambrosi da ragazzino era una promessa del Milan, giocava come ala destra assieme a Collovati e Skoglund), poi decide di internarsi per tre mesi nell&#8217;Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano per \u00abevadere dall&#8217;infelicit\u00e0\u00bb e scoprire nella pazzia germi di verit\u00e0, e infine dedica la sua vita e mette i suoi talenti al servizio di \u00abmadama follia\u00bb, ben consapevole che, come diceva \u00abla poetessa dei navigli\u00bb, Alda Merini, \u00abla follia non ama essere oltraggiata, bisogna saper giocare con lei\u00bb. E anche a D&#8217;Ambrosi, come alla Merini, \u00abil manicomio non ha fatto altro che rivelare la grande potenza della vita\u00bb.<\/p>\n<p>da &#8220;Avvenire&#8221; del 22 febbraio 2017, pag. 24<\/p>\n<p>Guarda anche &#8220;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=RuHNLjRCRDE\">Cose da pazzi in teatro!<\/a>&#8220;, il servizio realizzato per Terza Pagina (Tv2000) del 14 febbraio 2017 e la <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Ae3eoHf4nO8\">puntata <\/a>di Retroscena dedicata al Teatro Patologico, andata in onda su Tv2000 il 16 febbraio 2017.<\/p>\n<p>Michele Sciancalepore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abLa follia non viene mai ascoltata per ci\u00f2 che dice o che vorrebbe dire\u00bb. 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