{"id":4293,"date":"2022-02-25T12:13:19","date_gmt":"2022-02-25T11:13:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=4293"},"modified":"2022-02-25T12:13:19","modified_gmt":"2022-02-25T11:13:19","slug":"nel-pozzo-nero-dellego-umano-sprofonda-madre-terra-tradita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2022\/02\/25\/nel-pozzo-nero-dellego-umano-sprofonda-madre-terra-tradita\/","title":{"rendered":"Nel pozzo nero dell&#8217;Ego umano sprofonda Madre Terra tradita"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4296\" aria-describedby=\"caption-attachment-4296\" style=\"width: 660px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-4296\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368.jpg\" alt=\"\" width=\"660\" height=\"368\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368.jpg 660w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368-300x167.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368-48x27.jpg 48w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368-280x156.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/02\/madre-204957.660x368-650x362.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4296\" class=\"wp-caption-text\">Una scena di &#8220;Madre&#8221; \/ ph. Enrico Fedrigoli<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abSenza madre Dio non pu\u00f2 nascervi\u00bb affermava il teologo laico ortodosso Pavel Evdokimov. Data questa premessa si pu\u00f2 sillogisticamente dedurre che un mondo che nega la maternit\u00e0 e in cui la madre viene ignorata, abbandonata e, una volta caduta e decaduta, viene lasciata mortalmente ferita al suo destino \u00e8 un mondo senza Dio. Questo \u00e8 l&#8217;empio contesto in cui un anonimo figlio ha fatto scempio del legame affettivo con chi lo ha accolto, generato, nutrito e cresciuto ed \u00e8 ci\u00f2 che alla fin fine resta nel profondo dell&#8217;animo dopo aver assistito per un&#8217;ora scarsa a <em><strong>Madre<\/strong><\/em>, l&#8217;ultimo gioiello del <strong>Teatro delle Albe<\/strong> visto al <strong>Teatro Elfo Puccini di Milano<\/strong> e ancora visibile il 19 marzo al <strong>Koreja di Lecce<\/strong> e il 2 aprile al <strong>Teatro Akropolis<\/strong> di Genova. Un mini-capolavoro di teatro che, solo evocando e mai spiegando, solo con una lirica verbale, figurativa e musicale e mai con prosaiche discettazioni, riesce a inchiodare la coscienza collettiva e privata alle proprie responsabilit\u00e0 e negligenze. Uno spettacolo multidisciplinare che fonde l&#8217;alchemica e ancestrale voce di <strong>Ermanna Montanari<\/strong>, che incarna e amplifica vocalmente sia il personaggio del Figlio che quello della Madre, con le espressive e impressionistiche illustrazioni disegnate dal vivo e in tempo reale col gesso bianco su carta nera da <strong>Stefano Ricci<\/strong> e con le note contrappuntistiche o dialogiche, avvolgenti o trascinanti del contrabbassista solista <strong>Daniele Roccato<\/strong>. Un allestimento, in apparenza statico per la quasi totale assenza di movimenti scenici, ma in pratica dinamico per la serrata e costante dialettica tra recitato, suono e disegno, che nasce da un conciso, suggestivo e delicato &#8220;poemetto scenico&#8221; di <strong>Marco Martinelli<\/strong> che lo ha scritto con una calligrafia antica e fanciullesca, cos\u00ec come fiabesco \u00e8 il racconto.<\/p>\n<p>In pratica \u00e8 una minuscola favoletta in cui in una campagna romagnola c&#8217;\u00e8 una mamma caduta dentro un pozzo e un figlio che dovrebbe tirarla su, ma il sospetto che ce l&#8217;abbia gettata lui si fa sempre pi\u00f9 terribilmente fondato. Lui le parla ma non la ascolta, cerca una soluzione ma non la mette in pratica, se ne va in cerca di un rimedio ma in concreto la lascia l\u00ec e l&#8217;abbandona. L&#8217;azione drammatica \u00e8 tutta qui eppure, grazie anche ai densi e taglienti versi che svelano la vera natura della &#8220;Madre&#8221; che \u00e8 quella di madre-terra umiliata, bistrattata e vilipesa e il ruolo del &#8220;Figlio&#8221; che simbolicamente rappresenta l&#8217;umanit\u00e0 cieca, cinica ed egotica, dentro la mente dello spettatore si accendono molte riflessioni, anche teologiche come quella citata in apertura. \u00abL&#8217;allegoria di una madre che \u00e8 la terra, la nostra madre comune &#8211; spiega Marco Martinelli, fondatore delle Albe insieme alla sua compagna d&#8217;arte e di vita Ermanna Montanari &#8211; \u00e8 nel testo e sulla scena esplicita e lampante. \u00c8 significativo e commovente che i profeti del nostro tempo siano una ragazzina come Greta Thunberg e un vecchio come Papa Francesco che incarna in s\u00e9 tutta la saggezza del mondo. Loro ci stanno dicendo in maniera molto forte e disperata che non abbiamo alternative perch\u00e9 questa madre va salvata, perch\u00e9 salvando lei salviamo noi stessi\u00bb. Toccante \u00e8 anche la disposizione nei confronti del Figlio da parte della Madre che non \u00e8 una &#8220;Mater dolorosa&#8221; e nemmeno una testoriana &#8220;Mater strangosci\u00e0s&#8221;. \u00c8 invece consapevole delle manchevolezze e inadempienze della sua progenie, ma non rassegnata, tantomeno vendicativa. Anzi, perpetua con ostinazione e passione il suo invito al figlio a calarsi nel pozzo per intraprendere il viaggio verso una presa di coscienza dolorosa ma salvifica. Ma per poter scendere nell&#8217;abisso dei propri errori e orrori, per riuscire ad ascoltare \u00able grida dei boschi, di tutte le foreste segate, i lamenti di tutti i fiumi avvelenati\u00bb bisogna \u00abfarsi sottile \u00bb, ovvero innescare il meccanismo vitale e salutare della sottrazione. Un&#8217;impresa ardua vista l&#8217;annosa tendenza ad allargarci sempre pi\u00f9 e ad appesantirci con inutili e ingombranti orpelli: \u00abSiamo malati di gigantismo e ipertrofia &#8211; conferma Martinelli -, una deriva presente a livello di macroeconomia ma anche nella mente del singolo individuo quando come un cyborg non ascoltiamo e siamo chiusi in noi stessi. Ma l&#8217;invito della madre non pu\u00f2 pi\u00f9 essere respinto, dobbiamo spalancare le orecchie per spalancare i cuori. Non ci si deve deprimere perch\u00e9 la discesa \u00e8 lunga ma \u00e8 necessario questo processo catartico di presa di coscienza di tutte le sofferenze, le ferite e le morti che abbiamo provocato. E questo \u00e8 il sacro che abbiamo massacrato e che dobbiamo riabbracciare\u00bb.<\/p>\n<p>Lo spettacolo non dice se l&#8217;invito viene accolto; l&#8217;iniziale sopraggiungere sulla scena del figlio non fa ben sperare. Lo si sente, grazie al grammelot di quella strepitosa cattedrale vocale che \u00e8 Ermanna Montanari, arrivare mentre impreca e sintetizza tutta la rabbia del mondo in convulsi, criptici e frenetici suoni inquietanti e ansiogeni. Poi di fronte all&#8217;emergenza della caduta materna si avvita in un tanto tronfio quanto sterile sfoggio di minuziose conoscenze di tecnologia metallica che ovviamente non producono alcun effetto concreto. L&#8217;incapacit\u00e0 a instaurare un sia pur minimo rapporto diventa poi eclatante con le reiterate reprimende che il figlio urla alla madre dal bordo del pozzo: \u00abTaci, stai zitta, devi stare chiusa in casa, seduta davanti alla televisione\u00bb. Un ammutolire la natura che secondo il regista romagnolo \u00e8 ammutolire l&#8217;altro da noi: \u00abSiamo nell&#8217;inferno del solipsismo in cui non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 spazio per l&#8217;altro\u00bb. Il disprezzo dell&#8217;ambiente quindi riflesso di un egocentrismo sfrenato che per Martinelli si pu\u00f2 contrastare in un solo modo: \u00abBisogna smettere di fare sacrifici sull&#8217;altare degli idoli a cui siamo devoti: il successo, il denaro, la corsa alla supremazia e all&#8217;affermazione del proprio io\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abSenza madre Dio non pu\u00f2 nascervi\u00bb affermava il teologo laico ortodosso Pavel Evdokimov. Data questa premessa si pu\u00f2 sillogisticamente dedurre che un mondo che nega la maternit\u00e0 e in cui la madre viene ignorata, abbandonata e, una volta caduta e decaduta, viene lasciata mortalmente ferita al suo destino \u00e8 un mondo senza Dio. 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