{"id":2950,"date":"2019-05-02T14:05:48","date_gmt":"2019-05-02T12:05:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=2950"},"modified":"2019-05-02T14:05:48","modified_gmt":"2019-05-02T12:05:48","slug":"donnafugata-il-piu-piccolo-teatro-sposato-alla-scala","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2019\/05\/02\/donnafugata-il-piu-piccolo-teatro-sposato-alla-scala\/","title":{"rendered":"Donnafugata, il pi\u00f9 piccolo teatro sposato alla Scala"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_2957\" aria-describedby=\"caption-attachment-2957\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2957 size-full\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"584\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1.jpg 800w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1-300x219.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1-768x561.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1-37x27.jpg 37w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1-280x204.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2019\/05\/teatro-donnafugata-1-650x475.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2957\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;interno del Teatro Donnafugata di Ragusa Ibla<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel cuore di <strong>Ragusa Ibla<\/strong>, uno dei nuclei del barocco siciliano, precisamente in via Pietro Novelli, c&#8217;\u00e8 un palazzo dalla facciata abbastanza anonima. Non vi \u00e8 alcuna insegna, n\u00e9 segnalazione, ma se si attraversa la porta al civico 5, anch&#8217;essa di ordinaria fattura, si entra in un&#8217;altra epoca, si fa un salto temporale indietro di 170 anni. E se si capita in una di quelle serate in cui \u00e8 previsto un evento, allora si viene accolti da una nobile famiglia che, con gioia e autentico desiderio di condivisione, guida gli ospiti attraverso prima una stupefacente sala dorata, poi quella della musica per trovarsi infine di fronte a una botola che una volta aperta immette in un sottoscala ricavato nella roccia il quale conduce nel mezzo di un&#8217;assoluta meraviglia, in un palchetto centrale all&#8217;interno di un intimo gioiello teatrale, una classica bomboniera. Si vive insomma un vero e proprio coup de th\u00e9\u00e2tre e anche un colpo al cuore. Lo stesso che sperimentavano le persone che frequentavano questa casa nella seconda met\u00e0 dell&#8217;800 invitate a fruire privatamente di una rappresentazione lirica.<\/p>\n<p>\u00c8 il Palazzo Arezzo all&#8217;interno del quale \u00e8 custodito il <strong>Teatro Donnafugata<\/strong> che con i suoi 99 posti e un\u2019acustica perfetta \u00e8 il pi\u00f9 piccolo spazio scenico dell&#8217;Opera attivo in Italia. Ma le sorprese non finiscono qui. A dirigere il Donnafugata da quasi dieci anni, dopo un restauro durato sei anni, due donne, due bellezze mediterranee, due sorelle, Costanza e Vicky Di Quattro che hanno cos\u00ec ereditato artisticamente il teatro di famiglia dopo che da bambine lo avevano frequentato e calcato per vivere e inscenare i loro giochi d&#8217;infanzia: \u00abProprio qui su queste tavole del palco ci saremmo sposate milioni di volte \u2013 precisa Vicky \u2013. Da piccola sognavo il matrimonio e costringevo Costanza, pi\u00f9 piccola di me, a interpretare contemporaneamente pi\u00f9 ruoli, il mio sposo e il sacerdote che celebrava; io ero la sposa vestita a nozze\u00bb. Dal nonno, l&#8217;avvocato Salvatore Scucces, al padre Pietro, alle figlie, un teatro in casa propria, ricordi che trasudano dalle mura, un bene privato aperto per\u00f2 alla bellezza dell&#8217;arte e alla comunit\u00e0 ragusana.<\/p>\n<p>Dalla stagione 2010\/2011 si susseguono collaborazioni con compagnie nazionali, programmazioni di prosa, rassegne per bambini, musica classica, festival, mostre. Le due sorelle ci tengono a sottolineare come la gestione tutta al femminile (Clorinda Arezzo \u00e8 la terza donna del team in veste di coordinatrice organizzativa) sia non solo una peculiarit\u00e0 ma abbia rappresentato nella pi\u00f9 bassa Italia, pi\u00f9 a sud di Tunisi, un punto di forza, un volano al di l\u00e0 di tutti gli stereotipi che vedono il sesso debole in Sicilia rinchiuso fra le mura a gestire le faccende domestiche. Donne quindi tutt&#8217;altro che fugate, tantomeno cervelli in fuga, e per di pi\u00f9 madri: \u00abLe cose pi\u00f9 belle della mia vita \u2013 svela Vicky Di Quattro \u2013, la gravidanza, la maternit\u00e0 e quest&#8217;altro figlio che \u00e8 il teatro sono venute tutte insieme\u00bb.<\/p>\n<p>E gli spiazzamenti continuano, anzi in questo caso un eclatante corto circuito, un legame e una relazione davvero pi\u00f9 unica che rara: il teatro dell&#8217;Opera pi\u00f9 piccolo d&#8217;Italia col suo palcoscenico di cinque metri per sette ha creato dal 2017 una collaborazione con il tempio della lirica, il Teatro alla Scala di Milano col suo boccascena di sedici per dodici. I 1451 chilometri che separano via Filodrammatici da via Novelli si annullano, la mastodontica macchina teatrale milanese decide di dialogare con la minuscola realt\u00e0 iblea: \u00abUn&#8217;alchimia meravigliosa \u2013 riferisce con entusiasmo Costanza Di Quattro \u2013 nata quasi per caso grazie a Luisa Vinci, la direttrice dell&#8217;Accademia Teatro alla Scala di Milano, che mentre passeggiava per Ragusa Ibla entr\u00f2 qui, visit\u00f2 la casa e se ne innamor\u00f2\u00bb.<\/p>\n<p>Un amore che ha prodotto e portato nel Teatro Donnafugata due anni fa <em>Il Barbiere di Siviglia<\/em>, l&#8217;opera buffa di Gioachino Rossini, in versione ovviamente &#8220;pocket&#8221;, con una riduzione scenografica in miniatura senza rinunciare a qualit\u00e0, professionalit\u00e0 e perfezione artistica. Anzi, proprio la maniacalit\u00e0 del sistema organizzativo milanese aveva suscitato inizialmente un po&#8217; di disorientamento: \u00abQuando arriv\u00f2 il piano dei lavori dell&#8217;Accademia \u2013 confida Costanza \u2013 restammo spiazzati dal calendario programmato per ogni singolo minuto e rispetto alla nostra sicula percezione del tempo e degli appuntamenti molto pi\u00f9 vaga e dilatata c&#8217;era un abisso, sembrava un divario insormontabile. Ma poi l&#8217;empatia e il confronto reciproco hanno creato delle fusioni inusitate, noi abbiamo appreso e assimilato la precisione del lavoro di squadra e loro sono stati investiti dalla nostra scanzonata allegria e ironia che spesso risolve e fa superare molti problemi\u00bb. Un&#8217;unione che fa la forza manifestatasi anche nella coproduzione di quest&#8217;anno che ha portato all&#8217;allestimento del melodramma giocoso di Gaetano Donizetti <em>L&#8217;elisir d&#8217;amore<\/em>. In poco pi\u00f9 di un&#8217;ora con un sapiente adattamento del libretto, un&#8217;accurata e coerente selezione delle scene e delle arie, una scenografia minimale ma simbolicamente espressiva, con alcune alternative ed efficaci soluzioni registiche di Laura Galmarini e il talento dei solisti dell&#8217;Accademia milanese, si riesce a sintetizzare magistralmente la vicenda amorosa di Nemorino e Adina valorizzando la bellezza dell&#8217;infinitamente piccolo. Un sogno dunque che ha richiesto studio, caparbiet\u00e0, spregiudicatezza e anche una sana dose di incoscienza, simile a quella degli &#8220;innocenti&#8221; di Bertrand Russell che \u00abnon sapevano che il progetto che volevano realizzare era impossibile. E proprio per questo lo realizzarono!\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire&nbsp;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Nel cuore di Ragusa Ibla, uno dei nuclei del barocco siciliano, precisamente in via Pietro Novelli, c&#8217;\u00e8 un palazzo dalla facciata abbastanza anonima. 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