Cosa ci attende alla fine? Siamo al termine del percorso de L’avventura di Pinocchio e con Franco Nembrini scopriamo che il perdono è l’ultima parola per ogni cosa: anche nella nostra vita, come in tutta la storia del burattino ribelle, se non ci fosse la misericordia non riusciremmo veramente a cambiare e ad essere pienamente felici. Gettato come asino malato in mare, Pinocchio “miracolosamente” ritorna burattino e ha una nuova occasione per tornare a cercare il Padre. Immerso nell’acqua ottiene la libertà, e questa immersione per analogia, dice Nembrini, ricorda il Battesimo. La catarsi gli dona entusiasmo, lo spinge a continuare con slancio la strada, se non ci fosse il Pescecane….

Eppure, come sempre ha mostrato la favola di Collodi, nel posto più buio e disperato, la salvezza è presente e bisogna fidarsi come fa Pinocchio dei segnali. Il burattino appare cresciuto, non fugge più davanti ai problemi, non si scoraggia davanti al cinismo del tonno che condivide la sua stessa sorte, ma si fa guidare da una piccola luce. Quante volte non sappiamo riconoscere la speranza? Cos’hai da perdere quando un incontro, un amico, una lettera, un film, qualsiasi cosa ti richiama al vero? Non conviene seguire quei segni? Pinocchio grazie a questo coraggio ritrova Geppetto. Così nelle condizioni più dure del vivere possiamo ancora ritrovare Dio che ci viene a prendere. Dio non è lontano, ci sembra lontano quando siamo lontani noi, dal nostro bene, dalla nostra verità. Ma nonostante tutto Dio ci perdona, ci viene a prendere al fondo di tutto, senza aspettare che cambiamo.

Nembrini ci ricorda che per essere buoni bisogna essere molto contenti e per essere contenti si deve essere perdonati. Il potere della Misericordia sembra essere tra le trame di questa storia e i suoi effetti pieni e decisivi si mostrano negli ultimi capitoli del libro: Pinocchio può salvare Geppetto dal pescecane, insieme si fanno aiutare dal tonno cinico che ha seguito il suo esempio; il burattino col cuore già di carne sa dire pienamente no al Gatto e la Volpe, si impietosisce davanti alla morte di Lucignolo divenuto asino.

Finalmente libero di scegliere, può costruire la sua vita, “mette giudizio” e così il desiderio più profondo, diventare bambino per davvero, viene esaudito. Tutto intorno a lui fiorisce grazie al suo essere tornato pienamente a scegliere il bene.

17 Febbraio 2017

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