{"id":3362,"date":"2020-01-31T16:05:43","date_gmt":"2020-01-31T15:05:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=3362"},"modified":"2020-01-31T16:05:43","modified_gmt":"2020-01-31T15:05:43","slug":"emma-dante-mette-al-centro-la-maternita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2020\/01\/31\/emma-dante-mette-al-centro-la-maternita\/","title":{"rendered":"Emma Dante mette al centro la &#8220;maternit\u00e0&#8221;"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3365\" aria-describedby=\"caption-attachment-3365\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-3365 size-large\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali-650x433.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/01\/1579596986_MISERICORDIA_dasx-LoSiccoSaffiZambelliCarroccio2_ph\u00a9MasiarPasquali.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3365\" class=\"wp-caption-text\">Un momento dello spettacolo teatrale in scena al Piccolo Teatro Grassi di Milano fino al 16 febbraio foto \u00a9 Masiar Pasquali<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abCi sono occasioni in cui il critico rischia davvero\u00bb, cos\u00ec ammoniva Anton Ego, lo ieratico esperto gastronomico di Ratatouille, il celebre film di animazione della Pixar. E un inoppugnabile pericolo il recensore lo vive davvero durante la visione di <strong><em>Misericordia<\/em><\/strong>, l&#8217;ultimo lavoro scritto e diretto da <strong>Emma Dante<\/strong> in scena al <strong>Piccolo Teatro Grassi di Milano<\/strong> fino al 16 febbraio: quello di perdere lucidit\u00e0, distacco e raziocinio e farsi travolgere da ondate di emozione. Un atto unico di un&#8217;ora che smuove e commuove la coscienza perch\u00e9 realizza il pi\u00f9 classico e spiazzante dei paradossi della vita sintetizzabile con un verso della famosa Via del Campo di De Andr\u00e9: \u00abDai diamanti non nasce niente \/ dal letame nascono i fior\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 un inno alla vita che sboccia e d\u00e0 luce nel buio della miseria, un&#8217;ode intima alla donna e alla sua capacit\u00e0 generativa al di l\u00e0 del dato biologico, \u00abuna fabbrica d&#8217;amore\u00bb, come la stessa autrice e regista palermitana l&#8217;ha definito, che produce senso vitale laddove domina la mortificazione materiale e morale. La struttura formale di <em>Misericordia<\/em>, per chi conosce il teatro di Emma Dante, da <em>m-Palermu<\/em> a <em>Carnezzeria<\/em>, da <em>Bestie di scena<\/em> a <em>La scortecata<\/em>, non sorprende: scenografia assente, tanta oggettistica, in questo caso quattro seggioline di legno pieghevoli e una montagna di &#8220;monnezza&#8221;, pezze vecchie, oggetti logori, giocattoli rotti, materiali recuperati nell&#8217;indifferenziata; la musica \u00e8 mirata, potente e ficcante, senza alcun timore di svolgere una funzione fortemente simbolica; il linguaggio \u00e8 fusione fra corpo e verbo, parimenti loquaci e comunicativi al di l\u00e0 dell&#8217;effettiva comprensione delle cadenze dialettali; la fisicit\u00e0 infine \u00e8 come sempre deformata, destrutturata, menomata, sgraziata, ferita, lacerata perch\u00e9 \u00e8 nelle ombre delle crepe, delle storture e usure che Emma Dante trova significati illuminanti.<\/p>\n<p>Lineare invece \u00e8 in questo caso la trama dell&#8217;opera: Anna, Nuzza e Bettina, tre donne del sottosuolo che vivono in un sottoscala, un tugurio fatiscente, di giorno sferruzzano a maglia, confezionano &#8220;sciallette&#8221; per sbarcare un infimo lunario che arrotondano al tramonto, dopo una grottesca metamorfosi, esibendo e offrendo sulla soglia di casa ai passanti i loro corpi decadenti. Con esse vive Arturo, un ragazzo nato handicappato, figlio della loro amica Lucia morta dopo il parto prematuro, conseguenza della violenza e dei calci e pugni di &#8220;Geppetto&#8221;, un falegname che senza tregua la massacrava di botte. Le tre donne hanno, pur nell&#8217;alienazione e degrado infernale, amorevolmente adottato Arturo che non pronuncia mai parole ma, da spastico iperattivo quale \u00e8, esterna incessantemente e febbrilmente ogni emozione con movimenti parossistici, ossessivi dando luogo spesso a immaginifiche e ipnotiche danze come un impazzito derviscio rotante. Attraverso un fitto, serrato e concitato grammelot in dialetto si percepiscono le diatribe delle tre &#8220;madri&#8221; alle prese con le meschine conseguenze della miseria ma anche tutte unitamente intente a compiere il pi\u00f9 alto e puro atto d&#8217;amore: lasciar andare il figlio adottivo, l&#8217;unica gioia e ragione della loro vita, per assicurargli un futuro dignitoso. Arturo da &#8220;Pinocchio &#8211; burattino&#8221; si ribalter\u00e0 in ragazzo e lancer\u00e0 alle tre madri il suo unico suono sensato: \u00abmamma\u00bb! Ne scaturisce uno strazio dolcissimo privo di qualunque retorica anche grazie alle straordinarie interpretazioni di<strong> Italia Carroccio<\/strong>, <strong>Manuela Lo Sicco<\/strong> e <strong>Leonarda Saffi<\/strong> e alla superba performance di <strong>Simone Zambelli<\/strong>. Chiedere pertanto all&#8217;autrice e regista quale \u00e8 stata la genesi di questo piccolo, per durata ma non per intensit\u00e0, capolavoro diventa una necessit\u00e0: \u00abNon so esattamente cosa mi abbia portato a scrivere questa storia &#8211; confessa Emma Dante -, so soltanto che non \u00e8 uno spettacolo a tema; a un certo punto ho avuto voglia di parlare di maternit\u00e0, della violenza sulla donna, della malattia&#8230; Di certo la parola che lo intitola \u00e8 molto pertinente perch\u00e9 avere un cuore capace di comprendere la sofferenza, la miseria, la fragilit\u00e0 oggi \u00e8 fondamentale. Qualche giorno fa, per strada, ho visto un giovane buttato a terra, con delle coperte addosso. Vicino a lui stavano il suo cane e un cartello con la scritta &#8220;ho fame&#8221;. Sono passati un ragazzo e una ragazza, ben vestiti; guardavano le vetrine, forse erano in giro per fare shopping. Lui ha osservato la scena, si \u00e8 voltato verso di lei e ha detto: &#8220;mangia il cane&#8221;. Lei ha riso e sono passati oltre, continuando a guardare le vetrine. Ecco, questa durezza mi spaventa\u00bb.<\/p>\n<p>Lo spettacolo \u00e8 pervaso da un&#8217;indubbia p\u00ecetas ed Emma Dante \u00e8 convinta che il teatro debba servire ad ammorbidire i cuori di pietra. Non \u00e8 utopica come speranza? \u00abNo, perch\u00e9 il teatro deve rendere lo spettatore fragile ponendolo di fronte a un problema non per risolverlo, ma per creare consapevolezza e alla fine ci pu\u00f2 essere un abbraccio collettivo. Io faccio certamente un teatro che scuote, ma poi cerco sempre qualcosa di morbido, di leggero che pu\u00f2 intenerire\u00bb. Nel linguaggio biblico, sia in ebraico che in greco, la sede della misericordia era l&#8217;utero materno. Le protagoniste di questo testo sono femminili. Un caso? \u00abOvviamente no. &#8220;Femmina penso se penso l&#8217;umano&#8221;, \u00e8 un verso della Ballata delle donne di Sanguineti che ho voluto mettere come citazione iniziale nelle note di regia perch\u00e9 \u00e8 un inno alle donne che parla di culla, di pance, di guerra e il mio spettacolo \u00e8 un parto, un travaglio in cui il pubblico \u00e8 la levatrice e alla fine nasce questo ragazzino, un Pinocchio che diventa bambino\u00bb. Un tema parallelo che nel corso della messinscena emerge prepotentemente \u00e8 quello della cosiddetta &#8220;violenza di genere&#8221; \u00abNella nostra cultura la donna \u00e8 sempre stata considerata un oggetto da possedere. Ma anche l&#8217;informazione ha le sue responsabilit\u00e0 nella scelta lessicale di titoli fuorvianti o ambigui; ad esempio che significa dire &#8220;\u00e8 stata uccisa per amore&#8221;? La parola amore non c&#8217;entra niente; oppure &#8220;\u00e8 stata uccisa una prostituta&#8221;? Che importa se faceva la prostituta, o la casalinga, o la sarta? \u00c8 stata uccisa una persona. Punto. Piuttosto sposo l&#8217;idea di una scorta per le donne che vivono questo pericolo\u00bb.<\/p>\n<p>La maternit\u00e0, altro tema che attraversa lo spettacolo. Cosa significa essere madre per Emma Dante? \u00abPer me la maternit\u00e0 prescinde dagli organi interni, anche gli uomini possono essere madri, non \u00e8 il corpo che fa la madre, per questo credo nell&#8217;adozione. Io sono madre di un figlio adottato, il fatto che lui non sia uscito dal mio ventre e che io non l&#8217;abbia tenuto in grembo non ha assolutamente inficiato il mio essere madre, io sto vivendo una maternit\u00e0 fortissima che ha a che fare col prendersi cura di, con un trasmettere amore e sapere\u00bb. Quale delle opere di misericordia corporale e spirituale Emma Dante metterebbe al primo posto? \u00abAccogliere i forestieri. Opera ineludibile di questi tempi\u00bb. La scrittrice Elena Stancanelli a proposito dello spettacolo definisce la misericordia \u00abindecente e di scandalosa gratuit\u00e0\u00bb. Un cristiano non pu\u00f2 non pensare allo scandalo della croce \u00abConcordo appieno\u00bb.<\/p>\n<p>RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abCi sono occasioni in cui il critico rischia davvero\u00bb, cos\u00ec ammoniva Anton Ego, lo ieratico esperto gastronomico di Ratatouille, il celebre film di animazione della Pixar. 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