{"id":4284,"date":"2022-02-25T11:55:56","date_gmt":"2022-02-25T10:55:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=4284"},"modified":"2022-02-25T12:00:13","modified_gmt":"2022-02-25T11:00:13","slug":"e-per-giulio-il-canto-del-terrorista-ramy","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2022\/02\/25\/e-per-giulio-il-canto-del-terrorista-ramy\/","title":{"rendered":"\u00c8 per Giulio il canto del &#8220;terrorista&#8221; Ramy"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4287\" aria-describedby=\"caption-attachment-4287\" style=\"width: 540px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\" wp-image-4287\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic.jpg\" alt=\"\" width=\"540\" height=\"360\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic.jpg 900w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/GiuliomeetsRamy_phEleonoraCavallo-ic-650x433.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 540px) 100vw, 540px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4287\" class=\"wp-caption-text\">Il cantante egiziano Ramy Essam in un momento dello spettacolo ideato da Valeria Raimondi ed Enrico Castellani e prodotto dal Teatro Metastasio di Prato, in scena fino al 27 febbraio al teatro Fabbricone \/ ph. Eleonora Cavallo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Non capita spesso di imbattersi prepotentemente nella vita dentro il teatro. E quando capita non si dimentica. Memorabile sar\u00e0 l&#8217;esperienza per chi avr\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di vivere lo spettacolo <em><strong>Giulio meets Ramy &#8211; Ramy meets Giulio<\/strong><\/em>, fino al 27 febbraio al <strong>Teatro Fabbricone<\/strong> grazie all&#8217;innovativa produzione del <strong>Teatro Metastasio di Prato<\/strong>. Il titolo in inglese fa riferimento a un incontro fra Giulio e Ramy e potrebbe risultare un po&#8217; criptico, freddo e didascalico ma subito, una volta entrati nella sala spoglia e priva di orpelli scenografici, tutto diventa chiaro e lampante: Giulio \u00e8 in questo caso il nostro indimenticato <strong>Giulio Regeni<\/strong>, il giovane ricercatore che stava indagando sui sindacati egiziani indipendenti scomparso il 25 gennaio 2016 al Cairo e ritrovato il 3 febbraio privo di vita, con evidenti segni di tortura sul corpo; un assassinio che attende da sei anni giustizia e verit\u00e0 depistate dai servizi segreti del governo egiziano. Ramy \u00e8 <strong>Ramy Essam<\/strong>, il &#8220;Bob Dylan rock del medio oriente&#8221;, &#8220;il megafono della rivoluzione&#8221; che, con le canzoni e la chitarra come uniche armi, ha cantato per invocare la libert\u00e0 in Piazza Tahrir al Cairo quel 25 gennaio 2011 della primavera araba e, da allora, contro tutte le dittature. Ramy \u00e8 in esilio dal 21 agosto 2014 e sul suo capo pende un mandato di cattu ra per terrorismo: \u00abSe tornassi nel mio Paese &#8211; spiega il cantante egiziano &#8211; sarei subito arrestato in aeroporto e portato direttamente in carcere senza alcuna spiegazione, senza prove. Mi accusano di mettere in pericolo la nazione con le mie canzoni\u00bb.<\/p>\n<p>Giulio e Ramy non si sono mai incontrati nella realt\u00e0, li ha uniti solo un Paese, l&#8217;Egitto, eppure questo incontro impossibile, seppur in una dimensione simbolica e metaforica, accade per davvero. A ideare e innescare questa alchemica e anticonvenzionale sintesi artistica sono <strong>Valeria Raimondi<\/strong> ed <strong>Enrico Castellani<\/strong>, in teatro noti come <strong>Babilonia Teatri<\/strong>, realt\u00e0 d&#8217;avanguardia ormai storica da sempre in grado di produrre spiazzanti e fecondi sussulti per la mente, il cuore e la pancia. Stavolta il sussulto \u00e8 deflagrato in un tumulto esplosivo e lacerante come lo sono l&#8217;energia drammatica e travolgente di Ramy e la tragedia frustrante e angosciante di Giulio. Dal punto di vista formale sarebbe un insolito &#8220;teatro concerto politico&#8221;, da quello tematico un susseguirsi di agnizioni imprevedibili e considerazioni ineludibili. Si viene inizialmente investiti dalla consueta laconica e sardonica esposizione dei Babilonia che enunciano e denunciano: dalla distorsione dell&#8217;informazione (in una tragedia conta solo il numero degli italiani deceduti) alla strage silenziosa e sistemica perpetrata in Egitto che emerge dall&#8217;oblio solo quando un cittadino italiano ne diventa vittima, dal rifiuto di fare cronaca (\u00abNon volevamo strumentalizzare n\u00e9 spettacolarizzare il nome e la storia di Giulio &#8211; ci confidano Valeria ed Enrico &#8211; perch\u00e9 il teatro per noi \u00e8 altro\u00bb) alla scelta di raccontare \u00abattraverso una lacuna\u00bb perch\u00e9 \u00aba volte il modo migliore per mettere in luce \u00e8 lasciare nell&#8217;ombra\u00bb e spesso ci\u00f2 che non si dice diventa pi\u00f9 eloquente. \u00abE inoltre &#8211; precisa Enrico Castellani &#8211; questa storia \u00e8 piena di lacune, in primis il vuoto di giustizia e verit\u00e0 creato da ragioni di interesse politico ed economico che legano l&#8217;Egitto all&#8217;Italia\u00bb. Non c&#8217;\u00e8 in questo caso il recitato oggettivo, corale, ritmico, martellante, cadenzato tipico del teatro pop-rock-punk dei Babilonia. E il motivo ci viene svelato da Valeria Raimondi: \u00abIl ritmo, l&#8217;oggettivit\u00e0 la d\u00e0 lui, Ramy, noi stavolta ci siamo messi ai margini, anche dal punto di vista prossemico, siamo ai lati dello spazio scenico dietro una scrivania. In realt\u00e0 all&#8217;inizio avevamo anche lottato per interagire con lui con delle azioni, dei testi, ma subito ci siamo resi conto che era impossibile, venivamo respinti come da un&#8217;onda d&#8217;urto emotiva\u00bb. E infatti dopo il significativo prologo dei Babilonia entra lui e insieme a lui arriva lo tsunami di note e parole, una voce e una chitarra ora graffiante, ora melodiosa e malinconica, ora potente e prepotente, uno stile hard rock e grunge contaminato con l&#8217;hip hop e a tratti venato di blues, tutto in una persona che non impersona ma che incarna ci\u00f2 che racconta e canta perch\u00e9 vissuto sulla pelle.<\/p>\n<p>Ramy Essam alterna cos\u00ec una sequenza di canzoni e brevi racconti strazianti e inquietanti, rabbiosi o nostalgici. E si apprendono storie che mozzano il fiato come quella dei cecchini che sparavano agli occhi: \u00ab\u00c8 una delle cose pi\u00f9 crudeli ad opera della polizia contro di noi che manifestavamo in piazza &#8211; ci confessa Ramy -. \u00c8 accaduto negli scontri di Mohamed Mahmoud nel novembre del 2011 dietro piazza Tahrir al Cairo. La polizia ricevette l&#8217;ordine di sparare raffiche di pallini ai dimostranti ad altezza occhi e purtroppo le conseguenze sono state devastanti, molta gente ha perso un occhio e alcuni entrambi. \u00c8 stata anche una sorta di punizione simbolica come a voler accecare la speranza e la possibilit\u00e0 di vedere il futuro. Ma non ci sono riusciti, hanno fallito\u00bb. Altra condivisione che crea turbamento ci porta al 1\u00b0 febbraio 2012 nello stadio di Port Said dove in occasione di una partita di calcio si consum\u00f2 il famigerato massacro attribuito indirettamente al regime che provocando e permettendo quelle violenze cre\u00f2 le condizioni affinch\u00e9 la gente chiedesse un ritorno dell&#8217;autoritarismo. Di fronte a vicende sociali e politiche cos\u00ec feroci ed estreme si fatica per\u00f2 a comprendere come possa essere stato preso di mira con altrettanta brutalit\u00e0 il mondo della musica e dell&#8217;arte in generale. A spiegarcelo \u00e8 lo stesso Ramy: \u00abLa musica \u00e8 un&#8217;arma efficacissima di lotta pacifica. Il regime la teme perch\u00e9 non la pu\u00f2 soggiogare e la dittatura \u00e8 ossessionata dalla mania di controllo; possono opprimere, arrestare chiunque cerchi di dire qualcosa contro di loro, ma non c&#8217;\u00e8 nessun potere autoritario che possa fermare una canzone e la sua diffusione perch\u00e9 la musica \u00e8 contagiosa e potente. Mi hanno costretto a fuggire, ma non sono mai potuti entrare nella mia testa e mettere le manette al processo creativo delle mie canzoni. Ecco perch\u00e9 hanno paura, perch\u00e9 impazziscono all&#8217;idea di non avere la possibilit\u00e0 di bloccare una forza avversa\u00bb.<\/p>\n<p>A confermare tragicamente l&#8217;analisi di Ramy \u00e8 &#8220;il caso <em>Balaha<\/em>&#8220;: <em>Balaha<\/em> \u00e8 una canzone e un video che il cantante egiziano pubblic\u00f2 nel febbraio 2018 e che da allora non canta pi\u00f9, n\u00e9 in pubblico, n\u00e9 in privato, non riesce nemmeno ad ascoltarla. \u00c8 una canzone sarcastica nei confronti dell&#8217;attuale regime. Un&#8217;ironia mal digerita che \u00e8 costata la galera a 7 persone e la vita a Shady Habash, il videomaker di 24 anni che aveva realizzato la clip del brano, morto per omissione di soccorso in cella dopo quasi 800 giorni di prigionia in assoluta solitudine. Ma perch\u00e9 in particolare questa canzone ha creato conseguenze cos\u00ec nefaste? \u00abLa reazione fu cos\u00ec radicale &#8211; ci svela Ramy &#8211; perch\u00e9 quando fu pubblicata il regime aveva il pieno controllo del Paese, riusciva a soffocare qualunque voce contraria e furono spiazzati da una canzone cos\u00ec beffarda che distruggeva l&#8217;immagine della dittatura. Fu la canzone giusta al momento sbagliato\u00bb. Una tirannia che per\u00f2 non ha impedito alle canzoni dell&#8217;artista egiziano di ottenere 100 milioni di visualizzazioni su Youtube e allo stesso Ramy di coltivare un sogno e un desiderio: \u00abAnche dopo 8 anni di esilio non smetto di sperare un giorno di tornare a riabbracciare la mia gente e mia mamma. E poi voglio credere che, come diceva Chaplin nel film <em>Il grande dittatore<\/em>, &#8220;l&#8217;odio degli uomini passer\u00e0, i dittatori moriranno e il potere ritorner\u00e0 al popolo. Qualunque mezzo usino, la libert\u00e0 non pu\u00f2 essere soppressa&#8221;\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Non capita spesso di imbattersi prepotentemente nella vita dentro il teatro. E quando capita non si dimentica. Memorabile sar\u00e0 l&#8217;esperienza per chi avr\u00e0 l&#8217;opportunit\u00e0 di vivere lo spettacolo Giulio meets Ramy &#8211; Ramy meets Giulio, fino al 27 febbraio al Teatro Fabbricone grazie all&#8217;innovativa produzione del Teatro Metastasio di Prato. 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