11 settembre, Santi Proto e Giacinto

Essi sarebbero stati due fratelli cristiani eunuchi, schiavi di Eugenia, figlia del nobile romano Filippo, prefetto di Alessandria d’Egitto. Convertita al cristianesimo, Eugenia avrebbe ceduto i due giovani alla nobile Bassilla, convertitasi a sua volta grazie ai loro insegnamenti. Denunciati dal fidanzato di quest’ultima, sarebbero stati tutti martirizzati. Al di là della leggenda, è certo che la loro esistenza e il loro martirio sono stati storicamente comprovati.

Il loro culto risale almeno al IV secolo ed è documentato dalla Depositio martyrum e la loro sepoltura nel cimitero di Basilla lungo l’antica via Salaria, e da un’iscrizione di papa Damaso I, che ricorda la sistemazione della loro tomba a opera del pontefice.

Nel 1845 l’archeologo gesuita Giuseppe Marchi rinvenne la tomba inviolata di san Giacinto nella catacomba di Sant’Ermete. Le ossa furono traslate nella cappella della nuova sede del Collegio di Propaganda Fide.