{"id":797,"date":"2016-02-26T14:49:04","date_gmt":"2016-02-26T13:49:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=797"},"modified":"2016-02-26T16:45:44","modified_gmt":"2016-02-26T15:45:44","slug":"tosca-e-venturiello-portano-a-teatro-il-grande-dittatore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2016\/02\/26\/tosca-e-venturiello-portano-a-teatro-il-grande-dittatore\/","title":{"rendered":"Tosca e Venturiello portano a teatro &#8220;Il Grande Dittatore&#8221;"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_801\" aria-describedby=\"caption-attachment-801\" style=\"width: 196px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2016\/02\/FOTO-DI-SCENA-IL-GRANDE-DITTATORE.jpg-MEDIA-13.jpg\"><img class=\"size-medium wp-image-801\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2016\/02\/FOTO-DI-SCENA-IL-GRANDE-DITTATORE.jpg-MEDIA-13-196x300.jpg\" alt=\"Il Grande Dittatore (ph.Federico Riva)\" width=\"196\" height=\"300\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-801\" class=\"wp-caption-text\">Il Grande Dittatore (ph.Federico Riva)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Per amore e per audacia. Con la passione per un\u2019arte totale e con il coraggio di chi getta il cuore oltre l\u2019ostacolo. A possedere questi requisiti e spinte emotive sono stati l\u2019attrice e cantante Tosca, Massimo Venturiello, protagonista e anche regista insieme a Giuseppe Marini e il produttore Franco Clavari. In tempi in cui spending review, tagli ossessivi e calcoli pusillanimi sono ancora dominanti questi spiriti ardimentosi hanno portato in scena una folta schiera di interpreti e soprattutto si sono mossi sul crinale dell\u2019incoscienza decidendo di adattare per il teatro un capolavoro assoluto del grande schermo frutto di un\u2019intuizione sublime di quel geniale e impareggiabile artista che nel 1940 mentre la maggioranza di due nazioni venerava come icone i suoi tiranni lui li parodiava alacremente, li sbeffeggiava e ridicolizzava satiricamente svelandone meschinit\u00e0 e miserie attraverso un\u2019opera restata negli annali della storia del cinema: Il grande dittatore, il primo film parlato di Charlie Chaplin.<\/p>\n<p>Va subito precisato che Venturiello col suo adattamento (e anche con la convincente interpretazione dei due protagonisti del film: Hynkel, dittatore della Tomania, lapalissiana e smaccata caricatura di Hitler, e il barbiere ebreo, suo sosia) non tenta giustamente (\u00absarebbe stata una battaglia persa in partenza e inutile\u00bb, lui stesso ammette) di imitare o scimmiottare l\u2019originale. Piuttosto, pur nel rispetto sostanziale della trama, crea spesso ex novo soluzioni linguistiche e lessicali: \u201cmarcia, ammazza, cancelliamo questa razza!\u201d \u00e8 ad esempio lo slogan terribilmente incisivo cantato dalla \u201ccamicie grigie\u201d, ma assolutamente esilarante e senza nulla da invidiare all\u2019originale chapliniano \u00e8 il grammelot di Venturiello che per il monologo farneticante di Hynkel, quando arringa la folla, disprezza la democrazia e incita all\u2019odio razziale, attinge alle sue conoscenze dei dialetti meridionali. Interessante anche l\u2019idea di sottolineare l\u2019aspetto istrionico del dittatore (antesignana figura del politico cialtronesco e gigionesco manipolatore della comunicazione) che scioglie la sua articolazione verbale ripetendo la locuzione \u201cebrei-bruni\u201d.<\/p>\n<p>Ma i veri innesti innovativi si creano con la musica klezmer-yiddish e i \u201csongs\u201d, cantati con voce ora profonda e graffiante, ora poetica e struggente da una Tosca in splendida forma e duttilissima nel doppio ruolo di Hannah, la povera fanciulla del ghetto, e della robusta e ruvida moglie in salsa romagnola di Napoloni (un travolgente e irresistibile Lalo Cibelli), esplicita evocazione del duce. Ne scaturisce cos\u00ec un\u2019opera musicale unica nel suo genere perch\u00e9 ricca di contaminazioni; da momenti in stile brechtiano al variet\u00e0 e persino all\u2019avanspettacolo ma senza cadute di stile. All\u2019interno di una classica scenografia girevole prevedibile ma sempre efficace di Alessandro Chiti si susseguono le sequenze pi\u00f9 significative del film tra cui la memorabile danza col mappamondo interpretata magistralmente da Venturiello-Hynkel con un canto, \u201cVoglio, voglio, voglio\u201d, tanto delirante quanto sinistro.<\/p>\n<p>Si giunge cos\u00ec all\u2019epico monologo finale, il toccante e spiazzante \u201cdiscorso all\u2019umanit\u00e0\u201d in cui con gli occhi fissi alla cinepresa Chaplin smette di essere personaggio (non \u00e8 pi\u00f9 Hynkel, n\u00e9 il barbiere ebreo, \u00e8 solo se stesso), si rivolge direttamente allo spettatore e, toccando tutte le corde del suo animo, scuotendo le coscienze (cita anche il Vangelo di S.Luca: \u00abIl Regno di Dio \u00e8 nel cuore di ogni uomo\u00bb), lancia un semplice ma sorprendente appello alla pace universale. Qui per\u00f2 Venturiello, forse per il timore eccessivo di scivolare nella retorica, stempera e taglia volutamente gli accenti veementi depotenziando per\u00f2 al contempo il naturale climax contenuto nell\u2019epilogo. Ma resta intatto l\u2019invito, implicito e potente, a coltivare la memoria di quegli orrori, anche col sorriso che non significa per\u00f2 oblio. E per divertirsi, ma non per dimenticare, si pu\u00f2 andare al Teatro Eliseo di Roma fino al 6 marzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Per amore e per audacia. Con la passione per un\u2019arte totale e con il coraggio di chi getta il cuore oltre l\u2019ostacolo. A possedere questi requisiti e spinte emotive sono stati l\u2019attrice e cantante Tosca, Massimo Venturiello, protagonista e anche regista insieme a Giuseppe Marini e il produttore Franco Clavari. 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