{"id":3914,"date":"2021-03-24T17:52:46","date_gmt":"2021-03-24T16:52:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=3914"},"modified":"2021-03-24T17:52:46","modified_gmt":"2021-03-24T16:52:46","slug":"la-passione-di-luzi-illumina-ferrara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2021\/03\/24\/la-passione-di-luzi-illumina-ferrara\/","title":{"rendered":"La Passione di Luzi illumina Ferrara"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_3916\" aria-describedby=\"caption-attachment-3916\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara.jpg\"><img class=\"size-large wp-image-3916\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-1024x682.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"426\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/luziferrara-650x433.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3916\" class=\"wp-caption-text\">Moni Ovadia e Michele Placido, &#8216;Passio Christi&#8217; al Teatro Comunale di Ferrara &#8211; Marco Caselli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando il poeta <strong>Mario Luzi<\/strong> apprese che <strong>papa Giovanni Paolo II<\/strong> gli aveva commissionato la meditazione per la <em>Via Crucis<\/em> al Colosseo, in occasione della tradizionale liturgia pasquale del venerd\u00ec Santo del 2 aprile 1999, fu assalito da profondo turbamento. Lui, che viveva la poesia come elezione e pratica salvifica, imbevuta di un cristianesimo concretamente vissuto, si sent\u00ec inadeguato: \u00abNon era solo un dubbio di insufficienza &#8211; confess\u00f2 il fondatore dell&#8217;ermetismo &#8211; ma il timore che la mia disposizione interiore non fosse cos\u00ec limpida e sincera quanto il soggetto richiedeva. Ero invitato a una prova ardua, un tema sublime, la Passione di Cristo: ce ne pu\u00f2 essere uno pi\u00f9 elevato?\u00bb.<\/p>\n<p>Non ha avuto vertigini invece <strong>Michele Placido<\/strong> quando un mese e mezzo fa, fresco di nomina come presidente del <strong>Teatro Comunale di Ferrara<\/strong>, alla prima riunione operativa in totale sintonia col direttore generale <strong>Moni Ovadia<\/strong>, ha prontamente esternato i suoi intenti e scoperto le sue carte: \u00abNon sono qui solo per firmare documenti e fare il ragioniere. Sono a servizio del teatro ma non sono venuto a pettinare le bambole e per Pasqua vorrei fare la Passione di Luzi\u00bb. Tranchant e travolgente, l&#8217;attore e regista pugliese, diretto e determinato come il suo mitico commissario Cattani de <em>La Piovra<\/em>, \u00abfebbrile ed entusiasta come un bambino\u00bb, sia pur coi capelli bianchi, come riferisce lo stesso Ovadia. Ma la sua non era supponenza o incoscienza, era piuttosto profonda consapevolezza e ferrea volont\u00e0 di rendere visibile e incisiva la massima ascetica \u00abper crucem ad lucem\u00bb perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre bisogno, ancor pi\u00f9 oggi, di comprendere il senso delle tribolazioni e di intravedere la certezza della luce.<\/p>\n<p>Inizialmente il progetto aveva addirittura un respiro e una visione che travalicava il luogo teatrale deputato e prevedeva lo sconfinamento in tutta la cittadina estense con una rappresentazione dal vivo, in perfetto stile <em>misterium<\/em>, alle sei del mattino del sabato Santo con coro, orchestra, voci recitanti. Ma le famigerate varianti Covid hanno imposto una radicale variazione di programma, organizzazione e produzione ma non hanno affatto limitato la creativit\u00e0 e l&#8217;ingegno sia del presidente che del direttore i quali ribaltano l&#8217;evento in presenza, ovviamente proibito, in film teatrale senza rinunciare al coinvolgimento di alcuni luoghi fortemente simbolici della cittadina emiliana, a partire dal Castello Estense che a sua volta evoca un&#8217;altra drammatica passione con l&#8217;eccidio e la fucilazione di undici oppositori del regime fascista avvenuta nel novembre del 1943. Anche il Teatro Comunale stesso, secondo l&#8217;intenzione di Placido e Ovadia, deve essere invaso in ogni suo spazio, dal sottopalco al ballatoio, e ogni maestranza deve avere la sua visibilit\u00e0, non solo gli interpreti, ma anche macchinisti, costumisti, tecnici perch\u00e9 la sofferenza e il sacrificio di questi funesti tempi ha colpito tutti e ognuno ha diritto alla rinascita. Il prodotto finale, proprio in queste ore in fase di lavorazione e montaggio, sar\u00e0 un singolare ibrido fra cinema e teatro, una forma di video-art. Si intitoler\u00e0, in linea con la tradizione medievale, <strong><em>Passio Christi<\/em><\/strong> e sar\u00e0 trasmesso venerd\u00ec Santo, 2 aprile alle ore 21 sul canale Youtube del Teatro Comunale di Ferrara. Interpreti, oltre a Michele Placido e Moni Ovadia, Sara Alzetta, Daniela Scarlatti che dar\u00e0 voce alla Mater Dolorosa e Vito Lopriore scelto da Placido per il ruolo di Ges\u00f9. A loro si affiancher\u00e0 il Coro dell&#8217;Accademia dello Spirito Santo con Antonio Aiello al violino. La regia per la creazione del video si avvarr\u00e0 della collaborazione di Toni Trupia. Il testo di Luzi inoltre sar\u00e0 contaminato dai Salmi 23 e 24 dell&#8217;Antico Testamento, dal &#8220;Lamento sotto la croce&#8221; da Mistero Buffo di Dario Fo e dallo Stabat Mater di Giovan Battista Pergolesi, che far\u00e0 anche da leitmotiv musicale dell&#8217;opera, nella versione diretta da Claudio Abbado alla cui memoria il Teatro Comunale \u00e8 dedicato.<\/p>\n<p>Il ricordo degli olocausti, dei genocidi e dei calvari umani si innester\u00e0 sui versi della <em>Via Crucis<\/em> attraverso un lavoro di ricerca di immagini evocate dalle parole di Luzi. Una visione di sofferenza umana che senz&#8217;altro non mancher\u00e0 in questo <em>theatre-movie<\/em> riguarda la tragedia in Siria. Ed \u00e8 lo stesso Placido a svelarne il motivo: \u00abDue domeniche fa sono andato in chiesa e al termine della messa ho preso il quotidiano <em>Avvenire<\/em> e sono restato colpito dal reportage sulla guerra in Siria, &#8220;Una via crucis lunga 10 anni&#8221; recitava il titolo in prima pagina. La foto poi del pap\u00e0 disperato con in braccio la sua bambina priva di vita mi ha impressionato. Era l&#8217;icona paterna della Passione dolorosa\u00bb. In effetti l&#8217;umanit\u00e0 di Cristo, il suo strazio, il suo struggimento per questo mondo (\u00abPadre mio, mi sono affezionato alla terra quanto non avrei creduto. \u00c8 bella e terribile la terra\u00bb), il suo amore per l&#8217;uomo (\u00abMi d\u00e0 pena doverli abbandonare\u00bb) sono elementi fondanti nel componimento poetico di Mario Luzi che scandaglia in modo penetrante il punto di vista in<em> interiore homine<\/em> di Ges\u00f9 Cristo mentre camminava sotto il peso della croce.<\/p>\n<p>Questa calorosa prossimit\u00e0 del <em>Verbum caro factum est<\/em>, di Dio incarnatosi sulla terra, si propaga nel poema di Luzi rendendolo vicino anche alla sensibilit\u00e0 giovanile. E su questo Placido non nutre il minimo dubbio: \u00abI giovani non sono solo quelli che guardano il Festival di Sanremo. Ci sono migliaia di ragazzi che fanno volontariato, che sono lontani da una tecnologia fuorviante ed effimera, per i quali le parole hanno valore e che si nutrono della bellezza della poesia\u00bb. Sulla stessa lunghezza d&#8217;onda Moni Ovadia, l&#8217;artista rabdomante del trascendente, il cantore yiddish e arguto esploratore della cultura e spiritualit\u00e0 ebraica, anch&#8217;egli sedotto dall&#8217;universalit\u00e0 del valore della Passione: \u00abLa Pasqua cristiana, cos\u00ec come il Pesakh per noi ebrei, sono vettori di idee spirituali che varcano i confini del mondo cristiano e influenzano l&#8217;intero Occidente. La seconda porta l&#8217;idea della liberazione, collettiva e individuale, fisica e interiore dalle catene della schiavit\u00f9 per accedere alla difficile libert\u00e0; la prima attraverso il dramma della Passione sottende e annuncia la Resurrezione la quale apre il solco della redenzione dell&#8217;umanit\u00e0 dalla violenza, dall&#8217;oppressione degli ultimi, dall&#8217;odio\u00bb.<\/p>\n<p>Non resta che approfittare di questo prezioso e affascinante connubio artistico per chiedere a entrambi quale riflessione l&#8217;esperienza con la meditazione luziana e pi\u00f9 in generale la Pasqua sta innescando nei loro animi: \u00abCelebrare la Pasqua &#8211; asserisce Ovadia &#8211; significa combattere la desertificazione del cielo operata non tanto dall&#8217;ateismo o dal relativismo, quanto da un&#8217;ideologia del denaro secolarista che pretende tributi ipertrofici per saziare appetiti insaziabili anche a costo di ri-schiavizzare uomini e natura\u00bb. \u00c8 il significato della croce oggi, invece, che sta riverberando dentro Michele Placido: \u00abLe vere croci sono le famiglie, nel senso della vera cruciale sfida da abbracciare. Quando vedo un amico che abbandona la casa, la famiglia, io ci soffro, il suo fallimento \u00e8 il mio fallimento. Oggi la mia croce e la mia missione \u00e8 essere un buon padre. Il vero dramma, la vera morte \u00e8 rifiutare la croce, ignorarla, rimuoverla, negarla\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando il poeta Mario Luzi apprese che papa Giovanni Paolo II gli aveva commissionato la meditazione per la Via Crucis al Colosseo, in occasione della tradizionale liturgia pasquale del venerd\u00ec Santo del 2 aprile 1999, fu assalito da profondo turbamento. Lui, che viveva la poesia come elezione e pratica salvifica, imbevuta di un cristianesimo concretamente [&hellip;]","protected":false},"author":32,"featured_media":3919,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[90],"tags":[594,254,181,595,596,369],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2021\/03\/PASSIO-CHRISTI_Moni-Ovadia-e-Michele-Placido-al-Teatro-Comunale-di-Ferrara_set-300x225.jpeg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3914"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3914"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3914\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3920,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3914\/revisions\/3920"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3919"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3914"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3914"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3914"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}