{"id":1748,"date":"2017-09-21T13:24:26","date_gmt":"2017-09-21T11:24:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=1748"},"modified":"2017-09-21T13:30:10","modified_gmt":"2017-09-21T11:30:10","slug":"baracco-pietas-per-beckett","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2017\/09\/21\/baracco-pietas-per-beckett\/","title":{"rendered":"Baracco, pietas per Beckett"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1750\" aria-describedby=\"caption-attachment-1750\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1750 size-large\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-650x433.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1750\" class=\"wp-caption-text\">Glauco Mauri e Roberto Sturno in scena<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abSe qualcuno vuole farsi venire il mal di testa con i significati reconditi, faccia pure. E si prepari un&#8217;aspirina\u00bb. Cos\u00ec tagli\u00f2 corto <strong>Samuel Beckett<\/strong> introducendo <strong><em>Finale di partita<\/em><\/strong>, uno dei suoi pi\u00f9 luminosi capolavori sull&#8217;assurdit\u00e0 e impossibilit\u00e0 dell&#8217;essere. Ma nonostante il monito svariate, bislacche o intriganti sono state le interpretazioni ed elucubrazioni su questo paradigmatico atto unico.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 nel 1958, a un anno dalla prima assoluta al Royal Court Theatre di Londra, Theodor Adorno che, nel suo celebre saggio <em>Tentativo di capire \u201cFinale di partita\u201d<\/em>, si ostin\u00f2, nonostante la secca ed esplicita smentita dell&#8217;autore stesso, a decifrare il nome di uno dei personaggi, \u201cHamm\u201d, che secondo il filosofo derivava da un \u201cHamlet\u201d dimezzato e per questo ridotto a un pezzo di carne sulla sedia a rotelle. Le stesse dettagliate e asciutte didascalie scenografiche del testo sono state oggetto di suggestive visioni: c&#8217;\u00e8 chi ha visto delle cavit\u00e0 oculari nelle due finestrelle in alto a destra e sinistra e pertanto l&#8217;intera stanza in cui si consumano le sterili e vacue azioni sceniche come l&#8217;interno di un cranio. Altri invece hanno paragonato la scena a una grande arca all&#8217; indomani di un nuovo diluvio. E a questo punto chi ci pu\u00f2 impedire, a parte Beckett, di vedere nella macchia di sangue al centro dell&#8217;ampio fazzoletto spiegato sul volto di Hamm i contorni di un pianeta mortalmente ferito? Fortunatamente la visione al Teatro Tor Bella Monaca di Roma della prova generale dello spettacolo, gi\u00e0 pronto e collaudato per il debutto di marted\u00ec prossimo al <strong>Teatro Eliseo<\/strong> della capitale, ci dispensa dall&#8217;assunzione dell&#8217;acido acetilsalicilico perch\u00e9 qui la regia impeccabile di <strong>Andrea Baracco<\/strong> e le magistrali interpretazioni dell&#8217;inossidabile coppia <strong>Mauri-Sturno<\/strong> rendono tutto chiaro, lineare e inequivocabile e proiettano lo spettatore in una dimensione persino emozionale e non prettamente cerebrale senza nulla togliere al raffinatissimo e finissimo ordito verbale e concettuale genialmente costruito dal drammaturgo irlandese.<\/p>\n<p>\u00abArtefice di gabbie costrittive\u00bb, cos\u00ec il regista civitavecchiese, giovane ma ormai esperto frequentatore di classici, definisce Beckett. E non si sbaglia. La meticolosa precisione lessicale, la dialettica col suo impianto matematico e quasi asfittico sembrano lasciare scarsa possibilit\u00e0 di intervento o di invenzione registica. La trama d&#8217;altra parte non concede voli pindarici: Hamm, un anziano signore cieco condannato sul suo trono a rotelle, \u00e8 legato a filo doppio in un rapporto malato a Clov, suo servitore afflitto da una patologia speculare a quella del suo padrone, ovvero \u00e8 incapace di sedersi. Trascinano la loro esistenza in un ambiente anonimo, grigio, vuoto come le loro improduttive vite. Nulla di fecondo e significativo giunge dall&#8217;esterno mentre all&#8217;interno i due protagonisti vivono conflittualit\u00e0 tanto ostili quanto assurde e statiche cos\u00ec come i loro discorsi e movimenti che sono circolari, ripetitivi, ossessivi, specchio di una paralisi interiore. Clov, in questa ultima fase di una partita a scacchi di cui si sta tristemente cercando di rinviare l&#8217;inevitabile fine (e questa \u00e8 l&#8217;unica interpretazione che ha il sigillo dell&#8217;autore), vorrebbe lasciare il suo dispotico padrone, ma naturalmente per lo scrittore di <em>Aspettando Godot<\/em> \u00e8 un&#8217;opzione impraticabile.<\/p>\n<p>Altre presenze paralitiche sono i vecchissimi genitori di Hamm, Nagg e Nell, privi di gambe e incastrati in due bidoni della spazzatura che Baracco trasforma in gabbie con rete metallica da pollaio. Sia questa costrizione e amputazione fisica che i lacerti di blasfema o arida comunicazione fra padre, madre e il figlio Hamm decretano l&#8217;annichilimento di ogni sentimento familiare. Ad esempio la morte della madre Nell suscita nel figlio un&#8217;indifferenza assoluta. In questa prigione di nonsenso beckettiano il regista Baracco si trova perfettamente a suo agio, lavora di rigore e sottrazione, presenta una scenografia-bunker con pareti imponenti color muffa e si concede flebili sottofondi musicali minimalisti che dilatano la serpeggiante angoscia esistenziale. In apparenza sembra non inventarsi nulla, in realt\u00e0 dimostra quanto il teatro dell&#8217;assurdo dello scrittore britannico gli sia entrato nel sangue gettando una luce sulle profonde oscurit\u00e0 dell&#8217;opera e regalandoci una chiave di lettura lontana da cervellotiche, stravaganti, simboliche esegesi e sintetizzabile in una parola: pietas. Una compassione che scaturisce dalla disperata infelicit\u00e0 tragica e grottesca dei personaggi vissuti con lampante coerenza da Elisa Di Eusanio e Mauro Mandolini, rispettivamente Nell e Nagg, e soprattutto da <strong>Glauco Mauri<\/strong> e <strong>Roberto Sturno<\/strong> nei panni dei due protagonisti, impareggiabili nel conferire umanit\u00e0 e naturalezza all&#8217;assurdit\u00e0 e forse unici nel panorama teatrale italiano, grazie al loro storico sodalizio artistico, a potersi giocare senza crampi interpretativi questo finale di partita.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSe qualcuno vuole farsi venire il mal di testa con i significati reconditi, faccia pure. E si prepari un&#8217;aspirina\u00bb. Cos\u00ec tagli\u00f2 corto Samuel Beckett introducendo Finale di partita, uno dei suoi pi\u00f9 luminosi capolavori sull&#8217;assurdit\u00e0 e impossibilit\u00e0 dell&#8217;essere. Ma nonostante il monito svariate, bislacche o intriganti sono state le interpretazioni ed elucubrazioni su questo paradigmatico [&hellip;]","protected":false},"author":32,"featured_media":1756,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[334,260,335,22,257,259,333],"class_list":["post-1748","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-nostre-recensioni","tag-andrea-baracco","tag-avvenire","tag-finale-di-partita","tag-glauco-mauri","tag-michele-sciancalepore","tag-retroscena","tag-roberto-sturno"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/09\/beckett_baracco-2-1-1024x675.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1748","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1748"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1748\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1757,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1748\/revisions\/1757"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1756"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1748"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1748"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1748"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}