Corrado Augias si racconta a #SOUL

A Soul, una chiacchierata appassionata con Corrado Augias,  opinionista acuto e acceso, con un debole per le questioni che riguardano l’uomo, in particolare il suo rapporto con la fede. Un intellettuale dello stampo di certi antichi, che si professa ateo, ma che parla sempre di Gesù, e della Chiesa: “Non credo in un Dio come lo disegna la teologia cattolica, ma mi ritengo un uomo fortemente spirituale. Del Discorso della Montagna ho fatto il mio credo personale”. E poi aggiunge:“Non sono cattolico, ma sono italiano e quindi la presenza della Chiesa nella storia e nel destino di questo paese è stata fondamentale”.  Ed ancora: ”Trovo Gesù la figura più affascinante della storia: spogliata del mantello rassicurante della teologia, è più bella e drammatica, e sottolinea la forza innovativa del suo messaggio.” Infine:“Io non posso invocare nei momenti di dolore, di bisogno, Darwin o Kant o Galileo, ma posso invocare la figura di Gesù, perché ha detto: ‘Io sono con voi tutti i giorni’. A questo ci credo”. Ancora un libro sul Nazareno, storico, per uno scrittore che ama ed è abituato a esplorare la storia,  ma trepido per il mistero della sua grandezza, Le ultime 18 ore di Gesù, edito da Mondadori.