Mostra Venezia, Tv2000 presenta ‘Dream Age’, ‘Il dono della Luna’ e ‘Miguel Magnara’

Protagonisti i sogni dei giovani, la lotta alla mafia e la santità

Direttore Morgante: “Investiamo in registi emergenti e lanciamo una sfida di qualità alle serie tv”

#Venezia76 Vincenzo Morgante – Gianni Vukaj – Anna De Simone – Fabio Falzone

Roma, 5 settembre 2019. ‘Dream Age – L’Età del sogno’ di Giuseppe Carrieri; ‘Il dono della Luna’ di Gianni Vukaj e ‘Miguel Magnara’ di Riccardo Denaro. Sono le tre nuove produzioni di Tv2000Factory, la fabbrica del racconto dell’emittente Cei, presentate oggi alla 76° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia presso lo spazio della Fondazione Ente dello Spettacolo – FEdS. Presenti per Tv2000 il direttore Vincenzo Morgante, l’ amministratore delegato, Massimo Porfiri, i registi Gianni Vukaj e Riccardo Denaro, la responsabile dell’Ufficio acquisizioni Anna De Simone e l’esperto di cinema di Tv2000, Fabio Falzone. Onori di casa del presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, don Davide Milani. Si tratta di tre produzioni originali su temi diversi ma tutte in un percorso di senso e nella linea valoriale dell’emittente: le speranze e i desideri dei giovani in Paesi e culture diverse; la lotta alla mafia e le ferite permanenti con cui le famiglie delle vittime sono costrette a convivere; la storia di un giovane nobile spagnolo che da ricco insoddisfatto s’innamora di Dio morendo in odore di santità.

#Venezia76 Amministratore delegato Tv2000, Massimo Porfiri – Riccardo Denaro

“La Mostra del Cinema di Venezia – ha sottolineato il direttore di Tv2000 Vincenzo Morgante – è per Tv2000 una vetrina importante in cui possiamo mostrare a un pubblico esperto e appassionato le nostre produzioni e soprattutto porre all’attenzione temi che non sono di nicchia, come qualcuno pensa, e che comunque per noi sono identitari. Con coraggio e umiltà seguiamo il nostro percorso di qualità puntando su registi emergenti e di assoluto valore. E nel nostro piccolo lanciamo una ‘sfida’ anche alle grandi serie tv. Sentiamo forte la chiamata a dare voce e spazio ad argomenti e persone che rimarrebbero confinate in un angolo. Il nostro investimento più grande è infatti far conoscere al pubblico realtà diverse e di stringente attualità”.
“Tv2000 factory – ha aggiunto la responsabile dell’ufficio acquisizioni di Tv2000, Anna De Simone – è una realtà in forte crescita. I buoni risultati dei documentari prodotti dalla nostra emittente, ottenuti nell’ambito di festival e mercati internazionali, ci dicono che siamo sulla strada giusta. L’abbiamo chiamata la fabbrica del racconto perché vogliamo sempre essere vicini e fedeli alla realtà che ci circonda senza mai tradire la vocazione editoriale. I nostri registi e autori sapientemente raccontano agli spettatori temi che altrove spesso non trovano spazio, penso ai disabili, ai migranti, ai senza tetto, sempre con sensibilità e poesia”.

#Venezia76 Fabio Falzone – Don Davide Milani

“La mafia è ‘un’ invenzione dell’uomo e solo l’uomo può sconfiggerla’. Siamo partiti da qui con Beatrice Bernacchi autrice insieme a me di questo docufilm – ha spiegato il regista Gianni Vukaj – convinti che la mafia si combatte prima di tutto cambiando la mentalità mafiosa nella vita di tutti i giorni di ognuno di noi. ‘Il dono della Luna’ è un docufilm di 75 minuti, tre capitoli, tre storie di vita quotidiana di famiglie italiane che hanno perso un caro per mano della mafia. Antonio Cadili, un bambino palermitano di 8 anni che ama gli eroi, le storie epiche dei cavalieri, colleziona pupi e cita a memoria l’Orlando Furioso. Tenendo in braccio Astolfo il suo pupo preferito introduce le vite dei nostri protagonisti: Patrizia Nencioni, Teresa Fiume (Stage dei Gergofili – Firenze 1993). Fiammetta Borsellino (figlia di Paolo e Agnese Borsellino, mamma di Futura e Felìcita), Arcangela e Marianna, vedove dei due fratelli Luciani morti a San Marco in Lamis il 9 agosto 2017”.
“L’adolescenza – ha sottolineato il regista Giuseppe Carrieri – è il tempo delle possibilità. Nella crescita il sogno si attacca a noi come un’ossessione, è una porta da spalancare per scoprire cosa ne sarà di questa vita che abitiamo. E così “DreamAge” è il racconto di queste possibilità, il viaggio senza limiti che ci ricorda come tutti levitiamo a bordo dei desideri. Non importa quanto siamo sparsi o dispersi, quello che conta è che tutti abbiamo qualcosa a cui ci aggrappiamo, e che ci proietta nell’incognita universale del futuro”. 
“Miguel Magnara è una storia antica – ha detto il regista Riccardo Denaro – che rileggendo il mito del Don Giovanni è capace ancora oggi di parlare al cuore di ogni uomo. Cos’è l’amore? Qual è il significato della sofferenza e della morte? È possibile risanare le ferite del male, perdonare ed essere perdonati? In quest’opera il dramma umano viene messo in scena nella continua ricerca di risposta al desiderio di felicità”.

La docu-serie ‘Dream Age – L’Età del sogno’ è un atlante di sogni dei giovani del mondo d’oggi. Tre protagonisti per ogni episodio, distinti per appartenenza geografica, cultura e posizione sociale, incrociano le loro storie a partire dal racconto del giorno del loro compleanno. Più giovani riflettono, nell’arco di una giornata, sui diversi aspetti di un Paese, dalla periferia al centro, in un unico sentiero dove l’Italia è la culla dei desideri, nelle sue differenze e nelle sue (false) distanze.

 

 

Il docu-film ‘Il dono della Luna’ intreccia tre storie che prendono forma attraverso la voce di Antonio, un bambino palermitano che ama gli eroi, le storie epiche dei cavalieri e le loro gesta, colleziona Pupi e cita a memoria l’Orlando Furioso. È lui il cantastorie che introduce nella vita quotidiana di tre famiglie ferite per mano della mafia. Tra queste quella di Paolo Borsellino attraverso un’intensa testimonianza di Fiammetta la figlia del giudice ucciso dalla mafia a Palermo in via d’Amelio il 19 luglio 1992.

 

 

‘Miguel Magnara’ è un giovane nobile spagnolo, noto in tutta Siviglia per essere un grande seduttore. Orfano di entrambi genitori, Miguel vive nella ricchezza, spendendo il tempo tra bagordi e duelli per difendere l’onore. L’incontro con la bella Girolama sembra segnare una svolta decisiva nella vita di Miguel, ma la morte prematura di lei getta il giovane in uno stato di profonda disperazione. Sarà il rapporto con l’abate del convento della Carità, amico e confessore di Girolama, a spingerlo fino in fondo al suo dolore. Diventato frate, attraverso un cammino silenzioso e paziente, Miguel troverà nella fede la vera risposta al suo desiderio. Accettando il perdono, si aprirà all’amore di Dio, morendo in odore di santità.