Con Retroscena per riscoprire i segreti di “Re Lear”

Retroscena – i segreti del teatro, viaggi nelle {cre}azioni apre il sipario anche la prossima settimana con tante novità. Il programma di Michele Sciancalepore, in onda lunedì e martedì in seconda serata dopo il Rosario e la domenica alle 12.45 su TV2000 (martedì 08 dicembre h 01.50 / lunedì 14 dicembre h 00.55) va alla scoperta di cosa accade se la lirica si fonde con l’avanguardia. Cosa succede se si cerca di dar forma visibilità e suono all’invisibile e all’inaudito? Lo scopriremo nella decima puntata di Retroscena, che questa volta vi porterà in uno dei templi dell’opera, il Teatro Regio di Parma. Qui Michele Sciancalepore ha assistito all’incontro-scontro fra la tradizione più consolidata e la sperimentazione più spinta. Cosa capita se una delle compagnie più visionarie e oniriche della ricerca italiana decide di portare in scena un’opera sempre pensata, agognata, inseguita da Giuseppe Verdi ma mai scritta né tantomeno musicata? Ne scaturisce “Verdi Re Lear- L’opera che non c’è”, una ricerca drammaturgica, visiva e performativa di Francesco Pititto e Maria Federica Maestri, alla testa della prestigiosa e innovativa compagnia Lenz Rifrazioni. I due artisti si cimentano nella ricomposizione di un’opera incompiuta, ovvero quel “Re Lear” mai musicato a cui Giuseppe Verdi si dedicò senza mai portarlo a termine, fondendo arie e suggestioni dell’opera lirica con le contemporanee sonorità della musica elettronica del compositore Robin Rimbaud aka Scanner. A seguire percorreremo ancora le strade della contaminazione tra tradizione e avanguardia con lo spettacolo “Dall’Inferno al Paradiso”, allestimento tratto dalla Divina Commedia dantesca e nato dall’immaginazione di Emiliano Pellisari, coreografo della compagnia di danza “No Gravity”. Grazie anche al recupero di tecniche sceniche e illusionistiche care al teatro barocco i suoi danzatori-acrobati sfideranno la gravità perdendo letteralmente peso in uno scenario visivo strabiliante per lo spettatore. Così, cantica dopo cantica, dal buio prenderanno forma una carrellata fantasmagorica di colori e movimenti prodotti dal corpo di ballo che illumineranno da una prospettiva inedita l’intero percorso dantesco.

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