{"id":4396,"date":"2022-05-09T13:48:50","date_gmt":"2022-05-09T11:48:50","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=4396"},"modified":"2022-05-09T13:48:50","modified_gmt":"2022-05-09T11:48:50","slug":"nellodissea-le-peripezie-esistenziali-dei-detenuti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2022\/05\/09\/nellodissea-le-peripezie-esistenziali-dei-detenuti\/","title":{"rendered":"Nell\u2019&#8221;Odissea&#8221; le peripezie esistenziali dei detenuti"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_4401\" aria-describedby=\"caption-attachment-4401\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-large wp-image-4401\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-1024x683.jpg\" alt=\"\" width=\"640\" height=\"427\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-40x27.jpg 40w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-280x187.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-650x434.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-4401\" class=\"wp-caption-text\">&#8220;Odissea&#8221; &#8211; foto di Chiara Ferrin<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00abIo col teatro ho imparato che per rovinarsi la vita ci vuole un minuto, per fare un minuto a teatro ci vuole una vita\u00bb. \u00c8 l&#8217;agnizione di un detenuto della <strong>Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia<\/strong>, uno di quelli che partecipa al laboratorio teatrale e ha vissuto e compreso che fare arte \u00e8 una lezione di vita, un training che irrobustisce mente, corpo e animo, ti allena al sacrificio e alla resistenza, fortifica la volont\u00e0 perch\u00e9 una singola scena va provata fino allo sfinimento, fa sbocciare umilt\u00e0, pazienza, solidariet\u00e0 e condivisione perch\u00e9 \u00e8 un lavoro di squadra e nessuno deve restare indietro. Questa presa di coscienza innescata dal teatro nel carcere del piccolo paese modenese ha ribaltato vite, ridisegnato priorit\u00e0, ristabilito valori, riesumato un&#8217;etica, fornito gli strumenti indispensabili per un riscatto e reinserimento sociale. E queste tangibili umane conversioni hanno sempre dato linfa corroborante al <strong>Teatro dei Venti<\/strong>, la compagnia indipendente emiliana che dal 2005 crea messinscene, progetti, eventi, produzioni estere, festival, sempre coniugando grande spettacolarit\u00e0 e densa umanit\u00e0, coinvolgendo bambini, ragazzi, adulti, occupando piazze, contaminando il territorio, comunque rinfocolando il senso della comunit\u00e0 e rinsaldando una coesione sociale. \u00abSiamo ingombranti\u00bb, ammette sorridendo <strong>Stefano T\u00e8<\/strong>, il regista Premio Ubu 2019 per l&#8217;allestimento scenico di <strong><em>Moby Dick<\/em><\/strong>, una delle ultime imprese colossal per numero e dimensione del Teatro dei Venti. Da quasi 20 anni infatti invadono gli spazi reclusi, li stravolgono con le loro idee scenografiche e coreografiche non proprio minimaliste, chiedono e ottengono disponibilit\u00e0 e permessi da parte delle istituzioni non senza tensioni e serrati confronti, ma alla fine realizzano sogni che non fanno evadere i detenuti, se non dai loro vittimismi, piagnistei e clich\u00e9 carcerari: \u00abQui hanno la possibilit\u00e0 di andare a fondo delle loro coscienze e non di restare a galla coi loro comodi, falsi problemi\u00bb, sottolinea Stefano T\u00e8.<\/p>\n<p>In pratica indossano le maschere dell&#8217;arte per liberarsi delle maschere della vita. Ed \u00e8 ci\u00f2 che accade anche stavolta con <strong><em>Odissea<\/em><\/strong>, spettacolo di apertura della decima edizione di <strong>&#8220;Trasparenze Festival&#8221;<\/strong> che avr\u00e0 un&#8217;appendice a fine luglio, sempre organizzato dal Teatro dei Venti. Un&#8217;odissea anche di fatto, approdo di un iter di tre anni fra ricerche, riunioni, discussioni a distanza, prove da remoto, inevitabile retaggio del lockdown, riprese video che hanno portato alla costruzione di un film, <strong><em>Odissea Web<\/em><\/strong>, una versione radiofonica e un&#8217;altra itinerante. L&#8217;allestimento visto negli ariosi spazi del carcere di Castelfranco (in realt\u00e0 una Casa Lavoro per custodia attenuata dove gli 80 detenuti producono ostie, tortellini e lavorano in una lavanderia o in un call center), si sviluppa attraverso tre fasi spazio-temporali. Ad accoglierci all&#8217;aperto \u00e8 il drammaturgo <strong>Vittorio Continelli<\/strong>, altra anima del Teatro dei Venti, che ci fa indossare le cuffie che diffondono in sottofondo le note di Bach, si fa narratore e aedo e, passando da un registro poetico a uno pi\u00f9 prosaico sempre con chiarezza e incisivit\u00e0, alterna una sintesi delle peripezie omeriche del callido, coraggioso, sventurato, tenace e vendicativo Odisseo-Ulisse-Nessuno, sballottato e sciabordato di continuo fra tempeste, naufragi e approdi, a riflessioni esistenziali su una storia metafora della difficolt\u00e0 del vivere e della drammaticit\u00e0 della scelta. Ulisse che si fa chiamare Nessuno e cos\u00ec inganna e acceca Polifemo, fuggendo alla carneficina ma scatenando l&#8217;ira del padre del ciclope Poseidone, dio dei mari. Odisseo che resta con la maga Circe per un anno intero pur di salvare i compagni trasformati in porci, e poi altri sette anni nell&#8217;isola di Ogigia con la dea Calipso che invano gli offre l&#8217;immortalit\u00e0; il suo viaggio nell&#8217;Ade con le profezie del veggente Tiresia, le sirene, Scilla e Cariddi, le sacre vacche del dio Sole che procureranno la morte a tutti i suoi compagni, infine il suo ritorno a Itaca e la sua finale vendetta con la strage dei Proci.<\/p>\n<p>\u00abQuest&#8217; opera \u00e8 perfetta per questo contesto &#8211; ci svela Stefano T\u00e8 -, proprio perch\u00e9 il viaggio, la condizione di smarrimento, il desiderio, la privazione, il ricordo sono tutte condizioni che la vita all&#8217;interno delle carceri richiama continuamente. Una delle reazioni pi\u00f9 belle \u00e8 stata quella di uno dei detenuti che, dopo aver visto lo spettacolo dei suoi compagni, mi ha detto: &#8220;Questa storia \u00e8 anche mia! Ricorder\u00f2 sempre questa esperienza&#8221;\u00bb. Memorabili infatti le scene negli ampi spazi interni che, dopo la limpida narrazione di Continelli, non si limitano a una ridondante dialettica ma forniscono visioni e sonorit\u00e0 che, grazie alla cifra registica geometrica e immaginifica di Stefano T\u00e8, riescono a colpire e stupire. Si passa cos\u00ec dal Polifemo vorace che sbriciola nelle sue fauci omini commestibili insanguinando e imbrattando la sua sgualcita canottiera bianca, alla street-dance acrobatica sulle romantiche note contrastanti di <em>Malinconia d&#8217;amore<\/em>, alla porcilaia con al centro un omone ricoperto di fango che Ulisse ripulisce con l&#8217;idrante, all&#8217;Ade baluginante e stroboscopico, all&#8217;impressionante muro d&#8217;acqua che con un&#8217;incessante cascata simboleggia il naufragio collettivo. Dopo questa caleidoscopica e a tratti claustrofobica sequenza di apparizioni si esce nuovamente a rivedere la luce e si viene condotti stavolta da Penelope, una misurata e carismatica <strong>Alessandra Amerio<\/strong>, sotto una grande serra per il fatidico, tanto atteso e agognato incontro con Ulisse. In pratica una resa dei conti e delle coscienze. Anche qui la drammaturgia di Vittorio Continelli riserva un intrigante spiazzamento: il dialogo fra i due coniugi regali, separati e distanti per decine di anni, diventa un&#8217;opportunit\u00e0, come in una sorta di <em>Odissea<\/em> apocrifa, per immaginare parole mai riportate e come nella bergmaniana coppia di <em>Scene da un matrimonio<\/em> si scandagliano stati d&#8217;animo, si toccano nervi scoperti, nodi incrostati dal tempo e dal loro vaso di Pandora emergono speranze tradite, tradimenti sottesi, segni della vecchiaia, cambiamenti ineluttabili. \u00c8 un finale problematico e aperto che non concede appagamento o serenit\u00e0 ma un&#8217;inquietudine coerente con l&#8217;indole di Odisseo che \u00abfatto non fu a viver come bruto, ma per seguir virtute e canoscenza\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"\u00abIo col teatro ho imparato che per rovinarsi la vita ci vuole un minuto, per fare un minuto a teatro ci vuole una vita\u00bb. \u00c8 l&#8217;agnizione di un detenuto della Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia, uno di quelli che partecipa al laboratorio teatrale e ha vissuto e compreso che fare arte \u00e8 una lezione [&hellip;]","protected":false},"author":32,"featured_media":4401,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[667,659,662,663,665,661,660,664,666],"class_list":["post-4396","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-le-nostre-recensioni","tag-alessandra-amerio","tag-casa-di-reclusione-di-castelfranco-emilia","tag-moby-dick","tag-odissea","tag-odissea-web","tag-stefano-te","tag-teatro-dei-venti","tag-trasparenze-festival","tag-vittorio-continelli"],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2022\/05\/Odissea-Foto-Chiara-Ferrin-1024x683.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4396","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4396"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4396\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4402,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4396\/revisions\/4402"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4401"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4396"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4396"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4396"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}