Per oltre vent’anni volto e voce di Giovanni Paolo II, giornalista, medico psichiatra si e’ raccontato in esclusiva a SOUL. Figlio della sua Castiglia, un ragazzo che voleva fare e ha fatto anche il torero: “mi piaceva molto la corrida. So che non è semplice da capire, non è solo un uomo contro un toro, c’è una filosofia dietro e qualche esperienza l’ho fatta, è vero”. Medico. Perché “la medicina è una forma di umanesimo, quando non lo è si disumanizza e si confonde l’infermità con la malattia. L’infermità sta nei libri, sono sintomi, risultati di analisi. La malattia è l’infermità vissuta nella biografia della persona concreta. Ecco perché due persone con la stessa diagnosi vivono la malattia in modi diversissimi, perché mondo, aspettative, responsabilità familiari e lavorative sono diverse”.

Medico e giornalista , inviato di guerra: “ABC, il primo giornale di Spagna, in quegli anni mi aveva proposto di fare il corrispondente per il Mediterraneo e il Medio Oriente con base a Roma. Pensavo a una specie di avventura e quando ero deciso a chiudere questa parentesi per tornare a Barcellona … ricordo benissimo quel momento. Dovevo presiedere una conferenza della Stampa estera di cui ero presidente, quando la segreteria pallidissima mi passa un bigliettino su cui c’era scritto “a pranzo oggi dal Papa”. Così è cominciato tutto.

https://youtu.be/xX4UaC1li-Y

6 Luglio 2017

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