Tv2000: ‘L’estate più bella’, docufilm sulla disabilità

Grande successo a Pistoia per l'anteprima

Un documentario d’impegno sociale e civile per raccontare la disabilità sfatando pregiudizi e paure.

Prodotto e realizzato dalla neonata Tv2000 Factory

Un viaggio nel mondo della disabilità raccontato insieme a coloro che 50 anni fa diedero avvio a una rivoluzione: portare un gruppo di ragazzi di Pistoia nati con disabilità in vacanza al mare, e per di più in Versilia, una delle spiagge più eleganti e alla moda d’Italia. Tv2000 ha presentato il documentario ‘L’estate più bella’, del regista Gianni Vukaj scritto insieme a Beatrice Bernacchi con un’anteprima a Pistoia all’interno del Cinema Lux in collaborazione con la Fondazione Maic (ente di Pistoia che si occupa di dare sostegno a persone con disabilità e alle loro famiglie) protagonista del documentario.

Gli applausi del pubblico di Pistoia al termine dell’anteprima:

Un prodotto d’impegno sociale e civile per raccontare la disabilità. Il progetto nasce da ‘Tv2000 Factory’, la neonata fabbrica del racconto della realtà della tv della Cei. Tv2000 Factory realizza, utilizzando e valorizzando professionalità interne, documentari che sperimentano linguaggi alternativi, nuove tecnologie e un doppio binario del racconto.

Nell’estate del 1968 in Versilia un giovane di 26 anni, riserva un hotel sul mare per un gruppo di ‘giovani della Pistoia bene’. Parte da qui la vacanza indimenticabile di un gruppo di ragazzi disabili che si riversano sulle spiagge osando sfidare il mondo. Da allora non hanno mai smesso. Anno dopo anno sono tornati sempre al mare, a loro si sono aggiunti altri amici. Ne nasce un’esperienza dirompente, un piccolo miracolo di integrazione che a cinquant’anni di distanza continua a ripetersi ogni estate e spinge a ridefinire l’idea stessa di disabilità.
“Un ostacolo per tutti – afferma il regista Gianni Vukaj – è superare il buonismo che è in noi: il sorriso e l’ironia di Valentina e Francesco, le poesie di Fabrizio, la tenerezza di Paolo, la tenacia e la speranza delle madri sono stati la chiave per entrare senza filtri nelle loro storie. Molte delle scene del documentario sono state girate all’alba e al tramonto davanti al mare, dove al suono delle onde sono emersi gli aspetti più intimi delle anime dei protagonisti. L’obiettivo ha sempre seguito il loro ritmo, si è adattato ai loro tempi, cogliendo una lentezza purtroppo oggi dimenticata”.