{"id":2020,"date":"2018-03-01T17:59:28","date_gmt":"2018-03-01T16:59:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=2020"},"modified":"2018-03-01T17:59:28","modified_gmt":"2018-03-01T16:59:28","slug":"delbono-dal-vangelo-alla-gioia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2018\/03\/01\/delbono-dal-vangelo-alla-gioia\/","title":{"rendered":"DELBONO Dal &#8220;Vangelo&#8221; alla &#8220;Gioia&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"alignnone size-large wp-image-2023\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT-650x433.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/03\/La-Gioia-Pippo-Delbono-ERT.jpg 1620w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><\/p>\n<p>\u00abPippo, devi fare qualcosa che parli dell&#8217;amore. Dovresti fare il Vangelo. C&#8217;\u00e8 tanto bisogno di amore in questo mondo\u00bb. A esternare con dolce fermezza questa preghiera sconfinante nell&#8217;implorazione fu Margherita, in punto di morte, la mamma, fervente cattolica, del suo unigenito Pippo che da 30 anni aveva abbracciato il buddismo. Dentro l&#8217;animo di <strong>Pippo Delbono<\/strong> si scaten\u00f2 allora una tempesta: i suoi ricordi di un&#8217;educazione devozionale e i solchi di un catechismo coercitivo lottavano ferocemente contro il desiderio autentico di esaudire la richiesta materna e di riconciliarsi con l&#8217;idea di un Dio Padre infinito amore. La soluzione fu mettersi in cammino. Verso dove? Nei luoghi deputati del dolore, laddove \u00e8 possibile oggi abbracciare la croce, accogliere gli strazi e le ferite, dove le parole \u00abero straniero e mi avete ospitato, ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere\u00bb diventavano carne, l\u00ec dove il Vangelo appunto si incarnava, tra i profughi, i rifugiati, gli uomini scampati agli odierni esodi.<\/p>\n<p>\u00c8 da questo tuffo nella sofferenza che nasce <strong><em>Vangelo<\/em><\/strong>, spettacolo presentato in prima mondiale al Teatro Nazionale Croato di Zagabria l&#8217;11 dicembre 2015 e diventato film, prodotto tra gli altri da Donatella Palermo e dai noti registi e sceneggiatori belgi, i <strong>fratelli Dardenne<\/strong>. La fotografia si avvale dell&#8217;apporto di <strong>Fabrice Aragno<\/strong> e la colonna sonora delle musiche di <strong>Enzo Avitabile<\/strong>. Il film sar\u00e0 proiettato il 29 e 30 marzo in numerose citt\u00e0 e nelle sale aderenti all&#8217;Acec. La ricerca e il viaggio nelle urgenze dell&#8217;umanit\u00e0 dell&#8217;artista ligure non resta intrappolato sul grande schermo, ma proprio questa sera esonder\u00e0 sulle tavole del palcoscenico e sulla platea del <strong>Teatro Arena del Sole di Bologna<\/strong> con un evento il cui titolo declina un altro valore dal respiro evangelico: <strong><em>La Gioia<\/em><\/strong>. Ma attenzione, la gioia di Pippo Delbono invita ad andare al di l\u00e0 degli stereotipi e delle apparenze, lungi dalla spensieratezza si ispira pi\u00f9 alla &#8220;perfetta letizia&#8221; francescana.<\/p>\n<p><em>La gioia non solo non fa rima con morte, ma di solito viene collocata agli antipodi dell&#8217;evento luttuoso; e invece tu volevi addirittura inizialmente intitolare lo spettacolo &#8220;Una morte gioiosa&#8221; e non per mera provocazione.<br \/>\n<\/em>\u00abNo, non ho pi\u00f9 l&#8217;et\u00e0 per provocare, cos\u00ec come non ho mai avuto intenzioni provocatorie, ad esempio con <em>Vangelo<\/em>, perch\u00e9 lo scandalo \u00e8 insito nelle parole stesse di Cristo quando dice: &#8220;Se non diventerete come bambini non entrerete nel regno dei cieli&#8221;\u00bb.<\/p>\n<p><em>Altrettanto oggettivamente scandaloso per\u00f2 \u00e8 al giorno d&#8217;oggi associare l&#8217;idea della morte a quella della gioia, a maggior ragione in un&#8217;epoca di morti spettacolarizzate a fronte di un processo ormai annoso di rimozione del morire. C&#8217;\u00e8 l&#8217;intenzione di contrastare l&#8217;operazione di rigetto e rifiuto della morte con lo spettacolo<\/em> La Gioia<em>?<\/em><br \/>\n\u00abAssolutamente s\u00ec. La gioia pu\u00f2 essere tale solo se si rapporta con la morte, non \u00e8 un &#8220;facciamo finta che tutto va bene&#8221;. La gioia nella morte \u00e8 secondo me un grande obiettivo che bisogna mettersi nella vita. E lo dico in un periodo della mia esistenza molto difficile e critico in cui sto combattendo contro i nemici, i demoni che sono nella mia testa. Ma ringrazio ogni giorno per il dono della vita, sono grato per la giornata di oggi in cui sono riuscito a lavorare, a creare qualcosa per lo spettacolo, persino a cantare. Spero solo che questo spettacolo comunichi alla gente la coscienza che non si giunge alla luce se non si passa dal dolore perch\u00e9 gioia vuol dire anche sincerit\u00e0, onest\u00e0 con se stessi, amare qualcosa di profondo, di intimo anche se \u00e8 difficile amare se stessi\u00bb.<\/p>\n<p><em>Consapevole che i tuoi spettacoli sono sempre pi\u00f9 che mai &#8220;in fieri&#8221;, in continuo divenire e crescono, si evolvono col tempo e con le repliche, si possono anticipare alcune visioni certe, qualche punto fermo?<\/em><br \/>\n\u00abPremesso che non ho alcuna ansia stavolta per la prima di Bologna e che espliciter\u00f2 che si tratta di un work in progress, di uno &#8220;studio&#8221;, come si dice ora, posso tranquillamente svelare che le scenografie saranno quasi assenti, che ci sar\u00e0 un enorme tappeto floreale\u00bb.<\/p>\n<p><em>Perch\u00e9 la scelta dei fiori?<\/em><br \/>\n\u00abPerch\u00e9 ho provato una profonda tenerezza quando di recente ho visto un fiore spuntare nella neve, l&#8217;ennesima dimostrazione della vita e della delicatezza che non muore, ma vince sul gelo e sulla morte\u00bb.<\/p>\n<p><em>Altre certezze per chi assister\u00e0 allo spettacolo?<\/em><br \/>\n\u00abChe toccher\u00f2 il tema dell&#8217;esodo, dei rifugiati e poi credo che si percepir\u00e0 che questa esperienza artistica \u00e8 il risultato di un abbattimento di barriere fra attori e tecnici scaturito da uno spirito di comunit\u00e0 e condivisione totale. Ma in particolare la mia speranza \u00e8 che arrivi al pubblico un concetto a cui tengo sommamente: la gioia non \u00e8 nulla di statico, non \u00e8 un dato o un obiettivo acquisito, \u00e8 una meta, \u00e8 un cammino\u00bb.<\/p>\n<p><em>A tale proposito non si possono ignorare le parole di papa Francesco proprio sulla gioia, da lui definita in una meditazione nella Cappella di Santa Marta, &#8220;un dono profondo che ci riempie da dentro, una virt\u00f9 pellegrina che cammina sulla strada della vita assieme a Ges\u00f9&#8221;.<\/em><br \/>\n\u00abAnche se sono buddista c&#8217;\u00e8 totale aderenza alle parole di papa Francesco che per me rappresenta uno degli ultimi rivoluzionari, d&#8217;amore si intende. E a proposito di amore e grandezza d&#8217;animo dopo tutto mi piacerebbe che in questo spettacolo si ridesse anche di cuore\u00bb.<\/p>\n<p><strong>IL DEBUTTO. A Bologna il doloroso viaggio dell&#8217;uomo tra il dono della vita e i propri demoni<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 praticamente impossibile informare lo spettatore sullo sviluppo drammaturgico de <em>La Gioia<\/em>, il nuovo allestimento di Pippo Delbono, prodotto da Emilia Romagna Teatro e presentato in prima assoluta questa sera al Teatro Arena del Sole di Bologna fino a domenica 4 marzo. Si tratta infatti di un evento pensato per vivere di metamorfosi continue che si evolveranno e si nutriranno della sensibilit\u00e0 e della capacit\u00e0 di coinvolgimento della platea stessa. Pertanto sar\u00e0 un viaggio che proceder\u00e0 per tentativi in cui per\u00f2 alcune certezze sono identificabili e individuabili: la presenza del nucleo storico della compagnia con Gianluca, Bob\u00f2 e Nelson, icone spiazzanti e lancinanti della poetica di Delbono sempre alla ricerca della verit\u00e0 fuori dai canoni e dentro la diversit\u00e0. E poi i fedelissimi Pepe Robledo, Simone Goggiano, Ilaria Distante, Mario Intruglio a cui si aggiunge, come gi\u00e0 in <em>Vangelo<\/em>, il rifugiato afgano Zakria Safi. Il palcoscenico poi sar\u00e0 sommerso dalle composizioni floreali magiche e inimitabili del fiorista Thierry Boutemy, invaso dalle sonorit\u00e0 di Antoine Bataille e dai versi del poeta giapponese Kikuo Takano.<\/p>\n<p>Scenografia quasi assente, eccetto apparizioni di burattini volanti come acrobati e sagome di cani in guisa di giocolieri. Bandita, o perlomeno stigmatizzata e ridicolizzata, qualunque banalizzazione della gioia ridotta dalle derive consumistiche a vacua allegrezza, euforico edonismo o festaiolo sentimento. Cercata di contro la gioia, quella profonda, ineffabile e inspiegabile, nelle ferite dell&#8217;animo, nei grumi di dolore, nelle notti oscure. Trovata? Non \u00e8 dato sapere. Sappiamo di certo per\u00f2 che, immancabilmente, in scena, in platea e dietro le quinte ci sar\u00e0 un artista ancora una volta in grado di darsi in pasto. <em>La Gioia<\/em> sar\u00e0 poi in tourn\u00e9e dal 12 al 17 marzo in India in occasione delle ottave olimpiadi di Teatro e torner\u00e0 in Italia la prossima stagione dall&#8217;8 all&#8217;11 novembre al Teatro Storchi di Modena. E sar\u00e0 giustamente e inevitabilmente un&#8217;altra &#8220;gioia&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abPippo, devi fare qualcosa che parli dell&#8217;amore. Dovresti fare il Vangelo. C&#8217;\u00e8 tanto bisogno di amore in questo mondo\u00bb. A esternare con dolce fermezza questa preghiera sconfinante nell&#8217;implorazione fu Margherita, in punto di morte, la mamma, fervente cattolica, del suo unigenito Pippo che da 30 anni aveva abbracciato il buddismo. 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