{"id":8613,"date":"2024-01-31T15:54:28","date_gmt":"2024-01-31T14:54:28","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/?p=8613"},"modified":"2024-01-31T15:54:28","modified_gmt":"2024-01-31T14:54:28","slug":"fantozzi-il-mito-tra-le-sue-nuvolette","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/2024\/01\/31\/fantozzi-il-mito-tra-le-sue-nuvolette\/","title":{"rendered":"Fantozzi, il mito tra le sue nuvolette"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_8615\" aria-describedby=\"caption-attachment-8615\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore.jpg\"><img class=\"size-medium wp-image-8615\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-300x200.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-41x27.jpg 41w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-280x186.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore-650x433.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/retroscena\/wp-content\/uploads\/sites\/14\/2024\/01\/fantozzi-livermore.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-8615\" class=\"wp-caption-text\">Una scena dello spettacolo teatrale \u201cFantozzi. Una tragedia\u201d, al centro il protagonista Gianni Fantoni foto di Nicol\u00f2 Rocco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si racconta che molti anni fa il grande Vittorio Gassman al termine di una tragedia classica inscenata da una compagnia amatoriale avesse esclamato: \u00abPeccato, un altro piccolo sforzo e sarebbe stata una divertentissima commedia!\u00bb. Paolo Villaggio quello sforzo lo fece eccome e la resa fu encomiabile e immortale quando nel 1971 pubblic\u00f2 <strong><em>Fantozzi<\/em> <\/strong>creando quel mitico personaggio che con le sue tragiche e iperboliche disavventure di sfigato impiegatuccio vessato, tartassato e umiliato, col suo focolare domestico meschino, mediocre e deprimente riusc\u00ec a far ridere a crepapelle milioni di italiani inoculando nell\u2019immaginario collettivo innumerevoli memorabili espressioni che fondevano o ribaltavano il drammatico col comico. A pi\u00f9 di mezzo secolo di distanza un altro grande poliedrico artista contemporaneo,<strong> Davide Livermore<\/strong>, regista di prosa e di opere liriche in Italia e all\u2019estero, di indimenticabili tragedie greche a Siracusa, di quattro inaugurazioni consecutive alla Scala, da quattro anni direttore del<strong> Teatro Nazionale di Genova<\/strong>, si basa proprio su quella crasi fra sciagura e risata per portare in scena al <strong>Teatro Ivo Chiesa<\/strong> del capoluogo ligure, da oggi fino all\u201911 febbraio e poi in lunga e pare triennale tourn\u00e9e, le mirabolanti e catastrofiche sventure del ragioniere pi\u00f9 \u201closer\u201d ed esilarante al contempo. <strong><em>Fantozzi. Una tragedia<\/em><\/strong>: gi\u00e0 nel laconico titolo infatti il sincretismo \u00e8 evidente. Sul palco poi \u00e8 lampante gi\u00e0 dalla prima scena, quella \u201ccult\u201d della corsa contro il tempo per arrivare in orario in ufficio, quella del caff\u00e8 a \u201ctremila gradi fahrenheit\u201d e del salto dal terrazzino per prendere \u201cl\u2019autobus al volo\u201d. Il tono era epico gi\u00e0 nell\u2019originale, qui sfocia nel dramma classico e si rivela poi essere una sorta di prologo meta-teatrale, con un principio di amletico monologo, a cui seguono quattro atti pi\u00f9 coro ed epilogo. Insomma un\u2019esplicita struttura drammaturgica da tragedia greca. E a farla da padrone \u00e8 proprio il padrone di casa: il teatro. \u00c8 bastato aver assistito a una prova, seppur molto frammentata, segmentata da un lavoro di limatura sonora e di aggiustamenti prossemici, per godere dell\u2019eclatante lavoro di evocazione immaginifica e uditiva, prerogativa e peculiarit\u00e0 dell\u2019arte teatrale. Una scelta logica ma mai scontata che attraversa due ore e mezza di spettacolo prismatico, incalzante o sospeso, vorticoso o lirico, tragico e\/o comico per l\u2019appunto.<\/p>\n<p>Tutto viene fatto immaginare, la scena \u00e8 in pratica un parallelepipedo vuoto con pedana in pendenza dove si vedono senza vedere l\u2019ufficio di Fantozzi e Filini, il camping della vacanza alternativa, la sala da biliardo dell\u2019Avvocato Catellani, il campo da tennis, il ristorante giapponese, la mitica \u201cBianchina\u201d a cui danno telaio e anche voce gli stessi personaggi. E si odono e si vedono i suoni, tutti prodotti in scena dagli attori che mimano e fanno i rumoristi con mugugni onomatopeici, versi ecolalici; \u00e8 tutto molto Supergulp! Fumetti in\u2026 teatro per\u00f2, non in tv. Ci sono poi invenzioni sceniche tanto semplici quanto efficaci: dalla pioggia di palline da tennis che invadono scena e platea, all\u2019immancabile nuvoletta fantozziana, alle palle da biliardo umane che danzano e cozzano fra di loro nell\u2019epica partita fra Fantozzi e Catellani in una sequenza in cui trattenere le lacrime per le risate sar\u00e0 arduo. A solcare e domare questo mare magnum in cui pescare nella turgida e strabordante flora e fauna fantozziana accumulatasi attraverso dieci film e un\u2019altra decina di libri ci ha pensato lo stesso Livermore con una drammaturgia che si dipana in quattro temi (Fantozzi e il lavoro, le donne, lo sport e la coscienza di classe) e creata insieme ad <strong>Andrea Porcheddu, Carlo Sciaccaluga e Gianni Fantoni<\/strong>. A quest\u2019ultimo l\u2019impegnativo compito di patire gli strali dell\u2019oltraggiosa fortuna fantozziana. D\u2019altronde non poteva che essere lui, l\u2019attore ferrarese che, oltre ad avere un destino interpretativo segnato dal nome, \u00e8 stato l\u2019alter ego di Fantozzi con una voce e un phisique du r\u00f4le di impressionante aderenza e con un sogno caparbiamente inseguito da dieci anni: portare l\u2019iconico personaggio di Villaggio a teatro. La regia \u00e8 ovviamente di Davide Livermore che come sempre ha creato una partitura caleidoscopica di musica e prosa, un meccanismo ad orologeria dai ritmi perfetti in cui si innestano le invenzioni, come il personaggio strambo e spiazzante del \u201cDizionario fantozziano\u201d, le contaminazioni e le evocazioni della commedia dell\u2019arte, dei drammi shakespeariani quali Re Lear o Amleto, e delle tragedie sofoclee come Edipo Re e Filottete.<\/p>\n<p>Quando lo incontriamo al termine dell\u2019intensa sessione di prove Livermore \u00e8 ancora adrenalinico e il suo entusiasmo \u00e8 contagioso: \u00ab\u00c8 il sogno di una vita. Mettere in scena la \u201cnuvoletta\u201d dell&#8217;impiegato \u00e8 una cosa che avevo in mente dall\u2019et\u00e0 di 11 anni quando d\u2019estate all&#8217;isola d&#8217;Elba con la mia famiglia si rideva leggendo i libri di Fantozzi e mia mamma mi diceva: \u00abFantozzi siamo noi, siamo noi che non smettiamo di resistere\u00bb. Ma noi in realt\u00e0 stiamo messi molto peggio di Fantozzi\u2026 Il confronto con la nostra quotidianit\u00e0 \u00e8 implacabile. Fantozzi aveva 13 mensilit\u00e0, le ferie pagate, un contratto a tempo indeterminato, noi? Aveva la pensione, andava in vacanza, aveva Pina, una relazione stabile; noi abbiamo rapporti che durano forse sei mesi, se non addirittura solo scambi virtuali. Al tempo di Fantozzi l\u2019universit\u00e0 era pressoch\u00e9 gratuita come la sanit\u00e0, e oggi? Infatti alla fine del nostro spettacolo Fantozzi non la manda a dire e si rivolge al pubblico dicendo: \u00abSiamo proprio sicuri che sia solo io il fallito? Che ci sia da ridere solo di me?\u00bb. Quindi il Fantozzi di Villaggio \u00e8 stato profetico? Paolo Villaggio \u00e8 stato uno dei due italiani che hanno cambiato profondamente la lingua nel XX secolo, l\u2019altro evidentemente \u00e8 stato Gabriele D\u2019Annunzio. Fantozzi \u00e8 l\u2019Ur dell\u2019italiano parlato, ha una forza politica e rivoluzionaria e ci obbliga a vedere quanta poca libert\u00e0 ci sia oggi, quanto i diritti siano calpestati. Eppure in questi mesi mi sono successe cose divertenti: colleghi bravissimi, direttori di teatro meravigliosi che non mi parlano in pubblico di questo spettacolo, lo snobbano e lo ignorano ma poi in disparte, in privato mi dicono: \u00abMa questa cosa di Fantozzi \u00e8 geniale, ne avevamo bisogno\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 il solito retaggio di quella cultura col \u201cKappa\u201d che ha fatto molto per allontanare le persone, quella che si nutre di citazioni, di pose e non di azioni da vero artigiano dell\u2019arte. A proposito di censure oggi Fantozzi potrebbe essere sottoposto alla cosiddetta \u201ccancel culture\u201d con l\u2019accusa di \u201cbodyshaming, catcalling, victim blaming, stalking\u201d. \u00c8 un aspetto che abbiamo non solo considerato ma proprio affrontato nella seconda parte dello spettacolo in cui Pina, la moglie, blocca la rappresentazione, sbrocca e si ribella alle ingiurie ricevute, oggi improponibili. Ma anche Fantozzi subisce \u201cbodyshaming\u201d da una spogliarellista che denigra tutte le sue ridicole fattezze e anche lui si ribella ma a differenza di Pina non ottiene alcuna solidariet\u00e0, ne esce sconfitto anche stavolta. Ma in teatro bisogna fare vedere le mancanze di rispetto, gli orrori della societ\u00e0, \u00e8 fondamentale che Fantozzi sia tremendamente invasivo nell\u2019ambito del \u201cbodyshaming\u201d perch\u00e9 cos\u00ec rappresenta uno specchio per noi. Mai una gioia per il ragioniere o in questa pletora di sconfitte si nasconde una vittoria silente? Ce n\u2019\u00e8 una fondamentale: continua a essere, quella \u00e8 la sua vittoria, perdere per continuare a resistere. Fantozzi chiede sempre scusa, ringrazia, proverbiale il suo \u00abCome \u00e8 umano lei!\u00bb. Oggi invece? Siamo distanti anni luce, c\u2019\u00e8 un\u2019arroganza diffusa clamorosa, il nostro umiliarci e chiedere scusa oggi si coniuga unicamente con lo sport quotidiano tipicamente nostro che \u00e8 il lecchinaggio. RIPRODUZIONE RISERVATA<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><em>di Michele Sciancalepore, fonte Avvenire<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Si racconta che molti anni fa il grande Vittorio Gassman al termine di una tragedia classica inscenata da una compagnia amatoriale avesse esclamato: \u00abPeccato, un altro piccolo sforzo e sarebbe stata una divertentissima commedia!\u00bb. 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