{"id":2354,"date":"2018-06-15T14:14:35","date_gmt":"2018-06-15T12:14:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=2354"},"modified":"2018-06-15T14:39:27","modified_gmt":"2018-06-15T12:39:27","slug":"la-scena-e-labirinto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2018\/06\/15\/la-scena-e-labirinto\/","title":{"rendered":"La scena \u00e8 LABIRINTO"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2356\" aria-describedby=\"caption-attachment-2356\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni.png\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-2356\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-1024x682.png\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni.png 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-300x200.png 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-768x512.png 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-41x27.png 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-280x186.png 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/Un-momento-di-Il-seme-della-tempesta-del-Teatro-Valdoca-per-la-regia-di-Cesare-Ronconi-Bertoni-650x433.png 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2356\" class=\"wp-caption-text\">Un momento di <em>Il seme della tempesta<\/em> del Teatro Valdoca, per la regia di Cesare Ronconi (Bertoni)<\/figcaption><\/figure>\n<p>NAPOLI Che il teatro sia un sogno \u00e8 assodato. Un sogno elaborato drammaturgicamente dallo scrittore, assimilato dal regista che lo offre agli attori, i quali a loro volta lo introiettano per poi donarlo allo spettatore, che infine metabolizzer\u00e0 l&#8217;impalpabile materia facendola sedimentare nel proprio inconscio. Tutte queste metamorfosi oniriche, che paiono ovviet\u00e0 infantili ma che hanno resistito impavidi all&#8217;evoluzione di mode, mezzi e intermezzi di comunicazione e risultano davvero commoventi e vitali di fronte alle solipsistiche declinazioni digitali, sono sempre state ben saldamente presenti nella coscienza di <strong>Ruggero Cappuccio<\/strong>. Il direttore artistico, infatti, al timone per il secondo anno consecutivo, ha voluto caratterizzare l&#8217;inizio dell&#8217;undicesima edizione del <strong>Napoli Teatro Festival Italia<\/strong> con un weekend all&#8217;insegna di spettacoli che il sogno lo hanno abitato, scrutato e dilatato in vario modo.<\/p>\n<p>Quattro opere su 85 nazionali e internazionali sono poche per caratterizzare una rassegna che prevede 33 giorni di programmazione<strong> fino al 10 luglio<\/strong> per 160 recite complessive, ma di certo hanno dato un messaggio inequivocabile agli spettatori: perdete ogni certezza voi ch&#8217;entrate. E di convenzioni stereotipate non ce ne sono affatto in <strong><em>Un attimo prima<\/em><\/strong>, 50 minuti di viaggio sinestetico a 360 gradi del corpo, della mente, dell&#8217;animo che smuove e commuove, spiazza e strazia, accarezza e spezza. A creare e garantire questa esperienza multisensoriale che vive di paradossi perch\u00e9 leggera e profonda, delicata e penetrante, gioiosa e struggente, fragile e forte, la sensibilit\u00e0 unica di <strong>Gabriella Salvaterra<\/strong> che per quasi venti anni ha lavorato col <strong>Teatro de los Sentidos <\/strong>di <strong>Enrique Vargas<\/strong> in cui l&#8217;unica regola \u00e8 sempre stata il gioco. E sono abili giocolieri e funamboli di emozioni gli attori che conducono 12 spettatori-viaggiatori in un percorso in cui al buio, o in penombra, o con luci soffuse si vivono incontri, si percepiscono essenze, si accolgono frammenti di confessioni di vita, si ricevono contatti, si balla, si interagisce, si manipolano ricordi, si scrivono confidenze. Si \u00e8 come sospesi in una dimensione fuori dal tempo e dallo spazio ma lucidamente dentro se stessi, condotti, ma non costretti, con sapiente costruzione drammaturgica, a guardare nelle feritoie delle proprie ferite, a riflettere sulle rotture fisiche ed emotive, sulle crepe del passato e sulle cicatrici del presente. Se ne esce educati all&#8217;arte dell&#8217;ascolto e con qualche feconda lacrima sul volto.<\/p>\n<p>Si fa fatica invece a entrare pienamente nell&#8217;articolato e complesso sogno allestito dal <strong>Teatro Valdoca<\/strong>. <em><strong>Il seme della tempesta<\/strong><\/em> presentato al <strong>Teatro Bellini<\/strong> \u00e8 l&#8217;evoluzione e il compimento in forma di trilogia di <em>Giuramenti<\/em> che aveva debuttato un anno fa al Bonci di Cesena. Qui il regista <strong>Cesare Ronconi<\/strong> conferisce assoluta pienezza a un progetto laboratoriale che aveva gi\u00e0 coinvolto dodici under 30 a cui se ne sono aggiunti altri venti. La loro forza e precisione corale e formale \u00e8 indubbia, l&#8217;autenticit\u00e0 delle loro urgenze di ribellione a rapporti asfittici e sterili \u00e8 dirompente, cos\u00ec come adamantina e folgorante \u00e8 la necessit\u00e0 di una dimensione spirituale e trascendente, unica arma salvifica che possa far \u00abvivere l&#8217;avventura d&#8217;essere vivi\u00bb. La fatica a volteggiare nella dimensione onirica cui si accennava riguarda per\u00f2 i primi venti minuti trascorsi tra i suoni materici, ancestrali o elettronici e i primissimi piani virati in bianco e nero ed evocanti ombre del passato. Nelle intenzioni del regista dovevano essere propedeutici alla concentrazione perch\u00e9 da vivere in modalit\u00e0 itinerante; purtroppo fruiti sulle statiche poltrone la loro funzionalit\u00e0 si \u00e8 tradotta in turgida componente estetizzante. Carichi di complessi simbolismi anche le innumerevoli coreografie, mentre emergono in tutta la loro purezza e incisivit\u00e0 i testi di <strong>Mariangela Gualtieri<\/strong> presente anche in scena in un memorabile discorso testamentario, un inno all&#8217;amore che resta, mentre \u00abil resto \u00e8 scoria\u00bb.<\/p>\n<p>Le scorie malefiche e ancora pulsanti del &#8220;day after&#8221; la tragedia del <em>Macbeth<\/em> shakespeariano hanno invece affascinato la mente visionaria di <strong>Pierpaolo Sepe<\/strong> che con <em>Abitare la battaglia<\/em> ha voluto indagare le conseguenze del male che agita i fantasmi protagonisti di uno dei pi\u00f9 cupi e neri drammi elisabettiani. Settanta minuti in cui il sogno si rivela subito un incubo. Anche qui un prologo di cinque minuti di totale inattivit\u00e0 in cui i sette interpreti in proscenio fissano inerti il pubblico per poi progressivamente inanellare sequenze coreografiche di plastiche pose via via sempre pi\u00f9 parossistiche accompagnate da una musica emozionale e incalzante. Parole assenti o quasi nella prima mezz&#8217;ora, in seguito solo poche citazioni dal testo originale in inglese. Ma non importa. Ci\u00f2 che davvero conta sono le evocazioni tutte corporee dell&#8217;inferno a cui un&#8217;umanit\u00e0 tutta materica e priva di spiritualit\u00e0 si autocondanna.<\/p>\n<p>Parimenti senza via di uscita dalla propria gabbia di frustrazioni e fallimenti, infine, il figlio Alfredo protagonista di<em> <strong>Regina Madre<\/strong><\/em>, l&#8217;opera di <strong>Manlio Santanelli<\/strong> del 1984 che Ionesco defin\u00ec &#8220;\u00e9xtraordinaire&#8221;. E indubbiamente fuori dall&#8217;ordinario le prove di <strong>Fausto Russo<\/strong> <strong>Alesi<\/strong> e <strong>Imma Villa<\/strong> che danno vita a esilaranti e pi\u00f9 spesso caustici e sarcastici duelli-duetti in un continuo ribaltamento di ruoli. Il rapporto fra la classica madre dispotica, vittimista e capace di innescare crudeli sensi di colpa e un figlio intrappolato nelle proprie ferite, incapace di affrancarsi e di rivolgere sguardi compassionevoli, nella versione allestita da <strong>Carlo Cerciello<\/strong> acquista molteplici e sempre pi\u00f9 vertiginosi livelli di lettura: dall&#8217;iniziale realismo si scivola nel grottesco, poi nel surreale, infine nel drammatico. Il tutto connotato in modo eloquente all&#8217;interno di una scena-stanza mentale con l&#8217;imponente lettone materno e un bianco accecante che obnubila e paralizza le coscienze.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"NAPOLI Che il teatro sia un sogno \u00e8 assodato. Un sogno elaborato drammaturgicamente dallo scrittore, assimilato dal regista che lo offre agli attori, i quali a loro volta lo introiettano per poi donarlo allo spettatore, che infine metabolizzer\u00e0 l&#8217;impalpabile materia facendola sedimentare nel proprio inconscio. Tutte queste metamorfosi oniriche, che paiono ovviet\u00e0 infantili ma che [&hellip;]","protected":false},"author":32,"featured_media":2355,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[260,428,330,419,426,417,422,427,424,331,257,415,423,425,259,416,421,418,420,262],"class_list":["post-2354","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-nostre-recensioni","tag-avvenire","tag-carlo-cerciello","tag-cesare-ronconi","tag-enrique-vargas","tag-fausto-russo-alesi","tag-gabriella-salvaterra","tag-il-seme-della-tempesta","tag-imma-villa","tag-manlio-santanelli","tag-mariangela-gualtieri","tag-michele-sciancalepore","tag-napoli-teatro-festival-italia","tag-pierpaolo-sepe","tag-regina-madre","tag-retroscena","tag-ruggero-cappuccio","tag-teatro-bellini","tag-teatro-de-los-sentidos","tag-teatro-valdoca","tag-tv2000"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2018\/06\/1_NTFI2018_MimmoPaladino-747x1024.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2354","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2354"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2354\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2357,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2354\/revisions\/2357"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2355"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2354"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2354"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2354"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}