{"id":1817,"date":"2017-11-14T17:21:25","date_gmt":"2017-11-14T16:21:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=1817"},"modified":"2017-11-14T17:21:25","modified_gmt":"2017-11-14T16:21:25","slug":"alzheimer-occhi-che-cercano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2017\/11\/14\/alzheimer-occhi-che-cercano\/","title":{"rendered":"ALZHEIMER Occhi che cercano"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_1820\" aria-describedby=\"caption-attachment-1820\" style=\"width: 615px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-1820 \" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere.jpg\" alt=\"\" width=\"615\" height=\"411\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere.jpg 980w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere-768x513.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere-40x27.jpg 40w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2017\/11\/alessandro-haber-lucrezia-lante-della-rovere-650x434.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 615px) 100vw, 615px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1820\" class=\"wp-caption-text\">Alessandro Haber e Lucrezia Lante della Rovere<\/figcaption><\/figure>\n<p>Arriva lui, trafelato, sembra un leone in gabbia: \u00abQuando la facciamo quest&#8217;intervista?\u00bb, incalza. \u00abAspettiamo che arrivi lei\u00bb, rispondiamo. \u00abAllora io vado in camerino a ripassare la parte\u00bb, ribatte lui. Ed esce di scena. Ammirevole professionalit\u00e0 e umilt\u00e0, viene da pensare, dal momento che non si tratta di un debutto ma siamo alla cinquantesima replica. Rientra dopo 15 minuti, arriva lei che dall&#8217;alto dei suoi centonovanta centimetri inonda il palcoscenico con una folata di aristocratica serenit\u00e0 e di nobile nonchalance. Seduti uno accanto all&#8217;altro in procinto di essere intervistati <strong>Alessandro Haber<\/strong> e <strong>Lucrezia Lante della Rovere<\/strong> sono un vistoso ed eclatante ossimoro per statura e stato d&#8217;animo. Eppure sono padre e figlia sul palco del <strong>Teatro Ambra Jovinelli di Roma<\/strong>. Lo spettacolo in questione \u00e8 <strong><em>Il Padre<\/em><\/strong> del giovane drammaturgo francese Florian Zeller in grado di fornire un quadro ficcante e lacerante su un tema pesante e scomodo: l&#8217;<strong>Alzheimer<\/strong>, con tutte le sue implicazioni patologiche, relazionali, psicologiche e sociali.<\/p>\n<p>Un problema che interessa solo in Italia milioni di persone se si calcola che seicentomila sono le vittime di questa malattia, ma a esserne coinvolti sono i familiari tutti. La prima domanda \u00e8 proprio sull&#8217;importanza di questo tema e sulle ragioni della loro scelta artistica. Haber parte in quarta: \u00abSia nella vita che nel teatro ho sempre cercato di fare scelte che abbiano una forza, un valore, un senso, un&#8217;etica, che facciano pensare, riflettere, emozionare, per evitare che il pubblico vada via dalla platea vacuo. E <em>Il Padre<\/em> va esattamente in questa direzione, tanto pi\u00f9 che la trovata geniale dell&#8217;autore \u00e8 stata quella di mettere gli spettatori nella testa di Andrea, il protagonista malato di Alzheimer, facendogli vivere tutte le sue confusioni, visioni, smarrimenti, bisogni e lucide follie\u00bb.<\/p>\n<p>Concorda totalmente Lucrezia Lante della Rovere sull&#8217;idea di un teatro che debba scuotere le coscienze: \u00abLe angosce, le ansie, tutte le sfaccettature della vita devono essere portate sul palcoscenico. Noi andiamo in tourn\u00e9e per un anno e pi\u00f9 e se non veicoliamo un pensiero denso e profondo non ha senso allora fare questo mestiere\u00bb. \u00abDetto ci\u00f2 &#8211; aggiunge Haber -, il teatro \u00e8 per me una panacea perch\u00e9 qui su queste tavole io mi sento al riparo da tutte le falsit\u00e0, le cattiverie e gli opportunismi che ci sono l\u00e0 fuori\u00bb. Che tipo di lavoro avete fatto per riuscire a cogliere la verit\u00e0 dei vostri personaggi? \u00abAdoro la parola &#8220;verit\u00e0&#8221; &#8211; ribatte subito Alessandro Haber &#8211; e cerco sempre di viverla in scena senza usare il perbenismo teatrale. Non so dov&#8217;\u00e8 il diaframma e non voglio saperlo, odio gli attori che &#8220;recitano&#8221;, mi fanno venire il voltastomaco. Per quanto riguarda questo personaggio di certo non sono andato a studiarmi i malati di Alzheimer, ma sono riuscito a entrare nella loro mente forse per sensibilit\u00e0, per talento fino ad arrivare persino a percepire la paura, il panico che questi malati provano ad esempio nei momenti in cui hanno sprazzi di lucidit\u00e0 quando la coscienza della loro patologia gli si palesa spietata davanti ai loro occhi\u00bb. \u00abNel caso di Anna, il mio personaggio &#8211; spiega Lucrezia &#8211; ho messo in campo le mie fragilit\u00e0, come la difficolt\u00e0 di prendersi cura di una persona che ami e che stai per perdere, il sentirsi incapaci di aiutare perch\u00e9 quando ti si ammala un genitore \u00e8 la prima volta che ti capita e non sai come comportarti\u00bb. Senz&#8217;altro questo testo vi ha spinto a indagare il mistero della sofferenza. Quali riflessioni vi ha innescato? \u00abChe non sei onnipotente &#8211; replica prontamente Haber -, che siamo labili e fragili, che siamo nelle mani di qualcosa di altro e oltre. La malattia ti cambia, ti rende meno aggressivo e pi\u00f9 consapevole delle priorit\u00e0 della vita\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIl dolore \u00e8 un maestro di vita &#8211; conferma l&#8217;attrice romana -, ti insegna molto. Ho seguito un&#8217;amica in un percorso dolorosissimo, ma lo ricordo come una delle esperienze pi\u00f9 belle della mia vita perch\u00e9 abbiamo messo in atto slanci di amore inimmaginabili, da un dramma \u00e8 nata un&#8217;opportunit\u00e0 straordinaria\u00bb. Haber dice di s\u00e9: \u00abIo non mi preparo mai. Faccio arrabbiare registi e colleghi perch\u00e9 non so mai la parte fino al giorno prima; ho un pessimo carattere, gli scontri con la compagnia sono la prassi; per\u00f2 so chiedere scusa. Non ho mai nessuna sicurezza, ancora me la faccio sotto a ogni spettacolo. Ma poi, quando salgo sul palco, non ce n&#8217;\u00e8 pi\u00f9 per nessuno, so come occupare lo spazio, so chi devo diventare\u00bb. Lucrezia Lante della Rovere, conferma? \u00abAl cento per cento. Tutto vero\u00bb. E come vive Lucrezia i momenti dietro le quinte che precedono l&#8217;entrata in scena? \u00abFaccio stretching, sciolgo i muscoli, ginnastica distensiva\u00bb. \u00abPosso approfittare per dirtelo una volta per tutte? &#8211; interviene il collega bolognese -. Non lo fare pi\u00f9! Mi distrai mentre sono in scena con tutte quelle tue movenze strane\u00bb. Lui e lei, padre e figlia in scena, bisticciano, si abbracciano, ridono. <em>Empatia vincit omnia<\/em>, la magia del teatro che vince ogni contrasto e concilia gli opposti.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n<p><strong>LO SPETTACOLO<\/strong><\/p>\n<p>\u00abSono una mente che sta perdendo le foglie\u00bb. \u00c8 la descrizione poetica e folgorante che Florian Zeller mette sulle labbra di Andrea, il suo personaggio malato di Alzheimer, in un barlume di lucidit\u00e0 al termine dello spettacolo <em>Il Padre<\/em> in scena al Teatro Ambra Jovinelli di Roma fino al 19 novembre. Il testo racconta, senza pietismi e in modo analitico e originale, la regressione di un padre vittima di questa malattia degenerativa e del tentativo vano della figlia di assistere e controllare le conseguenze della patologia. La pi\u00e8ce dal 2012 ha girato tutta la Francia, giunta a Londra e Broadway, adattata per il grande schermo, fatto incetta di riconoscimenti e apprezzamenti. Qui in Italia riscuote un indubbio e limpido successo di pubblico grazie alla interpretazione di Alessandro Haber che vive sulla scena il personaggio dell&#8217;anziano padre malato, Lucrezia Lante della Rovere nei panni della figlia Anna e degli altri interpreti, David Sebasti, Daniela Scarlatti, Ilaria Genatiempo e Riccardo Floris, tutti in grado di trovare una chiave coerente e incisiva per dei personaggi non facili da inquadrare in quanto frutto delle proiezioni della mente confusa del protagonista. La regia non sempre ispirata \u00e8 di Piero Maccarinelli. La tourn\u00e9e proseguir\u00e0 fino a met\u00e0 marzo e dopo Roma toccher\u00e0 nell&#8217;immediato Gallarate, Lucca e Treviso. (M. Sci.)<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Arriva lui, trafelato, sembra un leone in gabbia: \u00abQuando la facciamo quest&#8217;intervista?\u00bb, incalza. \u00abAspettiamo che arrivi lei\u00bb, rispondiamo. \u00abAllora io vado in camerino a ripassare la parte\u00bb, ribatte lui. Ed esce di scena. Ammirevole professionalit\u00e0 e umilt\u00e0, viene da pensare, dal momento che non si tratta di un debutto ma siamo alla cinquantesima replica. 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