Andrea Ferretti a Tv2000: “Nel calcio si dovrebbe giocare una volta a settimana. Baggio prima della finale mondiale nel ’94 era infortunato, è stata decisione tormentata”

Roma, 27 novembre 2018. “Per recuperare da una partita di calcio servono minimo quattro giorni. Le squadre e i giocatori che giocano prima dei quattro giorni hanno statisticamente un rischio d’infortunio più elevato”. Lo ha detto il responsabile dell’Area medica della Nazionale italiana di calcio, Andrea Ferretti, ospite di ‘Sport 2000’, il programma sportivo di Tv2000 condotto da Giampiero Spirito.
“Il calcio – ha aggiunto Ferretti – dovrebbe essere giocato in sicurezza una volta in settimana, per il recupero psicofisico pieno dopo una partita. Poi ci sono le eccezioni. Non conosco Cristiano Ronaldo, ho avuto la fortuna di conoscere allenatori che hanno allenato Ronaldo e me lo hanno descritto come un professionista fuori della norma. Un giocatore che ha una grande cultura della propria persona. Lui sembrerebbe un’eccezione ma per il gioco del calcio chi gioca prima dei quattro giorni ha un rischio d’infortunio statisticamente superiore”.

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“L’Uefa – ha rivelato Ferretti – è perfettamente a conoscenza di questi dati perché sono frutto di uno studio commissionato proprio dalla Uefa sulle squadre che giocano la Champions League. Una delle proposte nel cassetto è quella di aumentare il numero delle sostituzioni”.
Ferretti è stato il medico della Nazionale di calcio anche durante il mondiale negli Usa nel 1994 e a distanza di anni rivela un particolare sulla condizione fisica di Roberto Baggio prima della finale con il Brasile: “Baggio si era infortunato in semifinale, aveva avuto un problema ai flessori della coscia. Si trattava di giocare o meno la finale. La decisione fu molto tormentata. Prima della finale avevamo due casi uno più famoso quello di Baresi e poi quello di Baggio. Alla fine ho dato l’assenso a farlo giocare e lui giocò 120 minuti e fu anche scelto per tirare i rigori. Dal mio punto di vista sul piano della salute era andato tutto bene. Ci sono delle situazioni nel nostro mestiere in cui dobbiamo valutare dei rischi”.

27 Novembre 2018