{"id":3621,"date":"2020-10-22T17:33:06","date_gmt":"2020-10-22T15:33:06","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=3621"},"modified":"2020-10-22T17:33:06","modified_gmt":"2020-10-22T15:33:06","slug":"gifuni-squarcio-i-silenzi-su-moro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2020\/10\/22\/gifuni-squarcio-i-silenzi-su-moro\/","title":{"rendered":"Gifuni, squarcio i silenzi su Moro"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3624\" aria-describedby=\"caption-attachment-3624\" style=\"width: 714px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-3624\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original.jpg\" alt=\"\" width=\"714\" height=\"535\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original.jpg 850w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-280x210.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-650x487.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2020\/10\/it_moro-gifuni-850-no-logo_original-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 714px) 100vw, 714px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3624\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;attore Fabrizio Gifuni, 54 anni autore e interprete del reading &#8220;Con il vostro irridente silenzio&#8221; incentrato sul caso Moro.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Alcuni fogli sparsi per terra formano un perimetro, un tavolino e una sedia sono un po&#8217; decentrati, un microfono campeggia in mezzo alla scena leggermente rialzata, un fondale anonimo rifletter\u00e0 cromaticamente le diverse pulsioni ed emozioni che si succederanno. In questo palco spoglio entra <strong>Fabrizio Gifuni<\/strong>, conquista il proscenio e con un prologo di una decina di minuti si rivolge direttamente alla platea illustrando la genesi dello spettacolo, fornendo una dettagliata analisi del quadro storico in cui \u00e8 incorniciato e annunciando un \u00abesperimento\u00bb: verificare se i prolifici e densi scritti che <strong>Aldo Moro<\/strong> elabor\u00f2 dal 16 marzo al 9 maggio del 1978, durante i funesti 55 giorni della sua prigionia con le Brigate Rosse, abbiano ancora, come un meteorite proveniente da un lontano passato, una carica magnetica e una temperatura in grado di produrre un riverbero nelle nostre menti e nei nostri corpi.<\/p>\n<p>L&#8217;oggetto quindi di questo empirico test sono i tanto famosi quanto rimossi 419 fogli che comprendono il memoriale di quasi 250 pagine e una novantina di lettere indirizzate a familiari, figure politiche e istituzionali. Quindi ancora un&#8217;opera dell&#8217;ingegno sul &#8220;caso Moro&#8221;? Niente affatto. L&#8217;ennesima disamina, indagine, riflessione sui controversi, tragici fatti di quei cupi e intricati anni di piombo? Tutt&#8217;altro. Al <strong>Piccolo Teatro Grassi di Milano<\/strong> fino a oggi (e a met\u00e0 gennaio, Covid permettendo, al <strong>Teatro della Pergola di Firenze<\/strong>) si assiste a qualcosa di mai visto, n\u00e9 sentito: <em><strong>Con il vostro irridente silenzio<\/strong><\/em> di e con Fabrizio Gifuni. Spettacolo mai udito prima perch\u00e9 quel fiume di parole ricercate e raffinate, chiare e profonde, sferzanti o struggenti, lucide o passionali, dolci o dirompenti dello statista democristiano non ha mai realmente irrigato le nostre menti e le nostre coscienze ed \u00e8 stato due volte inaridito e prosciugato. Solo otto furono infatti le lettere divulgate durante la prigionia di Moro e solo 10 su 245 le pagine del memoriale che le Brigate Rosse diffusero. Ma un secondo altrettanto assordante silenzio ed eclatante rimozione ha riguardato il voluminoso materiale scritto. E in questo caso le Br non c&#8217;entrano, c&#8217;entriamo noi. Ma il reading di Gifuni oltre che inaudito \u00e8 anche inedito perch\u00e9 in questo caso non c&#8217;\u00e8 alcuna narrazione o interpretazione degli avvenimenti bens\u00ec unicamente un&#8217;incarnazione delle parole, solo quelle di Moro, una selezione di una quarantina di brani fra missive e stralci del memoriale.<\/p>\n<p>\u00c8 un far risuonare il verbo nel proprio corpo che risulta evidente quando dopo il copioso e colloquiale prologo Gifuni innesca un repentino cambio di tensione, raccoglie da terra un po&#8217; di cenere e imbianca un ciuffo di capelli, poi sembra come percorso da alcune quasi impercettibili scosse di corrente e da quel momento per 115 minuti diventa lui stesso un inarrestabile flusso di coscienza, travolgente o avvolgente, dirompente o dilatato, in cui \u00e8 comunque l&#8217;animo a guidare la comunicazione. Alla fine risulta evidente che il meteorite \u00e8 ancora caldo, l&#8217;esperimento perfettamente riuscito e la platea fortemente elettrizzata.<\/p>\n<p>Ma non mancano le domande da porre all&#8217;autore e interprete di questa alchemica esperienza teatrale, a partire dalla scelta del titolo: \u00ab&#8221;Con il vostro irridente silenzio&#8221; &#8211; spiega Gifuni &#8211; \u00e8 l&#8217;incipit di una frase contenuta in una delle ultime lettere indirizzate alla Democrazia Cristiana. \u00c8 di una bellezza e potenza lessicale inusitata e fa parte di una serie di invettive durissime che Moro lancia contro i suoi ex colleghi di partito che lo hanno destituito nella sua parola e nella sua persona. Gli viene infatti platealmente detto: &#8220;Tu non sei Moro, le tue parole sono quelle di un uomo forse drogato, vittima della sindrome di Stoccolma, probabilmente impazzito&#8221;\u00bb. Un&#8217;altra implicita ma ineludibile questione che ci investe durante questo viaggio nei pensieri del grande politico rapito e ucciso riguarda il generale disinteresse nei confronti dei suoi scritti una volta misteriosamente ritrovati. La risposta che mi do \u00e8 che in questi decenni molti di noi hanno pi\u00f9 o meno supinamente accettato un&#8217;alienante deviazione secondo cui la memoria storica di questo Paese \u00e8 una faccenda abbastanza inutile, una perdita di tempo, in alcuni casi anche pericolosa, che ci confonde le idee perch\u00e9 siamo in un&#8217;Italia nuova che deve recidere i contatti con le proprie radici e il proprio passato, quindi perch\u00e9 parlare dei campi di concentramento, della Resistenza, della Costituzione, perch\u00e9 parlare delle carte di Moro? Il risultato \u00e8 che senza memoria si pu\u00f2 dire tutto e il contrario di tutto e cambiare le carte in regola ogni giorno. \u00c8 diventato divisivo parlare del 25 aprile ad esempio ed \u00e8 passato il concetto che andare a ficcanasare sui fatti del nostro passato contribuisce a confonderci le idee e non a renderci consapevoli del nostro presente. La scrittura turgida e accattivante di Aldo Moro \u00e8 il riflesso della sua ricchezza e complessit\u00e0 concettuale e solleva il problema dell&#8217;attuale impoverimento del linguaggio e semplificazione del pensiero. Pensare ci costa fatica e usiamo un numero miserabile di vocaboli. E questa povert\u00e0 di parole e di pensiero investe anche la politica. Come deve essere un politico? Deve essere una persona che assomiglia al vicino di casa? Che ci racconta cosa mangia, dove va al mare, su quale barca sale, a quale sagra va? Oppure \u00e8 uno diverso da noi perch\u00e9 ha fatto altri studi e al quale abbiamo delegato di fare qualcosa che noi non siamo in grado di fare? Moro non semplifica il suo linguaggio, non si adatta a parlare per slogan, perch\u00e9 la realt\u00e0 \u00e8 complessa, spesso un intrigo difficile, e non tutto pu\u00f2 essere bianco o nero. Lo spettacolo \u00e8 lungi da essere una canonizzazione di Moro bens\u00ec offre un quadro di luci e ombre sulla sua personalit\u00e0. Quale la luce pi\u00f9 luminosa e l&#8217;ombra pi\u00f9 tenebrosa? La luce \u00e8 quella di un uomo che parla in spirito di verit\u00e0, ci fa un dono enorme, ci restituisce il ritratto autentico di un Paese e di un periodo storico. La parte pi\u00f9 scura, pi\u00f9 violenta \u00e8 sempre vera ma dura e racconta cosa \u00e8 un uomo di Stato nei suoi aspetti pi\u00f9 bui, le sue pagine finali raggiungono un livello di indagine negli abissi delle oscurit\u00e0 dell&#8217;animo umano degne dei personaggi scespiriani. Lui stesso confessa di essersi trovato di fronte a vicende talmente abitate dal male da dover distogliere lo sguardo. Mai un uomo politico ha fatto una simile ammissione\u00bb.<\/p>\n<p>Veniamo all&#8217;hic et nunc, al \u00abqui e ora\u00bb: Fabrizio Gifuni, che in scena si nutre dell&#8217;energia, del respiro degli spettatori in sala, come sta vivendo queste, purtroppo necessarie, limitazioni? \u00abVivo sera per sera, cerco di accogliere quello che c&#8217;\u00e8. Ci sono aspetti anche sorprendentemente positivi, come ad esempio l&#8217;assenza dei colpi di tosse in sala, da quando c&#8217;\u00e8 il Covid nessuno tossisce pi\u00f9 in platea, non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuna raucedine. Comunque cercare di creare un respiro comune con spettatori mascherati \u00e8 difficile, vedere gli spazi vuoti, questi varchi in cui si disperde l&#8217;energia del pubblico \u00e8 pi\u00f9 faticoso ma si fa, e poi \u00abha da passa &#8216;a nuttata!\u00bb.<\/p>\n<p>RIPRODUZIONE RISERVATA&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Alcuni fogli sparsi per terra formano un perimetro, un tavolino e una sedia sono un po&#8217; decentrati, un microfono campeggia in mezzo alla scena leggermente rialzata, un fondale anonimo rifletter\u00e0 cromaticamente le diverse pulsioni ed emozioni che si succederanno. 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