{"id":8058,"date":"2023-11-23T13:59:58","date_gmt":"2023-11-23T12:59:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=8058"},"modified":"2023-11-23T17:28:23","modified_gmt":"2023-11-23T16:28:23","slug":"il-canto-di-antigone-nellera-covid","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2023\/11\/23\/il-canto-di-antigone-nellera-covid\/","title":{"rendered":"IL CANTO DI ANTIGONE NELL&#8217;ERA COVID"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1.jpg\"><img class=\"alignnone size-medium wp-image-8060\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1-300x228.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"228\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1-300x228.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1-36x27.jpg 36w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1-280x213.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-1.jpg 509w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>In quel crogiuolo di colori, odori, sapori e saperi, sempre tutti sapidi, in quella testimonianza concreta che da 25 anni dimostra che la condivisione, il dialogo, lo scambio e il confronto sono la cartina tornasole del grado di civilt\u00e0 umana, in quell&#8217;angolo di mondo caleidoscopico al <strong>Porto Antico di Genova<\/strong> in cui la convivenza festosa delle etnie dimostra che le migrazioni possono essere opportunit\u00e0 e ricchezza e non solo un problema, insomma in quell&#8217;inno alla vita, alla contaminazione e alla vitalit\u00e0 che \u00e8 il <strong>Suq Festival<\/strong>, fortemente sognato e realizzato dal 1999 dalla visionaria ma pragmatica <strong>Carla Peirolero<\/strong> insieme a <strong>Valentina Arcuri<\/strong>, ha debuttato in anteprima nazionale uno spettacolo che parla di morte, di rimozione del lutto e fa rivivere a tutti i partecipanti il dolore per la scomparsa dei propri cari. Un paradosso? Una provocazione? No, una scelta azzeccata e logica. Quale miglior modo infatti di celebrare la vita se non con una presa di coscienza della propria finitudine? \u00c8 stato uno spettacolo frutto di studi e laboratori tanatologici a partire dalla pietra miliare \u201cMorte e pianto rituale\u201d di Ernesto De Martino fino alle ricerche sui rituali funebri di Maria Angela Gelati, ma senza alcuna pedante, leziosa o saccente connotazione saggistica. \u00c8 stato il frutto di interrogativi che gli ideatori si sono posti in prima persona riassumibili in un quesito: perch\u00e9 la societ\u00e0 e la cultura di oggi non ci forniscono pi\u00f9 gli strumenti per stare davanti alla morte? Ma soprattutto \u00e8 uno spettacolo in cui finalmente la componente rituale del teatro, tanto agognata, viene davvero pienamente fatta vivere.<\/p>\n<p>Si esce da questa esperienza con un misto di gioiosa leggerezza e dolorosa introspezione. E in chi ha un approccio critico rimbomba un punto interrogativo:&nbsp;ma quanto bisogno c&#8217;\u00e8 di parlare di morte oggi e di condividere il dolore?&nbsp;E sempre nell&#8217;animo del critico rimbalza anche un punto esclamativo: ma quanto \u00e8 bello il Teatro quando vive e fa vivere la metamorfosi continua da ludico gioco a vivido fuoco, da palese finzione a innegabile realt\u00e0, da costruzione artistica a limpida verit\u00e0! Il titolo di questo spettacolo di primo acchito non fa comprendere la portata di una messa in scena, o pi\u00f9 propriamente messa in vita, che avr\u00e0 una vita oltre il Suq (da settembre a novembre sar\u00e0 a Brescia, Bergamo, Torino, Firenze). \u201cAntigone \u2013 Tragedia con canzoni\u201d si intitola, il <strong>Teatro dei Borgia<\/strong> ne \u00e8 il creatore. La compagnia di Barletta, gi\u00e0 pluripremiata con diversi riconoscimenti, non \u00e8 nuova a operazioni di osmosi fra arte e vita; <em>Medea per strada<\/em>, ad esempio, gi\u00e0 nel 2016 nasceva da una potente e pungente riflessione personale scaturita dalla visione dello sfruttamento dei corpi delle prostitute nigeriane che di giorno e di notte scandivano i 30 km della statale che collega Barletta a Corato.<\/p>\n<p>Da qualche anno dunque sono i miti a ispirare Gianpiero Alighiero Borgia ed Elena Cotugno, fondatori della compagnia, che pi\u00f9 che attualizzare i protagonisti delle tragedie greche li fanno rinascere e reincarnare in persone dei nostri contesti urbani. Antigone, quindi, diventa la sfacciata, anticonformista, stravagante Ninni, anch\u2019essa per\u00f2, come la sua matrice classica, ribelle e antagonista del \u201cnomos\u201d laico, della legge spietata, priva di \u201cpietas\u201d. Anche lei lotta, si ostina e si sacrifica per dare sepoltura al fratello, ma la settima opera di \u201cMisericordia spirituale\u201d viene impedita dal divieto di celebrazioni funebri che tutti abbiamo subito durante i cupi giorni dell\u2019emergenza sanitaria da Covid-19. Antigone \u2013 Ninni se ne infischia di decreti, confinamenti, lockdown e regole anti tutto di recente triste memoria, rende in modo plateale e scandaloso onore alla bara fraterna e ne consegue la rovinosa e drammatica sequela di lutti pi\u00f9 o meno con la cadenza e la successione gi\u00e0 versificata da Sofocle. Non sta comunque in questo racconto, qui solo accennato, il fascino e la chiave vincente del lavoro: \u00abIl Covid in realt\u00e0 \u2013 ci spiega Gianpiero Borgia ideatore e regista dell\u2019allestimento \u2013 ha solo enfatizzato una deriva in atto da tempo. Questo spettacolo \u00e8 in realt\u00e0 una denuncia implicita contro il dominio del mercato che pervade ogni aspetto dell\u2019esistenza umana a discapito del sacro, dell\u2019affetto, della presenza, che con i social network arriva alla toilette e annichilisce ogni spazio dell\u2019intimo. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 tempo libero, sospeso, non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 domenica, le feste ormai segnate dalla logica consumistica, la ricorrenza dei morti cede il passo ad Halloween, il presepe all\u2019albero di Natale, l\u2019astinenza \u00e8 pure un tab\u00f9 perch\u00e9 se non consumi non sei pi\u00f9 un cliente e sei fuori o addirittura un pericolo, un intoppo per il meccanismo produttivo\u00bb. Tutto ci\u00f2 che \u00e8 minato, ridicolizzato o ignorato, svilito e bandito dal sistema capitalistico viene invece accolto in <strong><em>Antigone \u2013 Tragedia con canzoni<\/em><\/strong>, a partire dalla morte, o meglio, dallo spazio \u2013 tempo da dedicare all\u2019elaborazione del lutto per evitare, per dirla alla De Martino, \u201cdi passare con ci\u00f2 che passa e di restare intrappolati in un\u2019ebetudine stuporosa\u201d.<\/p>\n<p>Ma non si viene presi di petto, perch\u00e9 l\u2019effetto potrebbe essere traumatico, respingente e i tab\u00f9 indigeribili, piuttosto si viene presi per mano delicatamente, leggiadramente e giocosamente da tre cantori e musici (gli acerbi ma freschi e sempre in sintonia Luna D\u2019Intino, Allegra Micaglio e Sabino Rociola) che sulle note di \u201cBuonanotte fiorellino\u201d invitano a entrare nello spazio scenico in questo caso pi\u00f9 aperto che mai: l\u2019Isola delle Chiatte, una piattaforma galleggiante, in equilibrio precario, instabile, esposta agli agenti atmosferici, una scelta perfettamente in linea con la celebrazione della precariet\u00e0 dell\u2019esistenza. Si palesano poi le vere due guide di questo percorso rituale: Christian Di Domenico, nei panni di Creonte, ed Elena Cotugno in quelli di Ismene, qui rinominata Lul\u00f9, che evocher\u00e0 le vicissitudini della sorella Antigone \u2013 Ninni e di tutti gli altri sciagurati familiari. La narrazione per\u00f2 fa solo da sottile trama a una profonda condivisione emotiva che gentilmente si afferma e prende corpo. Si passa da un silenzio comune ai ricordi chiassosi o commoventi, ridanciani o strazianti dei cari estinti secondo i canoni dei riti funebri sempre meno oggi frequentati. Si affastellano momenti diversi, dalle odi alle dediche, dalle riflessioni problematiche alle canzoni parodistiche sui Dpcm e le dirette a reti unificate sull\u2019emergenza sanitaria. Christian Di Domenico \u00e8 pi\u00f9 che convincente nel mostrare prima un Creonte bonario, gioviale e persino goliardico e nel finale, dopo aver rivissuto la&nbsp;terribile agnizione del suicidio del figlio e della moglie, profondamente dilaniato e svuotato; solo allora le lacrime diverranno la sua cifra emotiva con un tragicomico boccione che le accoglie e le contiene tutte. Elena Cotugno \u00e8 perfetta nell\u2019improvvisazione e nell\u2019affabulazione e con aria svagata, fanciullesca e una spontanea vis comica crea le condizioni ideali per la condivisione collettiva.<\/p>\n<p>Gli spettatori diventano cos\u00ec \u201cspettattivi\u201d e in prima persona, senza retorica n\u00e9 protagonismo, senza compiacimento n\u00e9 strumentalizzazione, confessano sofferenze private e mancanze dolorose e scorre una palpabile commozione, si creano spontanei abbracci, empatie e sintonie. L\u2019immagine finale suggestiva \u00e8 quella di un albero \u2013 giostra sui cui rami \u2013 ganci ognuno appende una mascherina con scritto il nome del proprio affetto perduto. Il teatro ha fatto il suo miracolo, ha scosso le coscienze, ha sollevato questioni, ha creato comunioni, ha prodotto catarsi. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<div class=\"page__html-content\">\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"SocialLinks SocialLinks--dark page__social-links\">&nbsp;<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"In quel crogiuolo di colori, odori, sapori e saperi, sempre tutti sapidi, in quella testimonianza concreta che da 25 anni dimostra che la condivisione, il dialogo, lo scambio e il confronto sono la cartina tornasole del grado di civilt\u00e0 umana, in quell&#8217;angolo di mondo caleidoscopico al Porto Antico di Genova in cui la convivenza festosa [&hellip;]","protected":false},"author":32,"featured_media":8061,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[90,1],"tags":[796,260,793,259,792,795,262,794],"acf":[],"aioseo_notices":[],"featured_image_url":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2023\/11\/antigone-2.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8058"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/users\/32"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=8058"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8058\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":8063,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/8058\/revisions\/8063"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media\/8061"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=8058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=8058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=8058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}