Umili costruttori di pace – I 19 Beati d’Algeria 10/12/2018

Al termine dell’Angelus pronunciato in occasione della Solennità dell’Immacolata Concezione della Beata Vergine Maria, Papa Francesco annuncia:
“Oggi, presso il Santuario di Notre-Dame de Santa Cruz a Oran, in Algeria, sono proclamati Beati il Vescovo Pietro Claverie e diciotto compagni religiosi e religiose, uccisi in odio alla fede. 19 nuovi Beati! Questi martiri del nostro tempo sono stati fedeli annunciatori del Vangelo, umili costruttori di pace ed eroici testimoni della carità cristiana: un vescovo, sacerdoti, religiose, religiosi e laici. La loro coraggiosa testimonianza è fonte di speranza per la comunità cattolica algerina e seme di dialogo per l’intera società. Questa Beatificazione sia per tutti uno stimolo a costruire insieme un mondo di fraternità e di solidarietà. Facciamo un applauso ai nuovi Beati, tutti insieme”.
In concomitanza con la beatificazione esce il libro “Semplicemente Cristiani. La vita e il messaggio dei beati monaci di Tibhirine” (Libreria Editrice Vaticana) di Thomas Georgeon, monaco trappista e postulatore della beatificazione dei martiri di Tibhirine, e François Vayne, giornalista e biografo. Un contributo sulla vita e sul messaggio dei sette monaci trappisti vittime della guerra civile che attraversò il Paese nord-africano ai tempi del conflitto tra gli islamisti del “Fronte islamico di salvezza” e i militari di Algeri, tra il 1991 e il 2002. I sette martiri: Paul, Michel, Christophe, Bruno, Célestin, Luc e Christian, furono sequestrati dal loro monastero in Algeria nella notte tra il 26 e il 27 marzo 1996, e uccisi il 21 maggio seguente.
In studio con Gennaro Ferrara, François Vayne spiega il significato della missione dei monaci di Tibhirine e della loro beatificazione, la prima in terra islamica.
Riascoltando il testamento spirituale lasciato da Padre Christian de Chergé, priore della comunità del monastero di Tibhirine, che avvertendo il pericolo scrive prima di essere ucciso dai terroristi, si comprende chiaramente come la loro vita fosse vissuta come dono a Dio e alla Chiesa.
In conclusione di puntata, abbiamo ascoltato le parole di papa Francesco nell’Omelia di Santa Marta del mattino, con cui proseguendo la preparazione al Natale, spiega come custodire e difendere la fede.

 

 

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Vayne: “Chi erano i monaci di Tibhirine”

 

ANGELUS – SOLENNITÀ DELL’IMMACOLATA CONCEZIONE DELLA BEATA VERGINE MARIA

Beati i costruttori di pace

Da Orano (Algeria)
Cristiana Caricato ci porta a Orano, per il racconto della giornata di beatificazione dei 19 martiri presieduta dal card. Giovanni Angelo Becciu, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi.

SANTA MARTA
Non è facile difendere la fede
Papa: Abbiamo chiesto la fede nel mistero di Dio fatto uomo. La fede anche oggi, nel Vangelo, fa vedere come tocca il cuore del Signore. Il Signore tante volte torna sulla catechesi sulla fede, insiste. “Vedendo la loro fede”, dice il Vangelo. Gesù vide quella fede – perché ci vuole coraggio, per fare un buco sul tetto e far calare un lettuccio con l’ammalato lì … ci vuole coraggio. Quel coraggio, questa gente aveva fede! Loro sapevano che se l’ammalato arrivava davanti a Gesù, sarebbe stato guarito.
… Oggi abbiamo chiesto questa grazia: in questa seconda settimana dell’Avvento, prepararci con la fede a celebrare il Natale. E’ vero che il Natale – lo sappiamo tutti – tante volte si celebra non con tanta fede, si celebra anche mondanamente o paganamente; ma il Signore ci chiede di farlo con fede e noi, in questa settimana, dobbiamo chiedere questa grazia: di poter celebrarlo con fede. Non è facile custodire la fede, non è facile difendere la fede: non è facile.
… Ci farà bene oggi, e anche domani, durante la settimana, prendere questo capitolo IX di Giovanni e leggere questa storia tanto bella, del ragazzo cieco dalla nascita. E finire dal nostro cuore con l’atto di fede: “Credo, Signore. Aiuta la mia poca fede. Difendi la mia fede dalla mondanità, dalle superstizioni, dalle cose che non sono fede. Difendila dal ridurla a teorie, siano esse teologizzanti o moraleggianti … no. Fede in Te, Signore”.

 

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