Gian Paolo Orlandelli ha 60 anni, è titolare dell’hotel Terme di Tabiano, la struttura che da due anni dà accoglienza ai migranti. Nell’hotel sono ospitati 18 ragazzi, tra i 18 e i 35 anni. Grazie a delle convenzioni con i comuni di Fidenza e Salsomaggiore alcuni di loro lavorano nella realtà termale. Gian Paolo e sua moglie Sabrina vivono lì con i loro quattro figli, il più grande di 26 anni è ora in Germania per studiare. Basta aspettare (invano) i clienti che devono curare la sinusite, l’albergo vuoto lo riempiamo con i migranti. E’ stata questa scelta di Gian Paolo. “Con i migranti abbiamo salvato i nostri hotel”. La crisi per il settore termale, spiega Orlandelli nel servizio, è risultata irreversibile nel 2008 tanto che l’albergatore ha cominciato a maturare debito col fisco per il mancato pagamento delle imposte comunali e statali. Da qui la scelta di partecipare ai bandi della Prefettura per accogliere nel suo albergo i migranti in arrivo in Italia. Attività che ora è diventata esclusiva. E che per lui e la sua famiglia è stata anche una soluzione ai problemi economici: con l’accoglienza, Orlandelli racconta di aver recuperato e versato al fisco cinque anni di arretrati di imposte e che adesso riescono a vivere. Ma l’accoglienza per lui e la sua famiglia rappresenta un nuovo mondo e soprattutto un nuovo modo di pensare. Ha toccato con mano la gratuità della solidarietà ed ora è felice di essere diventato per i ragazzi che ospita un punto di riferimento. Nella clip anche il “racconto” del cammino spirituale di un giovane migrante che con la moglie hanno “accompagnato” a ricevere il sacramento della prima comunione.

 

A cura di Rosario Sardella

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3 Dicembre 2018