Monica Mondo intervista il Rabbino Steinsaltz a SOUL

Secondo Time “studioso del millennio”, Rabbi Adin Steinsaltz, filosofo, scienziato noto in tutto il mondo per aver tradotto l’intero Talmud in ebraico e nelle principali lingue occidentali (in corso anche la versione in italiano).
Un’impresa monumentale che impegna lui e il centro studi che porta il suo nome, a Gerusalemme, fin dal 1965. Vive a Gerusalemme con la sua grande famiglia, per ora quindici nipoti, è una maestro di saggezza e umorismo ebraico. “Il Talmud è il pilastro centrale della cultura ebraica. È un libro grosso, sono circa 5700 pagine, non c’è un altro libro simile eppure credo di aver letto abbastanza. È un libro sulla legalità, sulla vita, sulla storia della persona, sulle questioni più bizzarre del quotidiano, e sui problemi alti della teologia. È un oceano e io ho inventato una barca per aiutare le persone ad attraversarlo”. “E’ un libro pieno di domande: cui vuole la libertà e ci vuole l’intelligenza di fare delle domande per trovare delle risposte. A volte a domande semplici seguono risposte sbalorditive, altre volte domande importanti non trovano risposte adeguate… le domande si pongono domande a vicenda.
Mio figlio ha conosciuto una ragazza e ha deciso di sposarla. Bene, chiedo, qual è il colore dei suoi occhi? Si stupisce, il grande Rav non fa domande del genere. Ma è una domanda importante o no? Se mio figlio non sa il colore degli occhi della sua sposa…”.
Rav Steinsaltz ha fondato diverse scuole, è un maestro non solo di lingua e di pensiero: “voglio che una rosa diventi una pianta di rose, che una ghianda diventi una quercia. Bisogna studiare i giovani, vedere in loro non quel che tu vuoi, ma capire chi sono. Io stranamente amo le persone, le trovo simpatiche. So che è più facile per molti amare gli animali. Eppure le persone sono buffe, hanno due sole gambe, parlano troppo…sì, sono amabili. Io cerco non di farle diventare delle montagne, ma di aiutarle a diventare più grandi, simpatiche, forti”.