{"id":3769,"date":"2021-01-11T16:54:14","date_gmt":"2021-01-11T15:54:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=3769"},"modified":"2021-01-11T17:06:35","modified_gmt":"2021-01-11T16:06:35","slug":"se-il-teatro-comunica-chi-non-sa-comunicare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2021\/01\/11\/se-il-teatro-comunica-chi-non-sa-comunicare\/","title":{"rendered":"Se il teatro comunica chi \u00abnon sa comunicare\u00bb"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3757\" aria-describedby=\"caption-attachment-3757\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2.jpg\"><img class=\"wp-image-3757 size-large\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-1024x576.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-280x158.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2-650x366.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/01\/Logos-2.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3757\" class=\"wp-caption-text\">La logoterapista Cecilia Moreschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Se fosse un elemento della natura sarebbe un albero, \u00absempre pronto a far nascere, sviluppare e maturare le proprie foglie, i fiori e i frutti. Altrettanto pronto a lasciarli andare quando giunge il momento\u00bb. A sposare questo edificante paragone \u00e8 <strong>Cecilia Moreschi<\/strong>, venticinque anni di studio e lavoro sul campo per raggiungere un obiettivo nobile e ambizioso: aiutare bambini, ragazzi e adulti a superare le disabilit\u00e0 dell&#8217;area del linguaggio e della comunicazione con l&#8217;arte che pi\u00f9 di tutte si fonda sull&#8217;espressione fisica, psichica e vocale, il teatro, in questo caso concepito come mezzo e non come fine.<\/p>\n<p>Cecilia Moreschi, con un background di regista, attrice e drammaturga, arriva pertanto gi\u00e0 dalla fine del 2018 a coniare una parola lunghissima e articolata ma che vuole sciogliere i nodi spesso aggrovigliati nell&#8217;umana natura: la &#8216;<strong>logoteatroterapia<\/strong>&#8216;, una disciplina volta ad abbattere barriere per portare sul palco audiolesi, iperattivi, dislessici e autistici. Ma come si fa a educare al controllo dei movimenti e dello spazio, alla relazione con il partner sulla scena, all&#8217;espressivit\u00e0 di emozioni e sentimenti chi tende a essere sempre fuori se stesso o al contrario chiuso nel proprio guscio, chi ha gravi difficolt\u00e0 locutorie o uditive? \u00abServono due requisiti innanzitutto &#8211; spiega Cecilia Moreschi &#8211; al giorno d&#8217;oggi poco frequentati: pazienza e capacit\u00e0 di ascolto\u00bb. Un lavoro quindi di costante attenzione e dedizione scevro da qualunque ansia da prestazione ma guidato da un radicato convincimento: \u00abChiunque pu\u00f2 fare teatro &#8211; afferma senza indugio Moreschi &#8211; non devi essere bello, magro, intonato, non devi saper suonare uno strumento. Basta avere un corpo e una voce\u00bb.<\/p>\n<p>Naturalmente si tratta di un percorso lungo e complesso fondato su tecniche corporali e propriocettive, un&#8217;esperienza accumulata nelle scuole, nei centri di riabilitazione e anche sintetizzata in un manuale teorico e pratico, <em>Logoteatroterapia, il teatro per le disabilit\u00e0 della comunicazione<\/em> edito da WriteUp. Non mancano poi metodi empirici bizzarri ma efficaci: \u00abSono in realt\u00e0 momenti ludici con una grande funzionalit\u00e0 &#8211; svela Cecilia Moreschi come ad esempio quello del &#8216;pongo&#8217; che consiste nel riscaldare il proprio corpo e la voce modellandolo come si fa con la plastilina alternando tensione e rilassamento. C&#8217;\u00e8 poi &#8216;la grande spolverata&#8217; che piace tantissimo: in pratica si tratta di togliere di dosso con un rituale ben preciso una metaforica polvere di stanchezza che spesso appesantisce i nostri corpi e i nostri animi\u00bb. C&#8217;\u00e8 inoltre un principio spiazzante ma inconfutabile che la logoteatroterapeuta ha potuto sperimentare: &#8216;l&#8217;inibizione salva&#8217;. Di norma si tende a stigmatizzare gli impedimenti, i divieti, gli ostacoli che reprimono la libera espressione delle proprie emozioni, ma quando ci si trova di fronte a soggetti logorroici o iperattivi il lavoro da fare \u00e8 invece quello di controllare e porre un freno alla loro incontinenza verbale o fisica. In questi casi l&#8217;inibizione salva la vita e le relazioni perch\u00e9 \u00e8 la facolt\u00e0 che induce a non attraversare la strada col semaforo rosso o a non esternare un pensiero inopportuno.<\/p>\n<p>Infine una verit\u00e0 ha attraversato tutta l&#8217;esperienza di Cecilia Moreschi, una certezza commovente e confortante: la bellezza del teatro che si dimostra autentico e salvifico quando si fa piccolo. \u00abMi emoziona ogni volta vedere &#8211; confessa Moreschi &#8211; che tutta l&#8217;enorme ricchezza e grandezza del teatro con le sue maestose opere si mette al servizio del pi\u00f9 piccino dei miei bambini che magari non parla o \u00e8 sordo e vedi come il teatro si fa piccolo per far diventare lui grande. \u00c8 qualcosa di miracoloso\u00bb.<\/p>\n<p>RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Se fosse un elemento della natura sarebbe un albero, \u00absempre pronto a far nascere, sviluppare e maturare le proprie foglie, i fiori e i frutti. 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