{"id":140627,"date":"2024-01-19T19:35:34","date_gmt":"2024-01-19T18:35:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/?p=140627"},"modified":"2024-01-19T20:04:50","modified_gmt":"2024-01-19T19:04:50","slug":"il-figlio-di-saul-film-pluripremiato-su-tv2000-per-giornata-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/2024\/01\/19\/il-figlio-di-saul-film-pluripremiato-su-tv2000-per-giornata-memoria\/","title":{"rendered":"Il figlio di Saul, film pluripremiato. Su Tv2000 per Giornata Memoria"},"content":{"rendered":"<div class=\"fluid-embed-container\"><iframe title=\"Il figlio di Saul - Venerd\u00ec 26 gennaio ore 20.55 su Tv2000\" width=\"640\" height=\"360\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CktuqUuNe5g?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/div>\n<p>&#8216;Il figlio di Saul&#8217; di L\u00e1szl\u00f3 Nemes, venerd\u00ec 26 gennaio ore 20.55 su Tv2000, pellicola importante e pluripremiata: Oscar 2016, Golden Globe 2016, David di Donatello 2016, Gran Premio della Giuria a Cannes 2015. Due giorni nella vita di Saul Auslander, prigioniero ungherese che lavora in un &#8220;Sonderkommando&#8221;, un commando speciale collegato a uno dei forni crematori di Auschwitz.<\/p>\n<div class=\"rgg-container\" data-rgg-id=\"1\">    <div class=\"rgg-imagegrid captions-title captions-effect-none \" data-rgg-id=\"1\">\n                    <a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-03-1024x777.jpg\" data-rel=\"rgg\" rel=\"rgg\" title=\"\" class=\"rgg-disabled size-medium rgg-img\" data-src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-03-300x228.jpg\" data-ratio=\"1.3157894736842\" data-height=\"228\" data-width=\"300\" aria-label=\"\">\n                            <\/a>\n                    <a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-02-1-1024x778.jpg\" data-rel=\"rgg\" rel=\"rgg\" title=\"\" class=\"rgg-disabled size-medium rgg-img\" data-src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-02-1-300x228.jpg\" data-ratio=\"1.3157894736842\" data-height=\"228\" data-width=\"300\" aria-label=\"\">\n                            <\/a>\n                    <a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-01-2-1024x777.jpg\" data-rel=\"rgg\" rel=\"rgg\" title=\"\" class=\"rgg-disabled size-medium rgg-img\" data-src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Il-figlio-di-Saul-01-2-300x228.jpg\" data-ratio=\"1.3157894736842\" data-height=\"228\" data-width=\"300\" aria-label=\"\">\n                            <\/a>\n            <\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-140637 alignright\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-717x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"181\" height=\"258\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-717x1024.jpg 717w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-210x300.jpg 210w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-768x1097.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-1075x1536.jpg 1075w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-19x27.jpg 19w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-280x400.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1-650x928.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/IL-FIGLIO-DI-SAUL-Poster-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 181px) 100vw, 181px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Giudicato subito come un\u2019assoluta rivelazione all\u2019ultimo Festival di Cannes, poi insignito del Gran Premio della Giuria e osannato come un capolavoro dalla critica di tutto il mondo.<\/p>\n<p>Saul Ausl\u00e4nder (G\u00e9za R\u00f6hrig) fa parte dei Sonderkommando di Auschwitz, i gruppi di ebrei costretti dai nazisti ad assisterli nello sterminio degli altri prigionieri. Mentre lavora in uno dei forni crematori, Saul scopre il cadavere di un ragazzo in cui crede di riconoscere suo figlio. Tenter\u00e0 allora l\u2019impossibile: salvare le spoglie e trovare un rabbino per seppellirlo. Ma per farlo dovr\u00e0 voltare le spalle ai propri compagni e ai loro piani di ribellione e di fuga.<\/p>\n<p><strong>NOTE DI REGIA<\/strong><br \/>\ndi <strong>L\u00e1szl\u00f3 Nemes<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_140641\" aria-describedby=\"caption-attachment-140641\" style=\"width: 158px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-140641\" src=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-683x1024.jpg\" alt=\"L\u00e1szl\u00f3 Nemes\" width=\"158\" height=\"237\" srcset=\"https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-683x1024.jpg 683w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-1024x1536.jpg 1024w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-18x27.jpg 18w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-280x420.jpg 280w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1-650x975.jpg 650w, https:\/\/www.tv2000.it\/ufficiostampa\/wp-content\/uploads\/sites\/31\/2024\/01\/Laszlo-Nemes-1.jpg 1200w\" sizes=\"(max-width: 158px) 100vw, 158px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-140641\" class=\"wp-caption-text\">L\u00e1szl\u00f3 Nemes<\/figcaption><\/figure>\n<p><em><strong>Chi sono i Sonderkommando<\/strong><\/em><br \/>\nI Sonderkommando erano gruppi di prigionieri scelti dalle SS per accompagnare gli altri alle camere a gas, dopo averli rassicurati e fatti spogliare. Quindi rimuovevano i cadaveri, ripulivano tutto e bruciavano i corpi. Tutto ci\u00f2 era eseguito a gran velocit\u00e0, in quanto Auschwitz-Birkenau funzionava come una vera e propria fabbrica di morte a ritmi industriali. Gli storici stimano che nell\u2019estate del 1944 migliaia di ebrei fossero sterminati ogni giorno. Ai membri dei Sonderkommando spettava un trattamento relativamente preferenziale: gli era permesso tenere il cibo trovato nei treni e avevano un minimo di libert\u00e0 di movimento nell\u2019ambito di un perimetro stabilito. Ma il loro lavoro era estenuante e in ogni caso venivano regolarmente eliminati ogni 3 o 4 mesi dalle SS per fare in modo che nessun testimone dello sterminio rimanesse in vita.<\/p>\n<p><em><strong>La fabbrica della morte<\/strong><\/em><br \/>\nHo sempre trovato frustranti i film sui campi di concentramento. Provano a costruire storie di sopravvivenza e eroismo, ma secondo me propongono di fatto una concezione mitica del passato. La testimonianza dei Sonderkommando \u00e8 invece qualcosa di concreto e tangibile. Descrive in diretta il \u201cnormale\u201d funzionamento di quella fabbrica di morte: la sua pianificazione, le regole, i turni, i rischi, i ritmi produttivi. Le SS usavano la parola St\u00fcck, pezzo, per riferirsi ai cadaveri, come se fossero oggetti prodotti in fabbrica. Questa testimonianza, insomma, mi ha permesso di vedere l\u2019accaduto attraverso gli occhi dei dannati dei campi di concentramento.<\/p>\n<p><em><strong>Il punto di vista di Saul<\/strong><\/em><br \/>\nUn aspetto molto problematico del film \u00e8 stato quello di raccontare una storia di finzione partendo dal contesto di questa testimonianza. Non volevo trasformare nessuno in un eroe, non volevo neanche assumere il punto di vista dei sopravvissuti, n\u00e9 mostrare troppo di quella fabbrica di morte. Volevo solo trovare una prospettiva che potesse essere esemplare, ridotta all\u2019essenziale, per raccontare una vicenda il pi\u00f9 possibile semplice e arcaica. Ho scelto il punto di vista di un uomo, Saul Ausl\u00e4nder, un ebreo ungherese membro di un Sonderkommando, e mi sono attenuto strettamente a questa posizione: mostrare quello che vede, niente di pi\u00f9 e niente di meno. Non si tratta per\u00f2 di una soggettiva pura, poich\u00e9 sullo schermo noi vediamo Saul come personaggio: non volevo infatti ridurre il film a un approccio puramente visuale, che sarebbe stato artificioso, e ho preferito evitare ogni virtuosismo o esercizio di stile. Inoltre, quest\u2019uomo \u00e8 il punto di partenza di una storia unica, ossessiva e primitiva: crede di aver riconosciuto il figlio tra le vittime delle camere a gas ed \u00e8 deciso a salvarne il corpo dai forni, trovare un rabbino che reciti il Kaddish e seppellirlo. Tutto quello che fa \u00e8 legato a questa missione, che sembra completamente priva di scopo nell\u2019inferno del lager. Il film resta tuttavia sempre legato al suo punto di vista e alla sua linea d\u2019azione. Questa incrocia poi quella degli altri prigionieri, ma il campo \u00e8 percepito per intero dalla sua prospettiva.<\/p>\n<p><em><strong>L\u2019orrore fuori campo<\/strong><\/em><br \/>\nSeguendo i movimenti di Saul, ci fermiamo davanti alla porta della camera a gas, per entrarvi solo a sterminio avvenuto per la rimozione dei corpi. Le immagini mancanti sono quelle della morte dei prigionieri; immagini che non possono essere ricostruite, n\u00e9 dovrebbero essere toccate o manipolate in nessun modo. Assumere il punto di vista di Saul vuol dire anche mostrare solo ci\u00f2 a cui presta attenzione. Egli lavora ai forni crematori da quattro mesi e, come riflesso istintivo per proteggersi, sembra non fare pi\u00f9 caso all\u2019orrore in cui \u00e8 immerso. Per questo motivo tale orrore rimane sullo sfondo o indistinto o fuori campo. Saul vede solo quello che gli occorre per la sua ricerca: questo d\u00e0 al film il suo ritmo visivo.<\/p>\n<p><em><strong>Forme di rivolta<\/strong><\/em><br \/>\nNel film si svolge un tentativo di rivolta dei prigionieri che ebbe luogo di fatto a Auschwitz nel 1944, l\u2019unica rivolta armata della storia del campo. Anche il tentativo di scattare delle foto \u00e8 realmente accaduto: grazie a una macchina fotografica fatta arrivare ai Sonderkommando di Birkenau dalla resistenza polacca, 4 foto furono realizzate per testimoniare al mondo esterno quello che succedeva nei campi. Ho potuto vederle alla mostra del 2001 M\u00e9moire des camps e mi hanno colpito profondamente. Saul sceglie invece una forma diversa di rivolta, che pu\u00f2 sembrare irrilevante fuori da quel contesto. Quando sembra che non ci sia pi\u00f9 speranza, la voce interiore del protagonista lo incita a sopravvivere per compiere un atto che ha un significato, un significato umano, sacro, ancestrale che lo pone all\u2019origine della civilt\u00e0 umana e di qualsiasi religione: portare rispetto per il corpo di un morto.<\/p>\n<p><em><strong>Regole sul set<\/strong><\/em><br \/>\nInsieme al direttore della fotografia e allo scenografo abbiamo deciso, prima di iniziare le riprese, che ci saremmo attenuti a una serie di regole: \u201cil film non deve essere visivamente bello e accattivante\u201d; \u201cnon possiamo fare un film dell\u2019orrore\u201d; \u201cseguire Saul vuol dire non andare oltre la sua presenza e il suo campo visivo e uditivo\u201d; \u201cla cinepresa \u00e8 la sua compagna e lo affianca in questo inferno\u201d. Abbiamo anche scelto di girare in pellicola 35mm e di usare solo procedimenti fotochimici tradizionali nei vari momenti della produzione. Era l\u2019unico modo di mantenere una certa instabilit\u00e0 nelle immagini e quindi essere capaci di filmare quel mondo in modo organico. La sfida era quella di raggiungere il pubblico in termini emotivi, cosa che il digitale non permette. Queste scelte implicano anche un\u2019illuminazione diffusa, la pi\u00f9 semplice possibile, un unico obiettivo, il 40mm, e un formato ristretto, il classico 1:1.37, che non allarga il campo visivo come i formati panoramici. Dovevamo restare sempre al livello visivo del protagonista e seguirlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"&#8216;Il figlio di Saul&#8217; di L\u00e1szl\u00f3 Nemes, venerd\u00ec 26 gennaio ore 20.55 su Tv2000, pellicola importante e pluripremiata: Oscar 2016, Golden Globe 2016, David di Donatello 2016, Gran Premio della Giuria a Cannes 2015. 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