{"id":5788,"date":"2017-11-14T13:12:26","date_gmt":"2017-11-14T12:12:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/?p=5788"},"modified":"2017-11-14T13:15:00","modified_gmt":"2017-11-14T12:15:00","slug":"14-novembre-1982-il-leader-di-solidarnosc-walesa-liberato-dopo-11-mesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/2017\/11\/14\/14-novembre-1982-il-leader-di-solidarnosc-walesa-liberato-dopo-11-mesi\/","title":{"rendered":"14 novembre 1982: il leader di Solidarnosc Lech Wa\u0142\u0119sa, liberato dopo 11 mesi"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-5789 alignleft\" src=\"http:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc-300x180.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"180\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc-45x27.jpg 45w, https:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc-280x168.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/tgtg\/wp-content\/uploads\/sites\/17\/2017\/11\/Lech-Walesa-leader-di-Solidarnosc.jpg 550w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>Il capo del movimento polacco Lech Walesa Solidarno\u015b\u0107\u00a0viene liberato dopo 11 mesi di internamento vicino al confine con l&#8217;Unione Sovietica.\u00a0Lech Walesa da tecnico elettricista e impiegato nei cantieri navali di Gdansk venne tratto in arresto nel 1970, reo di aver incitato gli scioperi nella fabbrica dove lavorava. Il futuro Premio Nobel per la Pace nel 1983 e presidente polacco eletto in modo democratico nel 1990 fino al 1995, insieme ad altri amici come Aleksander Hall e Andrzej Gwiazda, con i quali aveva gi\u00e0 fondato nel 1978 un\u2019organizzazione segreta chiamata Sindacati Liberi di Pomerania, ritenuta illegale dalle autorit\u00e0, e Bogdan Borusewicz &#8211; divenuto in seguito presidente del senato polacco &#8211; guid\u00f2 la protesta civile incitando allo \u00absciopero della solidariet\u00e0\u00bb e a occupare le fabbriche. In queste circostanze, anche per stemperare gli animi, la diocesi di Danzica propose alla sede locale del Partito comunista da fornire assistenza religiosa agli operai. Le autorit\u00e0 comuniste lo accordarono. Si celebr\u00f2 la messa nei cantieri navali baltici e al tempo stesso iniziarono a sventolare bandiere polacche, ritratti di Giovanni Paolo II e furono attaccati manifesti ai cancelli delle fabbriche che ritraevano la Madonna nera di Czestochowa. Fu eletto un Comitato di sciopero interaziendale presieduto da Lech Walesa e alcuni giorni dopo sui muri dei cantieri navali apparvero ventuno richieste scritte a mano su una tavola di legno da parte di\u00a0 Arkadiusz Ribyki, un altro operaio amico di Walesa e militante del Movimento giovane Polonia (Rmp),\u00a0 una delle tantissime sigle che, come il Comitato difesa operai (Kor) e Sindacati Liberi (Wzz), confluirono in seguito dentro Solidarnosc. Il cardinale Wyszynski, primate di Polonia, non manc\u00f2 di parlare nelle sue omelie come fece il 17 agosto della drammatica situazione in cui versava la nazione polacca.<\/p>\n<p>Quell\u2019estate in Polonia imperversava il malcontento che cresceva gradualmente un po\u2019 ovunque nel Paese: il licenziamento di Anna Walentynowicz, un\u2019operaia dei cantieri navali Lenin, fu la goccia che fece traboccare il vaso. Le dinamiche che portarono a decretare il primo sindacato unitario e libero polacco furono diverse: innanzitutto la nuova linfa data al mondo operaio da Giovanni Paolo II dopo il viaggio del 1979 e, in particolare, nel discorso agli operai di Nowa Huta in cui ribad\u00ec che &#8220;la Chiesa non ha paura del mondo del lavoro\u00bb e che \u00abCristo non approver\u00e0 mai che l\u2019uomo sia considerato o consideri se stesso come semplice mezzo di produzione&#8221;.<\/p>\n<p>La grave situazione economica e la forte autorit\u00e0 esercitata dal regime sovietico avevano creato un clima di sospetto e di tensione, di apparente calma per tutto il mese di luglio del 1980 nonostante qualche concessione populista da parte del governo polacco come il leggero aumento del salario dopo deboli proteste per l\u2019aumento dei prezzi della carne.<\/p>\n<p>A Lublino gli operai e i ferrotranvieri incrociarono le braccia. Fu sciopero. I collegamenti ferroviari furono interrotti. Da Lublino la protesta arriv\u00f2 a Danzica, nei cantieri intitolati a Lenin. Le spinte delle diverse correnti sindacali condussero all\u2019alba del 14 agosto allo scoppio degli scioperi che, molto presto, malgrado il silenzio e la censura dei media, contagiarono tutta la Polonia. Fu votata l\u2019occupazione dei cantieri Lenin. Ci fu una vasta opera di volantinaggio tesa a incitare diciassettemila operai ad astenersi dal lavoro per dare solidariet\u00e0 alla gruista \u00abscomoda\u00bb Walentynowicz che aveva denunciato le drammatiche condizioni in cui erano costretti a lavorare gli operai.<\/p>\n<p>Vincenzo Grienti<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il capo del movimento polacco Lech Walesa Solidarno\u015b\u0107\u00a0viene liberato dopo 11 mesi di internamento vicino al confine con l&#8217;Unione Sovietica.\u00a0Lech Walesa da tecnico elettricista e impiegato nei cantieri navali di Gdansk venne tratto in arresto nel 1970, reo di aver incitato gli scioperi nella fabbrica dove lavorava. 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