Retroscena: Emma Dante e il teatro come atto di ribellione, tra memoria, dolore e libertà
Emma Dante, tra le figure più originali e visionarie del teatro contemporaneo, è la protagonista della seconda puntata di “Retroscena – I segreti del teatro”, il programma di Michele Sciancalepore, in onda martedì 3 novembre in seconda serata su Tv2000. La regista palermitana racconta la propria poetica, il nuovo laboratorio romano e il rapporto con gli ultimi, in un’intervista che intreccia memoria personale, ricerca artistica e impegno civile. Un viaggio nel suo universo creativo, tra conflitti, emozioni e contraddizioni dell’esistenza, alla scoperta di un teatro che provoca, interroga e dà voce a chi resta ai margini.
Al centro della puntata, l’intensa intervista a Emma Dante, focalizzata sul trasferimento dalla storica officina palermitana della “Vicaria” al nuovo spazio romano della “Carnezzeria” al Pigneto, un vero e proprio «arsenale delle apparizioni» in cui tutto viene recuperato, riciclato e catalogato con precisione maniacale. È proprio in questo legame viscerale con gli spazi e i materiali che si svela la cifra della poetica della regista palermitana: un teatro che nasce dall’errare, dal camminare senza meta per lasciare spazio alla mente e alla riflessione artistica e da un’attrazione per i rifiuti, visti non come scarto ma come «latori di storie». Da qui prende forma anche la genesi della sua nuova sfida in prova, “In cerca dei sei personaggi”, un ribaltamento pirandelliano in cui sarà lei stessa a muoversi tra gli attori e il pubblico. Interrogata da Michele Sciancalepore sui cardini del suo lavoro, Emma Dante ribadisce la centralità della morte come specchio per celebrare la vita e l’empatia verso gli ultimi, definendo il senso autentico del suo teatro: «Un lavoro di empatia con i disgraziati, con chi soffre, con tutto ciò che ha a che fare con le ingiustizie e le discriminazioni». Riconoscendo la propria intransigenza e il rigore assoluto che pretende sul palcoscenico – luogo del disagio e dello scontro –, la regista si racconta senza filtri, dal legame profondo con il padre scomparso alla maternità, fino a delineare cosa renda il teatro veramente politico: «Quando non si preoccupa di seguire il mainstream. Quando dice una cosa che gli altri non dicono, quando fa paura perché mostra qualcosa di sconosciuto».
Al termine della puntata l’appuntamento con la “sand artist” Gabriella Compagnone e infine la rubrica W il teatro, con i trailer teatrali degli appuntamenti della scena italiana selezionati da Retroscena.
30 Ottobre 2026