Sei storie di sacerdoti che, nella periferia di Napoli, dedicano la propria esperienza agli ultimi, combattendo contro la camorra e la droga, per il recupero dei detenuti e il futuro dei territori umiliati. Tv2000 lancia ‘Luci sulla frontiera’, la serie di documentari in sei puntate in onda dall’11 marzo 2017 il sabato alle ore 19. Scritta e diretta da Ilaria Urbani, autrice de ‘La buona novella -Storie di preti di frontiera’, con la prefazione di Roberto Saviano.

Ecco i protagonisti e il loro impegno nella vita quotidiana dei quartieri di ‘confine’.

  1. Tornare a Scampia. Padre Domenico Pizzuti

Sociologo, giornalista, blogger, autore e operatore sociale. Padre Domenico a 85 anni è ancora una delle voci più lucide di Scampia. Nonostante l’età, il gesuita e teologo ogni giorno mette la sua cultura al servizio della mediazione culturale di rom e migranti tra Scampia e l’hinterland a nord di Napoli.

  1. Alla periferia dell’anima. Don Gaetano Romano

Dal post terremoto, durante la faida cutoliana degli anni Ottanta con i camorristi che sparavano in strada, alla “periferia dell’anima” di Papa Francesco. Don Gaetano Romano da oltre trent’anni è parroco a San Giovanni a Teduccio, ex quartiere operaio, oggi ghetto. L a desertificazione industriale e la disoccupazione si “compensano” con spaccio e lavoro illecito. E i piccoli clan rivali si sparano ancora dalle finestre. Negli occhi delle persone rassegnazione e paura.   Ma nella sua oasi-ludoteca don Geatano professa che “sperare è ancora possibile”.

  1. La voce degli ultimi. Padre Carlo De Angelis

Tra Miano e Secondigliano, alla periferia nord Napoli, Padre Carlo da trent’anni prova a sconfiggere con un sorriso e tanto impegno tossicodipendenze e affiliazioni criminali. Non si scoraggia mai, neppure quando ritrova armi nella sua cappella durante la faida di Scampia. La vita parrocchiale, tra degrado e disoccupazione, si trasforma in aiuto materiale di famiglie in difficoltà e nuovi poveri.

  1. L’ottavo sacramento. Padre Antonio Loffredo

La cultura è l’ottavo sacramento”. Seguace della lezione di Don Lorenzo Milani, Padre Antonio Loffredo nel rione Sanità sta coniugando il cambiamento culturale all’imprenditoria. Molti ragazzi dell’ex enclave della camorra, tutt’oggi sotto il tiro delle guerre intestine dei clan, grazie al sacerdote sono diventati guide turistiche della Catacombe di San Gennaro, luogo monumentale altrimenti dimenticato, visitato oggi da migliaia di persone da tutto il mondo. Il parroco punta sulla diffusione del patrimonio artistico per rilanciare turismo e occupazione. L’animo da intellettuale, la mente del politico, la strategia del manager.

  1. La ballata della libertà. Don Franco Esposito

L’impegno del cappellano di Poggioreale per i detenuti e le loro famiglie. Le attività di recupero sociale e culturale, l’affiancamento ai familiari nel cuore del centro antico di Napoli. Il dissenso e la misericordia dietro le sbarre.

  1. Dall’Africa a Napoli. Don Félix Ngolo

Formazione da sociologo in Francia, arriva in missione nei Campi Flegrei e capisce che il miglior modo per arrivare al cuore dei fedeli è tifare per Maradona. Migrante tra i migranti, il congolese Don Félix, parroco a Rione Toiano di Pozzuoli, contagia tutti con entusiasmo e simpatia. Per tutti è don Felice, il più appassionato tifoso del Napoli al punto da fondare un club azzurro nel suo villaggio in Africa. E lo sport diventa il pretesto per l’integrazione sociale e per portare l’aiuto dei Campi Flegrei nei villaggi africani.

6 Marzo 2017

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