{"id":6453,"date":"2023-05-03T17:56:08","date_gmt":"2023-05-03T15:56:08","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=6453"},"modified":"2023-05-03T18:10:01","modified_gmt":"2023-05-03T16:10:01","slug":"martone-vivo-darte-e-damore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2023\/05\/03\/martone-vivo-darte-e-damore\/","title":{"rendered":"Martone: vivo d&#8217;arte e d&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_6455\" aria-describedby=\"caption-attachment-6455\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta.jpeg\"><img class=\"size-medium wp-image-6455\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-300x169.jpeg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-300x169.jpeg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-1024x576.jpeg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-768x432.jpeg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-48x27.jpeg 48w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-280x158.jpeg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta-650x366.jpeg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/05\/romeo-e-giulietta.jpeg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-6455\" class=\"wp-caption-text\">Un momento della piece teatrale \u201cRomeo e Giulietta\u201d<\/figcaption><\/figure>\n<p>Quando si solleva l\u2019enorme velatino sul palco del <strong>Piccolo Strehler<\/strong> l\u2019impatto \u00e8 impressionante: un gigantesco albero pervade l\u2019intera scena innestandosi all\u2019interno di una deprimente e fatiscente discarica con bidoni, pneumatici e carcassa di automobile. Il maestoso tronco coricato come un titano dormiente fa da passaggio, passerella, rifugio, nascondiglio o persino focolare domestico e subito si fa abitare e animare da una gaia \u00abpipinaia\u00bb, come la definirebbe Pasolini, una folta e ormonale ciurma di belli \u201cpischelli\u201d, come direbbe oggi un \u201cboomer\u201d. Sono una trentina di furenti adolescenti che, insieme a sei pi\u00f9 maturi interpreti, danno vita al <em><strong>Romeo e Giulietta<\/strong><\/em> secondo <strong>Mario Martone<\/strong> (regista del film <em>Nostalgia<\/em>), in scena da oggi fino al 6 aprile in prima assoluta al <strong>Piccolo di Milano<\/strong>.<\/p>\n<p>Croce e delizia di questo allestimento \u00e8 la nutrita presenza dei giovanissimi volutamente scelti per aderenza anagrafica ai personaggi della pi\u00f9 lacerante delle tragedie del divin bardo e che attireranno sicuramente frotte di loro coetanei i quali apprezzeranno la freschezza, l\u2019innegabile immediatezza della recitazione, a volte arditamente ed efficacemente \u201crappata\u201d, ma che subiranno anche qualche inevitabile acerbit\u00e0 e sciatteria. Di certo non c\u2019\u00e8 nulla di improvvisato nel lavoro che Martone ha fatto con i ragazzi che gli hanno donato spontaneit\u00e0 ma che a volte pur non essendo accademici risultano scolastici. D\u2019altronde sono ragazzi e cresceranno bene grazie alla presenza di poderosi ed esperti colleghi che magistralmente sostengono e fanno vibrare le tre ore di spettacolo quali <strong>Lucrezia Guidone <\/strong>e <strong>Michele Di Mauro<\/strong>, nei panni dei genitori di Giulietta e <strong>Licia Lanera<\/strong> in quelli della balia che per\u00f2 genialmente Martone reinventa come zia della piccola Capuleti. Comunque le delizie superano di gran lunga le croci; la scenografia \u00e8 fiabescamente accattivante, altrettanto incantevole il disegno luci di <strong>Pasquale Mari<\/strong>, incisivo e funzionale l\u2019uso delle proiezioni video sullo sfondo, cos\u00ec come la colonna sonora che spazia dal pop alla techno, al ripescaggio azzeccatissimo della mitica canzone <em>La gallina<\/em> dei primi anni \u201970 di Cochi e Renato. Poi c\u2019\u00e8 un tanto suggestivo quanto inondante finale in cui riveliamo solo che protagonista sar\u00e0 ancora la natura che prevarr\u00e0 su tutto, \u201csui vivi e sui morti\u201d, come nel celebre racconto <em>The Dead<\/em> di James Joyce. Ma soprattutto c\u2019\u00e8 il tratto distintivo del teatro di Martone che ci svela perch\u00e9 ama l\u2019abbattimento della \u201cquarta parete\u201d: \u00abChi mi segue a teatro sa che coinvolgo sempre la platea, mi piace l\u2019idea di un teatro pi\u00f9 assembleare perch\u00e9 mi facilita anche l\u2019obiettivo di rendere contemporanei i classici. Il muro che cerco di abbattere \u00e8 proprio la distanza fra un testo scritto secoli fa e il nostro presente, \u00e8 una guerriglia fra il passato e l\u2019attualit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>A proposito di guerra \u00e8 evidente che la violenza, il conflitto sono l\u2019anima nera di questa tragedia. Il suo allestimento pone l\u2019accento su una violenza quotidiana che viviamo in privato\u2026 \u00abPer me questo \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 affascinanti dell\u2019opera che \u00e8 organizzata per cerchi concentrici: c\u2019\u00e8 la citt\u00e0, la \u201cpolis\u201d, Verona, dove c\u2019\u00e8 lo scontro insensato, non si sa perch\u00e9 i Montecchi e i Capuleti si odiano, c\u2019\u00e8 una gratuit\u00e0 del male; andando a restringere il nostro sguardo vediamo poi che questo conflitto si riproduce all\u2019interno delle famiglie, in particolare in quella dei Capuleti dove l\u2019aggressione diventa davvero pesante, basti pensare alla scena in cui il padre insulta la figlia con toni e parole cos\u00ec volgari e offensive da fare ribrezzo. E per contrasto al centro di tutto c\u2019\u00e8 la delicata poesia dell\u2019amore dei due giovani, di Romeo e Giulietta. Una delle scene icastiche \u00e8 l\u2019invocazione di Giulietta che chiede a Romeo di rinnegare le proprie radici onomastiche, di rifiutare il suo nome. Fa impressione se pensiamo che oggi invece si strumentalizza la propria identit\u00e0 per alzare muri e barriere. \u00c8 un momento bellissimo quello in cui Romeo dice di rinunciare al proprio nome e ancor pi\u00f9 quando di fronte a Tebaldo rinuncia a un ruolo. C\u2019\u00e8 da riflettere: quanti ragazzi sono chiamati a dover interpretare un ruolo con la societ\u00e0 che impone una funzione, il chi sei, da dove vieni? Quante volte sin dalla nascita devono indossare una maschera, comportarsi o vestirsi secondo canoni precostituiti? Romeo invece \u00e8 un rivoluzionario, \u00e8 disposto a rinunciare al nome, all\u2019identit\u00e0, a mettersi a nudo con l\u2019amore che sembra essere l\u2019unico orizzonte luminoso in questo scenario di buio e morte\u00bb.<\/p>\n<p>Come \u00e8 stato guidare artisticamente quasi trenta ragazzini? \u00abLa guida \u00e8 stata reciproca. A me piace lavorare con chi \u00e8 giovane e lo scambio \u00e8 transitivo, cos\u00ec come quando ho fatto <em>Il sindaco del rione Sanit\u00e0<\/em>, o<em> Capri-Revolution<\/em>. Del resto anche io ho iniziato giovanissimo ed ero sempre il pi\u00f9 piccolo della combriccola e sono stato segnato dal confronto con artisti pi\u00f9 grandi e pi\u00f9 esperti di me. Adesso che sono io quello attempato mi sembra giusto e stimolante stare ad ascoltare le loro suggestioni\u00bb.<\/p>\n<p>A proposito di tempi passati ma mai dimenticati e sempre nel cuore in questi giorni nelle sale cinematografiche il suo docufilm <em>Laggi\u00f9 qualcuno mi ama<\/em> \u00e8 un omaggio che tra l\u2019altro scava nel rapporto con l\u2019amore del grande Massimo Troisi artista e uomo. \u00ab\u00c8 stato interessante ritrovarmi a fare questi lavori quasi parallelamente. C\u2019\u00e8 un elemento che accomuna Troisi e Romeo e Giulietta, ovvero nel momento in cui l\u2019amore riesce a diventare creazione poetica allora riesce a esprimersi e questo \u00e8 il punto di arrivo di Troisi con <em>Il postino<\/em> ad esempio, mentre in tutti i film precedenti c\u2019era difficolt\u00e0 a dire, c\u2019era afasia. Con <em>Il postino<\/em> invece sboccia questa possibilit\u00e0 di dire e di amare e cos\u00ec anche in Shakespeare: dire l\u2019amore diventa l\u2019amare. Ed \u00e8 un dire sublime\u00bb.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 stato qualcosa di inaspettato che ha scoperto di Troisi durante la ricerca fatta per il documentario? \u00abForse il suo rigore, non si staccava mai dalla macchina da presa\u00bb. Qualcosa di non detto? \u00abSi potrebbe continuare a dire all\u2019infinito. Ad esempio ho filmato solo cinque o sei dei foglietti con gli appunti di Troisi e quelli sono uno scrigno pazzesco\u00bb. In che modo cinema e teatro dialogano nelle sue opere? \u00abI due linguaggi si parlano, nel mio teatro d\u2019avanguardia sono stato uno dei primi a usare proiezioni, oggi ne faccio un uso solo funzionale, quasi scenografico, comunque deve essere molto chiaro che si tratta di linguaggi diversi, il teatro mi piace con i corpi, la fisicit\u00e0 degli attori, la concretezza, lo spazio\u00bb. Il prossimo progetto\/atto d\u2019amore? \u00abIn questi ultimi tempi la quantit\u00e0 di atti d\u2019amore \u00e8 stata notevole e sono quasi stremato, per\u00f2 ce ne ho uno che far\u00f2 a maggio, la messinscena al San Ferdinando di Napoli di un testo mai rappresentato dell\u2019indimenticata Fabrizia Ramondino, con Lino Musella e Iaia Forte. Il titolo \u00e8 lungo: <em>Stanza con compositore, donne, strumenti musicali, ragazzo<\/em>. E questo sar\u00e0 in effetti un altro atto d\u2019amore\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Quando si solleva l\u2019enorme velatino sul palco del Piccolo Strehler l\u2019impatto \u00e8 impressionante: un gigantesco albero pervade l\u2019intera scena innestandosi all\u2019interno di una deprimente e fatiscente discarica con bidoni, pneumatici e carcassa di automobile. 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