{"id":8607,"date":"2024-01-31T15:45:41","date_gmt":"2024-01-31T14:45:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=8607"},"modified":"2024-01-31T15:45:41","modified_gmt":"2024-01-31T14:45:41","slug":"guerritore-il-talento-puro-di-ginger","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2024\/01\/31\/guerritore-il-talento-puro-di-ginger\/","title":{"rendered":"Guerritore, il talento puro di Ginger"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_8609\" aria-describedby=\"caption-attachment-8609\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore.jpg\"><img class=\"size-medium wp-image-8609\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-300x199.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"199\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-1024x678.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore-650x431.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/1706167012-monica-guerritore.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8609\" class=\"wp-caption-text\">Monica Guerritore in \u201cGinger e Fred\u201d, di cui firma anche la regia, in scena a Firenze dal 30 gennaio \/ Manuela Giusto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una ciurma di umanit\u00e0 varia e variegata si affaccia titubante e impacciata sul palco vuoto, oscuro e lunare. Sembrano gli attori scalcinati della Compagnia della contessa che giungono disorientati a Villa Scalogna nel pirandelliano<em> I giganti della montagna<\/em>. Ma questa realt\u00e0 scenica \u00e8 pi\u00f9 prosaica: sono i folkloristici ospiti scritturati da una tv privata per lo show natalizio in cui dovranno fare da tappabuchi all\u2019interno del flusso costante pubblicitario con brevi e sincopati interventi esibendo nella maniera pi\u00f9 iperbolica possibile le loro storie e peculiarit\u00e0. C\u2019\u00e8 il sosia di Clark Gable, il Lucio Dalla tale e quale, Rita Hayworth in versione trans, Brigitte Bardot aspirante soubrette ma con l\u2019occhio pesto procuratogli dal coniuge maschilista e violento, l\u2019uomo coccodrillo, il detenuto pluriomicida\u2026 un caravanserraglio che freme di ritagliarsi uno spicchio di esistenza sotto la luce dei riflettori. In questa corte dei miracoli si stagliano Pippo e Amelia, in arte Ginger e Fred, due vecchie glorie, due attempati ballerini di tip tap dal lontano passato pieno di fasti, ma dal presente ammantato di oblio e decadenza che, ancor pi\u00f9 spaesati e sperduti rispetto al resto della brigata, non si riconoscono pi\u00f9 in questo circo mediatico.<\/p>\n<p>\u00c8 l\u2019incipit dell\u2019adattamento del capolavoro felliniano del 1986 che per la prima volta arriva in teatro grazie al lavoro di trasposizione e di regia di <strong>Monica Guerritore<\/strong> che veste i panni di Amelia\/Ginger affiancata da <strong>Massimiliano Vado<\/strong> in quelli di Pippo\/Fred. Uno spettacolo (dal <strong>30 gennaio al 4 febbraio alla Pergola di Firenze<\/strong> e poi in tourn\u00e9e fino a marzo) inevitabilmente ardito e ambizioso, corale e articolato, come se ne vedono pochi, che scorre e corre per poco pi\u00f9 di un\u2019ora e mezza su due binari, da un lato la denuncia non bacchettona ma leggiadra e a tratti farsesca di certa tv commerciale cinica e cialtrona, greve e grossolana, dall\u2019altro la vena lirica di empatica solidariet\u00e0 umana verso gli outcast dell\u2019ingranaggio spietato dello show business. Il filone della satira potrebbe suonare datato. D\u2019altronde nelle orecchie e nella mente dello spettatore brizzolato ancora risuonano gli esilaranti e sferzanti svergognamenti della beceraggine televisiva operati mirabilmente dall\u2019Indietro tutta di Arbore e dagli sketch di Lillo&amp;Greg. Il \u201ccaso pietoso\u201d (vedi Che l\u2019hai visto?, la sbellicante parodia della coppia appena citata), la pubblicit\u00e0 mirabolante e millantante (come non pensare al mitico \u201cCacao meravigliao\u201d?), il conduttore un po\u2019 Funari, un po\u2019 Cruciani, un po\u2019 domatore di circo, tutto ci\u00f2 suona come un d\u00e9j\u00e0 vu.<\/p>\n<p>Ma questo gi\u00e0 visto, digerito e sedimentato viene illuminato da una sensibilit\u00e0 acuta e poetica, da una pietas struggente, tutte doti riconducibili all\u2019ideatrice e mattatrice di questa impegnativa operazione di adattamento del film felliniano. E Monica Guerritore non nutre dubbi sulla necessit\u00e0 di tenere ancora alta l\u2019attenzione e all\u2019erta la coscienza su quello stesso scenario preconizzato quasi 40 anni fa dal visionario regista romagnolo: \u00abBisogna sempre prenderne consapevolezza e rimanere svegli. Il teatro serve a questo. Attraverso lo specchio del palcoscenico vissuto in carne e ossa riesci a vedere quelle distorsioni, ci ridi sopra e prendi coscienza di quello che ti abita, che abita la televisione, la tua vita. In questo caso ci si rende conto che il materiale umano all\u2019interno del piccolo schermo viene messo al servizio del consumo. <strong><em>Ginger e Fred<\/em><\/strong>, Amelia e Pippo, vorrebbero portare in scena il loro numero intriso di grazia e poesia, ma il presentatore li mortifica subito e gli chiede: \u201cQuanto dura? Sei minuti? Troppo, tagliatelo, deve durare tre minuti\u201d. Non c\u2019\u00e8 tempo per l\u2019arte, loro chiedono l\u2019orchestra ma gli danno la base registrata. La cosa importante \u00e8 una sola: arrivare allo stacco pubblicitario\u00bb. I Ginger e Fred disorientati, smarriti e un po\u2019 impauriti chi sono oggi? \u00abTutte le persone che arrivano in tv cercando di portare qualcosa di autentico ma che vengono castrati perch\u00e9 tutti i temi devono essere trattati in leggerezza a meno che non sia qualcosa di mostruoso; o c\u2019\u00e8 superficialit\u00e0 o morbosit\u00e0, un meccanismo alienato che dalla tv si \u00e8 riversato sui social. Il problema non \u00e8 la tv commerciale tout court, la questione \u00e8 che non ci pu\u00f2 essere solo il \u201ccantante mascherato\u201d, il \u201ctale e quale\u201d e questi generi di show un po\u2019 ripetitivi, il pubblico \u00e8 predisposto anche a nutrirsi d\u2019altro\u00bb.<\/p>\n<p>Lei ha sempre affermato che \u00abtutto ci\u00f2 che ha a che fare con l\u2019arte ha a che fare con Dio\u00bb. Cosa c\u2019\u00e8 di divino nel suo Ginger e Fred? \u00abLa grazia della musica, il <em>Guglielmo Tell<\/em> di Rossini ascoltato in silenzio e lo struggimento del ricordo che toglie il fiato. Solo l\u2019umanit\u00e0 ha la possibilit\u00e0 di contemplare la bellezza, di immergersi in un colore, in una musica\u00bb. C\u2019\u00e8 una speranza? \u00abLa speranza sarebbe di poter parlare di s\u00e9, di essere qualcuno entrando in quella scatola luminosa e prendere aura e peso, ma \u00e8 un inganno perch\u00e9 la tv non illumina ma spettacolarizza. Sono decenni che si lanciano gli strali contro una tv volgare e chiassosa, esibizionista e consumista, banale e autoreferenziale\u00bb. Qualcosa \u00e8 cambiato? \u00abNo, perch\u00e9 il mondo produttivo \u00e8 incredibilmente pigro, non \u00e8 pronto a sperimentare. Steve Jobs diceva: \u00abLa gente non sa quello che vuole finch\u00e9 non glielo fai capire tu\u00bb. Il caso del film della Cortellesi, <em>C\u2019\u00e8 ancora domani<\/em>, \u00e8 emblematico, una storia edificante e impegnata che ha incontrato il favore assoluto delle platee cinematografiche. Bisogna sperimentare. A teatro noi lo facciamo. Se mi dicessero: che facciamo? Io lo saprei. I talenti non sono solo i cantanti o gli chef; i campi di indagine sono tanti, le scoperte scientifiche, l\u2019esplorazione dello spazio, come viveva Dante, i grandi classici rivisitati, la biografia degli artisti\u00bb. A tale proposito riconsiderando in modo rapsodico la sua carriera teatrale, da quell\u2019esordio nel 1974 a 16 anni con Strehler alle esperienze con Missiroli, Romolo Valli, De Lullo, Gabriele Lavia\u2026 si \u00e8 mai chiesta il perch\u00e9 della scelta di una vita per il teatro? \u00abPerch\u00e9 qua c\u2019\u00e8 la vita vera, le parole vere, i corpi veri, i pensieri fatti carne, nel silenzio, nel buio, nel tempo che ti prendi, nella possibilit\u00e0 di trasformare tutto ci\u00f2 che qui si vede in un\u2019esperienza personale, senza questo tutto resta piatto e superficiale. Qui ci si allena a immedesimarsi e a soffrire\u00bb. Che cosa \u00e8 l\u2019attore? \u00abL\u2019attore sono io sul palco che soffro e tu in platea che piangi\u00bb.<\/p>\n<p>Una curiosit\u00e0 biografica: \u00e8 vero che fu lei a suggerire la colonna sonora dei Pink Floyd per lo sceneggiato Rai <em>Manon Lescaut<\/em> del 1977 in cui era protagonista? \u00abAssolutamente s\u00ec, avevo questo 33 giri dei Pink Floyd vicino al letto e sentii subito che era azzeccatissimo, lo dissi al regista Sandro Bolchi e dalla terza puntata fu utilizzato il brano <em>Shine on you crazy diamond<\/em>. Fu un successo clamoroso ma fu anche la nostra rovina perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico sceneggiato che non pu\u00f2 essere commercializzato in quanto non ha i diritti di quel brano\u00bb. Restando in tema di sonorit\u00e0 e di episodi del passato conferma anche che Giancarlo Giannini le regal\u00f2 una musicassetta di 90 minuti incisa su entrambi i lati con la sua voce che declinava \u201cPronto\u201d con innumerevoli cambi di intonazioni e intenzioni? \u00abCerto. Avrei dovuto capire subito la portata del suo ego\u00bb. Musica e festival della canzone italiana: a Sanremo 2021 ricordiamo il suo intenso e incisivo monologo su Penelope. Cosa vorrebbe accadesse di importante, di significativo, nell\u2019imminente Sanremo 2024? Se ci fosse la possibilit\u00e0 di lanciare un monito canterei <em>Una piccola ape furibonda<\/em> di Alda Merini: \u201cChi regala le ore agli altri vive in eterno\u201d\u00bb. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Una ciurma di umanit\u00e0 varia e variegata si affaccia titubante e impacciata sul palco vuoto, oscuro e lunare. 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