Addio al cardinale Camillo Ruini (foto + video)
ROMA -E’ morto oggi, 16 giugno, all’età di 95 anni il cardinale Camillo Ruini, figura centrale della Chiesa italiana degli ultimi decenni e protagonista di una stagione che ha segnato profondamente il rapporto tra cattolicesimo, società e politica nel nostro Paese. Nato a Sassuolo il 19 febbraio 1931, Ruini è stato per oltre vent’anni uno dei volti più autorevoli dell’episcopato italiano, guidando la Conferenza Episcopale Italiana dal 1991 al 2007. E’ stato anche vicario generale del Papa per la Diocesi di Roma e arciprete della Basilica di San Giovanni in Laterano fino al 2008.

La notizia della sua morte è stata comunicata dal cardinale vicario Baldassare Reina insieme al Consiglio episcopale e alla Diocesi di Roma. In una nota, la Chiesa romana ha espresso riconoscenza per «la lunga e proficua vita cristiana» del porporato e per il servizio prestato alla comunità ecclesiale. Il ricordo tracciato dalla Diocesi sottolinea la capacità di Ruini di interpretare i profondi cambiamenti che hanno attraversato l’Italia negli ultimi decenni, accompagnando la presenza dei cattolici nella vita pubblica e nel dibattito culturale del Paese.
«La sua guida pastorale dal 1991 al 2008 ha lasciato un segno profondo della sua intelligenza nell’interpretare la presenza dei cristiani nella città, unendovi la responsabilità di Presidente della Conferenza episcopale della Chiesa italiana. Acuto nel discernere le svolte politiche e sociali del Paese, ha considerato fondamentale guidare le transizioni culturali con la fierezza cattolica di essere depositari di un patrimonio di valori da non nascondere, ma da custodire e difendere, adempiendo il suo motto episcopale Veritas liberabit nos», si legge nella nota diffusa dalla Diocesi di Roma. (continua dopo il video)
Negli ultimi mesi le condizioni di salute del cardinale si erano progressivamente aggravate. Da maggio era assistito nella sua abitazione da personale sanitario. Negli anni recenti aveva già affrontato diverse difficoltà cliniche: nel luglio del 2024 era stato colpito da un infarto che aveva reso necessario il ricovero al Policlinico Gemelli di Roma, mentre nel 2025 era stato nuovamente ospedalizzato a causa di un blocco renale. Nonostante l’età avanzata e i problemi di salute, aveva continuato a seguire con attenzione la vita ecclesiale e il dibattito pubblico, intervenendo spesso su temi religiosi, culturali e sociali.
Creato cardinale da Giovanni Paolo II il 28 giugno 1991, Ruini è stato uno degli uomini di fiducia del pontefice polacco e uno dei principali interpreti della presenza pubblica del cattolicesimo italiano tra la fine del Novecento e l’inizio del nuovo secolo. Durante la sua lunga presidenza della CEI ha guidato la Chiesa italiana in anni segnati da profondi cambiamenti politici, dalla crisi dei partiti tradizionali alla nascita della Seconda Repubblica, sostenendo con forza il ruolo dei cattolici nella società e la necessità di difendere i valori considerati fondamentali dalla dottrina cristiana.
Alla notizia della sua scomparsa è giunto anche il messaggio del presidente della Conferenza Episcopale Italiana, il cardinale Matteo Zuppi. «Ci raccogliamo in preghiera e affidiamo alla misericordia del Padre il cardinale Camillo Ruini, che il Signore ha chiamato a sé. Lo ricordiamo con riconoscenza per la vita spesa al servizio del Vangelo, della Chiesa di Roma e della Conferenza Episcopale Italiana», ha dichiarato.
Zuppi ha ricordato come Ruini, da presidente della CEI e vicario del Papa per la Diocesi di Roma, abbia servito la Chiesa «con intelligenza, passione pastorale e profondo senso ecclesiale», svolgendo il proprio ministero nella convinzione che «la fede non è mai estranea alla storia». Una visione che lo ha portato a sostenere costantemente la necessità che l’annuncio cristiano incontrasse «le domande reali dell’uomo, della società e della cultura».
Secondo il presidente della CEI, il cardinale Ruini ha aiutato la Chiesa italiana «a pensare, discernere, parlare e camminare nel proprio tempo», mantenendo vivo il legame con il Successore di Pietro e con la Chiesa universale. Richiamando il motto episcopale del porporato, «Veritas liberabit nos», Zuppi ha sottolineato come esso rappresenti ancora oggi una consegna per tutti i credenti: «cercare la verità che è Cristo, perché solo essa rende liberi e capaci di amare». Una verità che, ha aggiunto, «non è un’idea astratta, ma il volto del Signore che illumina la vita, sostiene la speranza, apre alla comunione e chiama a servire ogni persona, soprattutto quando la storia si fa più difficile e incerta».
Il cardinale ha infine espresso vicinanza ai familiari, alla Diocesi di Roma e a quanti hanno conosciuto e stimato Ruini nel corso del suo lungo ministero, affidandolo al Signore Risorto «perché lo accolga nella sua pace».





16 Giugno 2026